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La morte di un professore, il pensiero e la libertà.

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Samuel Paty insegnava storia, geografia ed educazione civica in una scuola pubblica nei dintorni di Parigi, poi un brutto giorno è arrivato un giovane che l'ha decapitato per strada per qualcosa che aveva fatto e detto in classe. Da noi temo che sia stato percepito più o meno come l'ennesimo efferato fatto di cronaca.  In Francia invece la morte del professore ha suscitato un'emozione enorme che ha trovato nella commemorazione ufficiale alla Sorbona svolta da Emmanuel Macron il suo culmine istituzionale. Penso che questo dipenda dal ruolo riconosciuto alla scuola e ai docenti nella formazione delle nuove generazioni repubblicane in uno stato laico che ha come suo atto fondante la Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen del 1789. Diciassette brevi articoli che cambiano il modo di considerare l'essere umano e lo rendono indipendente da ogni legame e vincolo con ciò che non riconosce come valido per se stesso, a cominciare dalle religioni per proseguire con le...

Düsseldorf a Torino

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Sono andato all'inaugurazione della mostra della Scuola di Düsseldorf da Alberto Peola a Torino. Praticamente verso le 19 non c'era nessuno. La cosa mi ha sconcertato e spero vivamente che la serata si sia poi animata, come dovrebbe sempre giustamente essere in queste serate, vista per di più la grande rinomanza internazionale degli artisti esposti: i coniugi Becher , Andreas Gursky , Thomas Ruff , Thomas Struth , Elger Esser e in ultimo, ma non per ultima, Candida Höfer . In tutto solo una dozzina di opere, ma davvero ben presentate negli spazi della galleria. Certo non si tratta di novità, ma di conferme semmai, che però continuano a dire la loro dando utili indicazioni a chi si interessa di fotografia dei luoghi. L'occasione poi di vedere degli originali è sempre da accogliere con favore. Tra gli altri, segnalo una Wasserturm del '74 dei Becher, ultima di un'edizione di 5, la prima opera che si incontra entrando, che possiede un fascino direi persino ipnoti...

La cultura non è un pranzo di gala

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Parafrasando il famoso incipit del film " Giù la testa "  di Sergio Leone, direi che l'uomo politico più "maoista" d'Italia sta portando avanti con sempre maggiore violenza la sua Lunga Marcia per la Rivoluzione Culturale del paese. Dopo aver completamente rimodellato il pensiero collettivo grazie all'ormai più che ventennale massaggio mcluhaniano delle sue televisioni commerciali, attacca ora al cuore il nemico di sempre: la tradizionale supremazia culturale, e morale, della sinistra democratica. Per farlo, sceglie il punto più debole del suo avversario: il sistema scolastico. La tattica è molto accorta. Per prima cosa riduce la portata del finanziamento pubblico, adducendo come motivazione-paravento la imprescindibile necessità di ridurre la spesa pubblica. Com'era prevedibile, i primi a sentire il fuoco sotto i piedi non sono gli studenti, ma i docenti. La risposta dei docenti è però debole. Oscilla tra il timore privato per il proprio destino...

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