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Visualizzazione dei post con l'etichetta Osservazioni fotografiche

WE DO THE REST | Xmas Edition

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Twenty-three photographers selected from the Facebook group We Do the Rest. Ventitré fotografi selezionati dal gruppo Facebook We Do the Rest. Mike ASTOURIAN, Andrea BANZATO, Riccardo BECCIO, Luca CAPELLO, Gianni CARIONI, Giuseppe CAVALLERO, Luigi CIPRIANO, Sergio CREAZZO, Carmen DECEMBRINO, Giorgio DUA, Domenico FIORIELLO, Edoardo GAMBA, Paolo GARBIN, Massimiliano GLORI, Sebastiano LO TURCO, Andrea LOMBARDO, Lorenzo LEONE, Lorella MAZZELLA, Giorgio MENEGHETTI, Giovanni MINERVINI, Gaetano PARAGGIO, Luigi WALKER, Franco ZANIN. Photos © The Authors Edition and graphic ©2021 Fulvio Bortolozzo

WE DO THE REST 2021 | Summer Edition

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Twenty-one photographers selected from the Facebook group We Do the Rest. Ventuno fotografi selezionati dal gruppo Facebook We Do the Rest. Stefano BARATTINI, Riccardo BECCIO, Daniela BERUTTI, Mario CAPRIOTTI, Gianni CARIONI, Carlo CAVICCHIO, Marco COCKINGS, Carmen DECEMBRINO, Tano DONZELLA, Giorgio DUA, Domenico FIORIELLO, Edoardo GAMBA, Lorenzo LEONE, Lorella MAZZELLA, Giorgio MENEGHETTI, Fabio MORASSUTTO, Gaetano PARAGGIO, Alessandro PERENO, Anna Maria RENNA, Luisa ROMUSSI, Franco ZANIN. Photos © The Authors Edition and graphic ©2021 Fulvio Bortolozzo

REST 23 | UNCHRISTMAS EDITION

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In questo numero (dicembre 2020): In this issue (december 2020): Antonio ARMENTANO, Andrea BANZATO, Riccardo BECCIO, Daniele BERTIN,Daniela BERUTTI, Gustavo BOEMI, Sandro BONALDO, Fulvio BORTOLOZZO, Giovanni CAPPIELLO, Gianni CARIONI, Pietro CASPANI, Roberto CATTINI, Gianni CAUCCI, Giuseppe CAVALLERO, Carlo CAVICCHIO, Francesco CIANCIOTTA, Luigi CIPRIANO, Paolo COLTRO, Sergio CREAZZO, Carmen DECEMBRINO, Daniela DIONORI, Giorgio DUA, Mario FERRARA, Sonia FERRARI, Domenico FIORIELLO, Federico GALLI, Edoardo GAMBA, Elena GARIGLIO, Matteo GARZONIO, Ombretta GAZZOLA, Massimiliano GLORI, Marco GUIDI, Lorenzo LEONE, Sebastiano LO TURCO, Andrea LOMBARDO, Eloj LUGNANI, Lorella MAZZELLA, Giovanni MINERVINI, Lorenzo MINI, Massimo MINIOTO, Fabio MORASSUTTO, Massimo PATELLA, Alessandro PERENO, Monica PETTENATI, Fiorella RABELLINO, Federico RANGHINO, Vito RENÒ, Luisa ROMUSSI, Caterina SANTINELLO, Franco TANEL, Enzo TRENTO, Franco ZANIN. REST  è una rivista  On Demand  di fotografie sen...

