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Ecco la felicità assoluta.

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"Conquistarsi il tempo per le proprie passioni. Per tutta la mia vita, ogni volta che ho guadagnato dei soldi li ho usati per comprarmi del tempo. Che poi impiegavo per deambulare e reagire ad ogni immagine che si presentava di fronte a me, insomma, per fotografare: ecco la felicità assoluta." Ferdinando Scianna Fonte: altrestorie@mariocalabresi.com

Il tempo, la morte e il diavolo.

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La condizione umana è temporanea e non prevede alcuna possibilità di essere interrotta se non con la morte. Questa probabilmente è l'origine da cui discendono tutte le altre questioni. Per ciò stesso la gestione del tempo è fondamentale. Solo in essa si può cercare un equilibrio esistenziale accettabile. Ogni essere umano sceglie o subisce il tempo a seconda di quanta libertà di disporne abbia o riesca a conquistare. Chi fotografa consapevolmente ha maggiore confidenza con il tempo perché mette in atto una procedura ottica automatica che proprio quel tempo sembra bloccare. Sulla mia scrivania c'è una foto di mio padre. Un giovanotto ripreso in studio da un fotografo professionista. Mi pare un ventenne. Molto probabilmente è stata presa prima che io nascessi e lui non è più al mondo ormai da anni. Cosa ho quindi sulla scrivania? L'immagine di uno sconosciuto che sarebbe poi stato mio padre, quello che da quando fui partorito da mia madre avrebbe fatto parte della mia vita fi...

Chi è l'ultimo?

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Una domanda di civiltà, quando si arriva dove c'è un assembramento di persone in attesa di svolgere una commissione da qualche parte. Assembramento e non fila indiana perché gli italiani non sono razzisti, ma queste robe degli indiani non le hanno mai davvero capite. Una domanda però che è anche indispensabile per capire chi resterà con il cerino a bruciarsi la mano in questa società italica fatta di corporazioni, privilegi e diritti acquisiti di fronte alla prima pandemia del secolo. Chi sarà a vaccinarsi per ultimo, magari molto tempo dopo che i primi avranno avuto la loro dose?  Bene, se il buongiorno si vede dal mattino, per paradosso ci potrebbe restare qualche anziano dimenticato. Sicuramente ci resteranno persone fragili, se per fragilità intendiamo anche una condizione sociale e non solo sanitaria. Siamo difatti tutti sulla stessa barca, ma qualcuno viaggia nelle cabine del ponte di prima classe, altri in quelle di seconda e troppi sono buttati alle intemperie in terza cla...

A, B, C... e poi? D?

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Da qualche parte mi arriva la sollecitazione a volare più raso terra, ogni tanto almeno. Allora ricominciamo dalle basi. LUCE Quella roba che se ci arriva addosso in quantità eccessiva ci acceca momentaneamente e ci riscalda il corpo. No, non è un cucciolo troppo affettuoso quello di cui sto scrivendo. Sarebbe una radiazione elettromagnetica, ma che dentro c'ha anche i fotoni . Stop. Non frega niente a nessuno di questi dettagli. L'importante è che ci sia, la luce dico. FOTOGRAFIA Immagine tecnica ottenuta da un congegno a base ottica e funzionamento meccanico e/o elettronico. Il congegno lavora solo in presenza di luce. Quanta ne serve dipende dalle sue caratteristiche di fabbrica. le fotografie non si fanno, si prendono. Da dove? Dalla luce. TEMPO Ce ne vuole sempre. Non esiste nessuna fotografia che non sia frutto di tempo. Tempo di azione della luce dentro il congegno, tempo per mettersi dove serve, tempo per modificare dopo quello che non serve o serve diverso. ...

Risorse limitate e attività critica.

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Quando le risorse sono limitate è necessaria un'attenta valutazione sul come, quanto e quando disporne. Al contrario quando sono, o sembrano, illimitate non serve fare altro che disporne a piacere. Un assioma talmente evidente da risultare tautologico. Il principio della limitazione della risorsa è anche il punto germinale dal quale inizia ogni ragionamento critico su qualsiasi argomento. In sostanza criticare significa prima di tutto analizzare l'impiego delle risorse e valutare se sia congruo o presenti margini di miglioramento. Un'attività critica non è di per se stessa anche propositiva. Individuare le carenze non è difatti automaticamente la ricetta della loro eliminazione. Quando nella critica vi sono anche indicazioni per il superamento dei problemi che si individuano, possiamo parlare di critica costruttiva . Se la critica si riferisce a se stessi, inevitabilmente a posteriori, eccoci arrivati alla autocritica . Vivere in modo acritico , cioè senza tener co...

Scusate il francese.

