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Visualizzazione dei post con l'etichetta Scuola di Düsseldorf

Hospitalia a Torino.

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Arriva a Torino la mostra HOSPITALIA a cura di Gigliola Foschi . Si tratta di alcune fotografie della serie che Elena Franco sta realizzando da alcuni anni in ospedali storici d'Italia e Francia. L'evento è organizzato da Tiziana Bonomo di ArtPhotò . L'inaugurazione è stata preceduta da una presentazione nella quale ciascuna delle protagoniste ha preso la parola  per dare indicazioni utili al pubblico sui vari aspetti operativi, progettuali e visivi del lavoro esposto. La formazione di Elena Franco è quella dell'architetto e quindi da essa è partita per il suo lavoro fotografico, che inizialmente si concentrava sulla restituzione prospettica degli edifici. Inevitabili qui i riferimenti, in specie per alcuni interni, alla famosa scuola tedesca. Un nome su tutti: Candida Höfer . Nel procedere del lavoro, l'autrice si apre ad un rapporto rinnovato con il visibile, estendendo il concetto di "ospedale" dal solo edificato alla sua storia ed agli effetti...

Die Reise von Domingo.

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Ieri sera secondo appuntamento degli incontri da Camera Corraini . L'ospite questa volta era il fotografo barese Domingo Milella (1981). L'occasione era la presentazione del suo primo libro edito da Steidl Verlag. Purtroppo, forse anche a causa di una mezz'ora abbondante di ritardo sull'orario di inizio previsto, ad ascoltare Milella siamo stati in quattro gatti. Devo dire che ancora una volta gli assenti hanno avuto torto. Almeno quelli che si interessano di fotografia contemporanea italiana e internazionale, in specie legata all'editoria d'arte. Il personaggio Domingo Milella, già a cominciare dal nome di battesimo, è sui generis . Un caso raro, forse unico, di giovanissimo italiano del sud che, invece di formarsi in Italia, appena arrivato alla maggiore età se ne va a studiare a New York, con niente di meno che Stephen Shore . Non pago, rivolge presto la sua attenzione al lavoro dei tedeschi, i nipotini dei Becher , e così si fa un'esperienza anch...

Verso il lontano ovest, in Cina.

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Fino al 6 febbraio prossimo Bruno Picca Garin espone alla galleria Elettroshock Arte di Torino una ventina di fotografie a colori realizzate in Cina e riunite sotto il titolo "Far West, China". Non si tratta di un reportage, ma di un viaggio privato verso l'occidente del territorio cinese. Durante il percorso l'autore si sofferma su alcuni aspetti che attirano la sua attenzione: dalla vita della gente alla conformazione dei luoghi. Il pericolo dell'esotismo di genere è ben evidente. Così come quello dell'album di foto ricordo. Entrambi di nessun particolare interesse nel moltiplicarsi infinito del flusso fotografico contemporaneo.  Picca Garin riesce invece a trovare strategie efficaci per evitarsi, ed evitarci, le insidie del déjà vu . La principale delle quali consiste nello scegliere come strumento di ripresa una antiquata, ma ancora efficientissima, Rolleiflex biottica. Il tipico approccio operativo, a occhi bassi sul mirino a pozzetto con ...

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