REST 22

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https://it.blurb.com/b/10306766-rest-22 In questo numero (settembre 2020): In this issue (september 2020): Paolo COLTRO Maurizio CONSENTINO Domenico FIORIELLO Massimiliano GLORI Marco GUIDI Lorella MAZZELLA Fabio MORASSUTTO REST  è una rivista  On Demand  di fotografie senza parole. I fotografi selezionati per REST realizzano serialità con immagini interessanti. REST  cambia la priorità. La percezione visiva è la prima forma di conoscenza: istintiva, pre-verbale. REST  pensa: se un'immagine non funziona, centinaia, migliaia o milioni di parole non potranno salvarla. REST  is  an  On Demand  photographic magazine without words . The photographers selected for  REST  carry out good projects with interesting pictures. REST  wants to change the priority. The visual perception is the first form of knowledge: instinctive, pre-verbal.  REST  thinks: if an image doesn't work, a hundred, a thousand, or a million words won't be...

QP1 - Osservazioni fotografiche nell'Italia contemporanea.

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Sfoglia l'anteprima e acquista: http://it.blurb.com/b/8612087-qp-1 Questa pubblicazione origina da  We Do the Rest , gruppo attivo su Facebook dal 2013. Nel 2014 alcuni membri del gruppo realizzarono il progetto editoriale  Questo Paese . Osservazioni fotografiche nell'Italia contemporanea condotte nei luoghi di residenza e frequentazione degli autori. Testi inerenti i temi trattati accompagnavano le immagini. Nel 2018 viene aperto il gruppo Questo Paese su Google+ che diventa il riferimento per la rivista QP. Oggi come allora, l'intenzione progettuale rimane la stessa, ma diventa un'attività permanente che si svolge nelle successive uscite di QP. Nel primo numero: Igor ARAMU Ivan CIAPPELLONI Michele D'OTTAVIO Fabio MORASSUTTO Riccardo SALVATELLI Laura ZULIAN QP1  ©2018 Fulvio Bortolozzo . All Rights Reserved

Il teatro del nostro sentire.

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©Sergio Creazzo. Pubblico di seguito il testo introduttivo del libro " Guardare ogni giorno - Osservazioni fotografiche nel Ponente ligure " per il quale ho curato l'edizione del lavoro dei tre autori: Sergio Creazzo, Gaetano Paraggio e Roberto Bianchi. Please scroll down for the english version Il teatro del nostro sentire La vicenda di questa pubblicazione è strettamente intrecciata con l'incontro di quattro esistenze e un territorio. Scrivo quattro perché pur non avendo preso alcuna fotografia in Liguria ho assolto al compito di coordinare e condurre in porto l'iniziativa sotto il profilo iconografico, quello che più mi sta a cuore e sul quale forse meglio posso contribuire in positivo all'opera collettiva di persone che in vario modo conoscevo da prima di questo progetto. La cura, perché di questo si è trattato, ha preso da subito la direzione di una messa in valore dell'espressività che motivava ciascuno degli autori. Il primo elemento dis...

Barriera aperta.

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Da una stampa fotografica di Gustavo Boemi (dettaglio ). Fino al 26 aprile si può visitare la mostra fotografica Paesaggi di Barriera allestita nei locali dei Bagni Pubblici di via Agliè 9 a Torino. Si tratta di una tappa del progetto OfBAM ( Osservatorio fotografico Barriera di Milano / Torino Nord )  in corso dal 2014 da parte di un gruppo indipendente di fotografi alla cui origine ci sono i componenti dell' Associazione BIN11 . Il progetto è anche aperto al contributo di quanti volessero avvicinarsi alla pratica dell'osservazione fotografica in questa particolare zona di Torino. Per me, che sono nato e vissuto nel sud-ovest cittadino attraversare l'asse di corso Regina Margherita ed entrare nella zona nord di Barriera di Milano è sempre stato come addentrarmi in una Torino sconosciuta, davvero un'altra città. Nella mostra questo senso di estraneità si attenua in parte perché riconosco aspetti che mi appartengono, ma rimane il sentimento di essere comunqu...

NAUFRAGI.

