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La furbizia italica.

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Un deficit culturale, forse persino genetico, affligge le italiche genti e ne spiega i comportamenti paradossali. L'appellativo di "furbo" viene dato da noi a chi di fronte alle situazioni che lo coinvolgono escogita una soluzione ottima per i suoi interessi, non importa se a danno di altri. Il furbo suscita ammirazione, o almeno condiscendenza, perché si ritiene che in fondo abbia una mente brillante. Invece proprio la furbizia è l'indizio più evidente della sua insufficienza intellettuale. Vedere e risolvere è alla portata di chi abbia una discreta capacità di far funzionare la materia grigia che si suppone occupi lo spazio intracranico. L'evidenza dei fatti già contiene gli elementi per la soluzione. È sufficiente identificarli e metterli insieme nel modo voluto. Questo spiega una caratteristica ritenuta positiva dell'atteggiamento italiano di fronte alle emergenze. La vera sfida intellettuale però non è vedere e risolvere, ma quella di riuscire a prevedere...

Vittore Fossati è parte essenziale.

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Vittore Fossati è parte essenziale di ciò che ci resta di una stagione irripetibile. Almeno così appare. L’epoca d’oro di un piccolo universo di fotografi gravitanti con orbite proprie attorno ad un sole per nulla antico che come una cometa attraversò molti luoghi della penisola di figure dove viviamo. “Luigi Ghirri era generoso” così dice Vittore. Non nel senso che fosse ricco e distribuisse a piene mani del suo patrimonio. Proprio in quel senso invece, se togliamo di mezzo lo sterco del diavolo e pensiamo. E guardiamo. Perché nella semplicità di un atto esistenziale che parrebbe irrinunciabile sta tutta la rivoluzione di un modo che non vuole ridursi a metodo. Pensare, liberamente. Alcune specie animali in certi momenti ci sembra che lo facciano. Noi dovremmo farlo per costituzione, invece alcune volte capita anche tra di noi. Ma non così spesso. Il tempo che si passa a pensare cosa è giusto pensare per essere ben accetti al nostro prossimo, quello che ci interessa per un motivo...

Prendere lucciole per lanterne.

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C'è un equivoco, forse, da chiarire. L'osservazione è un'attività perfettamente compiuta in se stessa per la quale non serve nessuno strumento particolare. Il corpo umano ha già tutto quello di cui necessita, nel momento in cui può muoversi nelle direzioni volute e il suo cervello è correttamente connesso agli occhi. Ogni apparato, strumento o congegno in più si rende necessario solo per dare maggiore efficienza o ulteriori finalità all'osservazione. In questo senso, inserire una fotocamera nell'attività di osservazione ha la finalità di trattenere in forma di immagine fissa degli aspetti visibili ritenuti così interessanti da essere considerati meritevoli di un'osservazione prolungata in altro tempo e luogo. Il passaggio dall'osservazione diretta dei fenomeni a quella mediata dall'immagine fotografica non è tuttavia senza conseguenze. Gli elementi visibili subiscono delle importanti trasformazioni che se non sono ben comprese possono portare anc...

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