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La misura del tempo è il denaro, così come quella del denaro è il tempo. Più tempo a disposizione per se stessi equivale a meno denaro guadagnato e viceversa. Con le dovute eccezioni, perché se qualcuno prima di noi ha sacrificato il suo tempo per guadagnare denaro in eccesso rispetto alla durata della sua esistenza, questo può essere speso per avere tempo libero dalla necessità di guadagnare nuovo denaro per vivere. In ogni caso il denaro non si crea e non si distrugge, passa semplicemente di mano. La vita no. Ha un inizio e una fine. Quindi il tempo esistenziale non è una variabile infinita, come lo è invece potenzialmente il denaro. Misurare il tempo della vita con il denaro è quindi un errore, come il sommare mele con pere. Sono cose ben diverse e separate. La vita è unica, irripetibile e scorre inesorabilmente verso la sua fine. Non c'è davvero nessuna quantità di denaro che possa compensare una singola vita umana. In linea di principio, ogni essere umano dovrebbe perciò...

Mai varcare per davvero.

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Qualsiasi fotografia, proprio qualsiasi, è un ingresso. Fa entrare nell'universo parallelo delle immagini. Uno spazio che di dimensioni sembra averne due, invece ne ha sovente una terza, che è illusoria, e nelle fotografie ce n'è sempre un'altra ancora, spesso non rilevata abbastanza: la dimensione temporale. Icone automatiche prese nel tempo, fatte di tempo e a disposizione di chi le vuole guardare per tutto il tempo della loro durata fisica. Poco conta, se non per alcuni più attenti a questioni estetiche, quale sia la forma di una fotografia. Conta molto di più quale pezzo di tempo essa contenga. Anche malamente, sfocato, storto, mosso, tutto sbagliato insomma. Sono immagini di esperienze contingenti e il loro valore più grande è questo. Lo dimostra sempre il tempo: più tempo passa dal momento della ripresa, più cose cambiano, più tutto ciò che ci rimane è solo quell'icona lì. Presa proprio quel giorno lì, in quel modo, momento e luogo lì, non altri. Per questo ...

Nel mondo delle immagini.

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Ogni immagine, fatta a mano o presa da un congegno ottico, realizza una magia altrimenti impossibile agli umani, se non in modo terminale: fermare la vita. Il flusso esistenziale è inarrestabile. Può rallentare o accelerare, almeno a livello emotivo, ma mai fermarsi. La natura è dinamica e trascorre senza interruzioni in un ciclo che si ripete nelle generazioni da un inizio ad una fine. L'immagine invece è ferma. Nei casi migliori anche muta. Una presenza che con la propria fissità inalterabile spezza il ciclo della vita e si propone come ipotesi concreta di eternità. Le immagini per questo motivo influiscono sugli umani, introducono nelle loro esistenze piani di esperienza e di coinvolgimento altrimenti impossibili da incontrare. Ovviamente tutto questo è un'illusione. La vita non si ferma mai, ma è possibile che passi senza avvertirne troppo lo scorrimento, o addirittura annullandone la piena consapevolezza, proprio rifugiandosi nel mondo delle immagini.

Fino alla prossima fotografia.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. La questione fondamentale, quella dalla quale tutto deriva è quella del tempo. Al di là di funzioni e finalità. Oltre ogni aspetto professionale o d'amore, perché nel fotografico si lavora e si ama, così almeno si usa pensare. Superando tutte le parole che si affacciano alla mente, per quanto acuminate o confuse, resta una questione di tempo. Quale tempo? Il mio. Un tempo dato, forse persino predeterminato. Il mio perché riguarda me, ma è anche il tuo, che stai ora impiegando per leggermi. Se questa misura del tempo umano è finita, com'è nei fatti biologici per quanto le religioni si sforzino da sempre di inventare prolungamenti di varia natura, allora ecco che diventa uno dei temi di riflessione più interessanti. L'approccio fotografico alla questione del tempo è terribilmente semplice: lo sposta. Nel prendere una fotografia si spende del tempo esistenziale finito, il proprio. Anche solo per una frazione di secondo, che poi è sempre molto...

Non c'è mai tempo.

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©2011 Fulvio Bortolozzo. Insomma, l'ennesima querelle sul fotografico è in circolazione un po' ovunque. Stavolta si tratterebbe di una persona partecipante ad una manifestazione di piazza a Roma, giovane e donna, che per qualche motivo finisce stesa a terra, e, mentre un altro manifestante steso accanto a lei tenta di proteggerla, viene scambiata per uno zainetto da un agente in servizio di ordine pubblico. Siccome chiunque di noi quando vede uno zainetto per terra non può resistere alla tentazione, l'agente vi sale sopra con una gamba su cui appoggia per qualche momento il peso del suo di corpo. Non so se i fatti si siano svolti così. Non c'ero. Non ho visto e sentito direttamente. Sono uno dei milioni di ciechi e sordi che provano a vincere il loro isolamento in vite private e separate le une dalle altre per mezzo di ciò che i cosiddetti "mezzi di comunicazione di massa" fanno arrivare a tutti noi. A complicare questa come le altre v...

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