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Takara, il cinema, quello vero.

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Non andate a vedere Takara - la notte che ho nuotato , potreste pentirvi di tutte le volte che avete subito robaccia mal girata e mal scritta perché vi dicevano che era buona. Questo delizioso film diretto e sceneggiato a due mani dal francese Damien Manivel e dal nipponico Kohei Igarashi è prima di tutto un'esperienza sempre più rara. Silenzio, tempo dell'azione corrispondente a quello reale, quasi muto, persino quasi senza commento musicale. Qualcosa tra la migliore Nouvelle Vague e il mitico Yasujiro Ozu. Certo, se siete ormai intossicati da cattiva adrenalina cinematografica potreste non restare fino alla fine. Meglio per chi invece ama ancora stare in una sala, meglio ancora se all'antica e con poca gente attorno, a vivere con un bambino come se fossimo nei suoi primi pensieri e nelle sue innocenti e così coraggiose gesta. Solo, si muove in un Giappone disabitato e dove nessuno gli bada. Fotografa persino, con una rossa piccola tenera Canon compatta.  E proprio m...

Kabir Nouvelle Vague

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©2013-2007 Fulvio Bortolozzo. 2007-2013 (trittico) Una fabbrica abbandonata di Torino diventata abitazione precaria di vite difficili. Qualcosa però è accaduto. Restano, tra il disordine dell'abbandono, due fotoritratti. Due persone giovani, una donna e un uomo, magrebini penso. Due fotolaboratori diversi li hanno realizzati: Kabir e Nouvelle Vague . Altro non so. Forse potrei telefonare, i numeri sui cartoncini ci sono. Ma quello che mi interessa sapere è già qui, davanti a me.   .

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