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Visualizzazione dei post con l'etichetta Fotolibri

Altre Venezie.

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Ieri sera è partita a Torino la rassegna espositiva I Just Look at Pictures - Viaggio nel photobook italiano a cura di Ivan Catalano. La prima mostra sarà visitabile nello spazio di ISOLE fino al 29 marzo prossimo. ISOLE è un'iniziativa culturale di Adele Corvo e Ivan Catalano dedicata al libro "fatto a mano" e, in senso esteso, all'editoria auto-prodotta, un tempo si sarebbe detto "alternativa", orientata alla fotografia. Questo primo appuntamento, come sarà per i successivi, si è aperto con una presentazione presso il Cecchi Point, un centro giovanile del Comune di Torino lì nelle vicinanze. Nel primo appuntamento, arriva da Venezia un progetto editoriale ed espositivo intitolato LACUNA/AE . Un'osservazione fotografica svolta in luoghi che stanno al di fuori dello straconosciuto circuito turistico del centro storico e dove sia visibile la presenza dell'architettura moderna, sia essa residenziale o industriale. L'idea è di Eleonora Milner,...

Molto più di un diamante.

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In occasione del Salone del Libro, da Jest a Torino è stata aperta un'esposizione di fotolibri apparsi nell'ultimo anno o poco più in quell'insieme di rivoli e ruscelli dell'editoria che fluiscono sovente in modo carsico attraverso le lande desolate del settore, occupate per lo più da titoloni celebrativi di gloriose mummie, meglio se di grandi dimensioni (Magnum) e piene di Contrasto. Su due listarelle a parete si trovano allineate le monografie di 19 autori da sfogliare con calma e attenzione. A parte in una nicchia vicina all'ingresso c'è il germoglio del bookshop con i titoli in vendita: alcuni tra quelli esposti e altri ancora. Già in post precedenti avevo scritto su alcuni di loro: Simone Donati (Hotel immagine) ,  NastyNasty© e Domingo Milella . Di altri avrò occasione di scrivere in futuro. Ora però mi preme porre l'accento sulla vivacità culturale del fotolibro contemporaneo d'autore, o "d'artista" come chi è più sensibil...

Permettersi un Ghirri? No, grazie.

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Riproduzione dal fotolibro "Kodachrome" del 1978. Sulla webzine Fotografia Magazine è stata pubblicata il 18 dicembre scorso un'intervista a Eugenio Re Rebaudengo dal titolo " Puoi permetterti di comperare queste fotografie di Luigi Ghirri? " alla quale rimando i lettori che vogliano meglio comprendere i motivi di questo articolo. Qui mi preme solo rispondere alla domanda evocata nel titolo, che fa riferimento all'iniziativa di proporre al mercato collezionistico stampe originali di Ghirri a svariate migliaia di euro ciascuna, contando sulla loro inevitabile rarità, dovuta alla scomparsa prematura dell'autore e alla sua noncuranza in vita delle logiche di tiratura ed edizioni numerate tipiche del mercato di beni d'arte e di lusso. No, non posso permettermelo di comperarle e però anche se potessi non lo farei, proprio per rispetto di Luigi Ghirri che per tutta la vita si era mosso fuori dalle logiche più commerciali del mercato dell'arte. ...

Europa, forse.

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©Luca Nizzoli Toetti. Sta per diventare un libro per i tipi dell'editore Postcart di Roma il progetto fotografico Almost Europe di Luca Nizzoli Toetti . La prevendita sta volgendo al termine (30 settembre prossimo) e questo articolo vuole anche dare ai miei lettori l'opportunità di cogliere in extremis i vantaggi del preacquisto. ©Luca Nizzoli Toetti. Non è mia abitudine promuovere fotolibri, bensì semmai recensirli, ma nel caso specifico la regola merita un grande strappo perché Nizzoli Toetti si è imbarcato in un'impresa complessa e molto ambiziosa. ©Luca Nizzoli Toetti. Sulla falsariga dell'epocale The Americans di Robert Frank, e proseguendo nella tradizione, che riconosco anche come mia, delle flâneries evocate da Baudelaire, l'autore percorre dall'esterno quella che viene chiamata la Linea Blu   nella Comunità Europea: il confine verso oriente, un tempo invalicabile. Si muove da Kaliningrad in Russia fino a Istanbul in Turchia.  Anni ...

