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The Winner is... Quentin Tarantino!

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L'avevo scritto sul mio profilo Facebook il 21 dicembre scorso: " Finalmente si scopre il grande vecchio dietro l'assassinio di Ankara: Quentin Tarantino.. .". E così è stato. L'ha certificato la giuria, presidente escluso, del World Press Photo di quest'anno. Non ricordo e non ricorderò mai il nome del fotografo turco che casualmente ha prelevato l'icona. Così come non ricordo mai chi sia il fotografo che lavora per Shirin Neshat . L'autore difatti non è quel fotografo, che si è limitato, si fa per dire, a fotografare un assassino armato di pistola a pochi metri da lui, con il colpo il canna e il cadavere della sua vittima steso a terra dietro di lui.  Non è stato l'unico a fotografare la scena. Un collega da un altro punto di vista più ampio lo inquadra persino mentre sta scattando la foto premiata. C'è anche la ripresa video dell'evento. Non so se la videocamera abbia continuato a riprendere la scena in assenza dell'op...

Tutti siamo Giulio.

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Basta scrivere il nome di Giulio Regeni su Google Immagini e appaiono molte, non moltissime, fotografie messe on line da varie fonti che presentano la figura di un giovane in vari momenti della sua purtroppo breve vita. Io non sapevo nulla della sua esistenza prima che mi arrivasse la notizia mediatica della scomparsa. Per me Giulio è stato vivo alcuni giorni, poi è morto male, molto male, senza che potessi far altro che venirlo a sapere. Nel social dove bazzico di più, Facebook, di solito molto animato e animoso sulle questioni d'attualità, non ho visto apparire scritte sul genere " Je suis Giulio ", nessun profilo si è messo il tricolore italiano sulla faccia. Nemmeno io ho fatto alcunché, se non scrivere ora queste righe. Le scrivo perché nella mia vita, nelle ore della notte specialmente, si è insinuato Giulio o almeno l'evocazione che mi attraversa dalle televisioni, dalla rete. So bene che mi passerà, ma prima che accada vorrei fermare questo momento. Non...

Riportare per chi?

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Grazie all'amico Sandro Iovine ho avuto occasione di partecipare all'apertura della mostra personale del fotogiornalista professionista Ugo Lucio Borga alla galleria di Paola Meliga in via Maria Vittoria 46/c a Torino. Borga presenta il progetto " In the name of God " sulla guerra civile, per molti aspetti ormai endemica, che si svolge nella Repubblica Centrafricana , uno dei paesi più poveri della Terra. Per la realizzazione del suo lavoro l'autore ha trovato la collaborazione dell’ Onlus Amici del Centrafrica , organizzazione operativa nel paese, e dell’ Associazione Six Degrees di Torino. Scopo della mostra oltre al voler documentare l'ennesima tragedia umanitaria di cui poco o nulla si viene a sapere dai media mainstream è anche quello di raccogliere fondi attraverso le donazioni. L'approccio di Borga al tema è basato sulle migliori tradizioni del fotogiornalismo internazionale, sia sotto il profilo espressivo sia per quanto riguarda l'...

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