Fotografare la detenzione

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Monica Russo Una settimana fa si è inaugurata alla Galleria FIAF di via Santarosa a Torino la mostra finale del contest fotografico ideato dall' Associazione Culturale Interno4   insieme con la Società Fotografica Subalpina intitolato Detenzioni . Per conoscere i dettagli dell'iniziativa, basta cliccare sui relativi link ipertestuali. In sintesi, si è chiesto ai partecipanti di realizzare un massimo di cinque fotografie scegliendo come riferimento espressivo uno dei testi scritti da persone detenute e leggibili QUI . Augusto Bertini Alla mostra si possono vedere le opere selezionate dalla giuria, una per ciascun autore, oltre alla serie di cinque risultata vincente quella di Augusto Bertini . Ogni lavoro è accompagnato da una breve didascalia contenente un estratto del testo preso a riferimento per realizzarlo, questo per dare modo al pubblico di potersi formare una prima possibile idea sulla relazione tra testi e immagini. Vittorio Scheni  A completare l'e...

Valeva la pena di farlo?

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(...) se c'è bisogno di esprimere pubblicamente un giudizio negativo, di solito la miglior stroncatura è il silenzio. È però vero che per gli editori una recensione negativa, non importa quanto negativa, è sempre meglio di niente. È un punto di vista basato su considerazioni economiche, ma anche più seriamente fondato: una recensione negativa implica di solito, se non altro, che le questioni sollevate dall'opera sono importanti. L'assenza di recensioni implica invece l'aspetto peggiore: la noia. (...) Se si decide però di scrivere o parlare in termini critici, il primo obbligo è la chiarezza. Molta critica sembra basarsi sull'idea sbagliata che, poiché l'arte è misteriosa, deve esserlo anche la critica. Ma critica e arte non sono sinonimi. Il critico deve chiarire il mistero dell'arte senza distruggerlo; (...) Ma ammesso che il critico scriva più lucidamente che può, di quale argomento deve scrivere? Henry James ha proposto tre semplici ma appro...

SP 67 un fotolibro oscuro

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Ricevo cortesemente dall'autore una copia della sua opera prima editoriale intitolata SP 67 La strada della tramontana scura . In cambio non mi si chiede nulla, se non di sfogliarla e poi, semmai, dimenticarla. Con questo atteggiamento, aperto e modesto, certamente Roberto Schena si è guadagnato il mio rispetto. In tempi di Vanitas imperante sono davvero rare le persone che, pur nella necessità di promuoversi, accettano l'incognita dei pareri non "telefonati" e "amichevoli". In questo senso mi sento in dovere di portare un contributo di riflessione che spero possa essere positivo per lo sviluppo della sua attività artistica. Devo subito dire che l'opera di Schena mi mette a disagio. Proprio per questo motivo ho preferito trattenermi dal rigettarla. Anche quando fotografo luoghi, una sensazione di sottile inquietudine è spesso fonte di una buona possibilità di ottenere un'immagine inattesa, e forse in parte ancora sgradita, ma certamente molto ...

In un determinato modo

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©2012 Fulvio Bortolozzo. Non riesco a convincermi che l'obiettivo fotografico veda in modo diverso dall'occhio umano. Forse vede peggio, essendo immobile, ma quel che l'obiettivo ci restituisce è quanto noi stessi siamo in grado di vedere. La lastra dietro la lente, diversamente dalla nostra retina, fissa le immagini e di esse i fotografi se ne servono per scopi ed usi diversi. È un problema che riguarda i fotografi, ma costoro, a somiglianza dei pittori, possono insegnarci a vedere determinate cose o in un determinato modo. Alfred Döblin, dalla prefazione alla prima edizione di Antlitz der Zeit di August Sander (1929). .

Come ogni altro mezzo

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©2008-2010 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Un habitat italiano . L'insulto definitivo all'Arte lo fece R. Mutt nel 1917 con la sua Fontana . Il colpo fu talmente duro da divenire rapidamente mortale e dalla scomparsa dell'Arte nacque l'arte. Dopo di allora Rose Sélavy ci è apparsa solo in fotografia perché con l'Arte morì anche la Fotografia. A chi lo desideri, non resta oggi quindi che fare arte usando le fotografie, così come ogni altro mezzo che riterrà adatto alla manifestazione del suo pensiero estetico. .

Delle cose, della vita

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©2011 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera) . L'incontro quotidiano con la realtà, le finzioni, i surrogati, gli aspetti ambigui, poetici o alienanti sembra negare ogni via d'uscita dal labirinto, le cui pareti sono sempre più illusorie tanto che ci potremmo confondere con queste. Il senso che cerco di dare al mio lavoro è quello di verificare come sia ancora possibile desiderare e affrontare la strada della conoscenza per poter infine distinguere l'identità precisa dell'uomo, delle cose, della vita, dall'immagine dell'uomo, delle cose, della vita . (Luigi Ghirri, Kodachrome)

HF Distribuzione al LENS BASED ART SHOW

Un breve video per dare testimonianza della bella partecipazione di HF Distribuzione alla serata d'inaugurazione del Lens Based Art Show di sabato 6 novembre 2010 e alla prima intensa giornata di letture e incontri di domenica 7. .

Vedere con chiarezza

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Appunti per gli occhi - © Fulvio Bortolozzo 2010. La possibilità di analisi nel tempo e nello spazio, dei segni che formano la realtà, la cui interezza ci sfugge da sempre, consente (...) alla fotografia, grazie alla frammentarietà , di essere più vicina al non delimitabile e cioè l'esistenza fisica. Per questo non mi interessano: le immagini e i momenti decisivi , lo studio o l'analisi del linguaggio fine a se stesso, l'estetica, il concetto o l'idea totalizzante, l'emozione del poeta, la citazione colta, la ricerca di un nuovo credo estetico, l'uso di uno stile. Il mio impegno è vedere con chiarezza, per questo mi interessano tutte le funzioni possibili, senza separarne nessuna, ma assumerle globalmente per potere di volta in volta, vedere e rendere riconoscibili i geroglifici incontrati. (Luigi Ghirri, Kodachrome) .

Un libro per i fotografi

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"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo. Hai capito ormai che concepisco il libro come un'opera dove dovrebbe scorrere qualcosa di simile ad un fluido vitale. Qualcosa dovrebbe restarti dentro dopo che l'hai sfogliato – come succede appunto con una buona opera letteraria o con un buon film – e questo qualcosa non può essere semplicemente l'aver assistito a delle acrobazie dell'occhio, per quanto straordinarie. Devi suscitare delle reazioni, dei sentimenti oltre la constatazione che sei bravo a fotografare. Per me in ogni caso non è sufficiente. Più che passerelle di fotografie servono dei progetti/libro frutto di un tuo sentito coinvolgimento con ciò che nella vita ti segna. Per alcuni può essere un nodo doloroso e mai risolto della loro vita, per altri il sogno di una notte di mezza estate. Luciano Zuccaccia, "Un libro per i fotografi". Testo estratto dall'intervista a Roberto Salbitani.

Ventisei fotografie

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Segnalo un lavoro che ho scoperto per caso ad Arles quest'estate. Nel chiostro dello spazio Van Gogh tra i vari banchetti di editori c'era quello di Photoworks , un'organizzazione inglese che realizza un magazine, pubblica fotolibri e produce progetti fotografici su commissione di enti pubblici. La mia attenzione fu subito attratta da un fotolibro sul paesaggio urbano e, dopo averlo brevemente sfogliato, lo acquistai d'impulso. ©2003-2006 Mark Power, 38 North from the series " 26 Different Endings " Il nome del fotografo è Mark Power e il fotolibro si intitola 26 Different Endings . Una versione web delle fotografie è visibile sul suo sito. A distanza di tempo, sono sempre più soddisfatto di questo acquisto perché l'autore ha saputo osservare i luoghi con una sensibilità certamente educata dalla tradizione anglosassone in materia, ma senza mai cadere nella stanca ripetizione di modelli acquisiti. Ognuna delle ventisei fotografie dell'opera è realizz...

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