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Rimane sempre un po' imbarazzante scrivere del proprio lavoro. Il filo da percorrere in equilibrio senza cadere nel vuoto dell'autocelebrazione è davvero sottile. Per questo motivo mi limito alla notizia nuda e cruda: oggi ho completato il lavoro di edizione sulla serie Naufragi . Si tratta di fotografie prese lungo la costa tirrenica della provincia di Cosenza nel 2014 e, in ultima piccola parte, nel 2015. Grazie a tutti. Da anni sono sostenuto in vario modo nel proseguimento delle mie attività dall'attenzione di persone sensibili e affini. Durante una vita umana è davvero difficile pretendere di più.

Valore iconografico.

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Il trasferimento in forma di fotografia dell'esperienza di osservazione in un luogo comporta lo spostamento definitivo di quell'esperienza nell'universo parallelo delle immagini. Questo significa che la relazione con ciò che "è stato" rimarrà recuperabile e osservabile solo attraverso l'immagine che ne deriva come traccia durevole. L'idea che sia possibile proseguire l'esperienza di osservazione, o anche amplificarla e persino migliorarla per tramite di un'immagine che la trasferisca in un tempo e in uno spazio diversi, quasi sempre lontani e successivi al termine dell'esperienza, si sostiene su due considerazioni che vanno a loro volta osservate con attenzione. La prima è che ci sia una contiguità verosimile dell'immagine fotografica con quanto è stato osservato direttamente. Questo si ottiene con la conoscenza e l'applicazione della tecnologia fotografica orientandola in modo che soddisfi al meglio lo scopo. La seconda, più compless...

Funzionare come immagini.

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Nel momento in cui un'osservazione diretta dei fenomeni viene trasferita in fotografia avviene un cambiamento definitivo. Dell'esperienza in corso rimane solo una traccia ottica bidimensionale determinata dall'azione tecnica di un congegno che segue leggi fisiche di funzionamento. Questa traccia riporta l'azione della luce su una superficie ad essa sensibile. Azione simultanea che avviene durante un tempo dato di passaggio della luce attraverso l'apparato ottico, foss'anche un semplice foro. Ciò che si ottiene, una fotografia, viene per convenzione chiamato anche "immagine". E qui nascono alcuni problemi causati dall'insufficienza del linguaggio scritto/verbale nel descrivere precisamente le cose, specie se complesse come quelle che si riuniscono nella parola "immagine". Un'immagine è molte cose insieme. Partendo dalle più difficili da afferrare, si può dire che le immagini sono quelle figure effimere di cui facciamo esperienza ...

Prendere lucciole per lanterne.

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C'è un equivoco, forse, da chiarire. L'osservazione è un'attività perfettamente compiuta in se stessa per la quale non serve nessuno strumento particolare. Il corpo umano ha già tutto quello di cui necessita, nel momento in cui può muoversi nelle direzioni volute e il suo cervello è correttamente connesso agli occhi. Ogni apparato, strumento o congegno in più si rende necessario solo per dare maggiore efficienza o ulteriori finalità all'osservazione. In questo senso, inserire una fotocamera nell'attività di osservazione ha la finalità di trattenere in forma di immagine fissa degli aspetti visibili ritenuti così interessanti da essere considerati meritevoli di un'osservazione prolungata in altro tempo e luogo. Il passaggio dall'osservazione diretta dei fenomeni a quella mediata dall'immagine fotografica non è tuttavia senza conseguenze. Gli elementi visibili subiscono delle importanti trasformazioni che se non sono ben comprese possono portare anc...

Far ripensare il visibile.

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Nell'osservazione il lavoro più delicato è togliere. Si deve ripulire il campo dagli elementi che lo confondono per poter concentrare l'attenzione sul soggetto. Questo risulta più semplice se si ha già identificato un soggetto, ma un'osservazione analitica interroga le cose proprio alla ricerca di connessioni non immediatamente evidenti e per questo motivo difficili da riconoscere come soggetto. Lo stesso metodo di approccio all'osservazione viene sovente messo in discussione nel tentativo di precisarne l'azione. Se poi a tutto questo aggiungiamo la fase di traduzione in immagine, per mezzo di congegni ottici come le fotocamere, ecco che la complessità raggiunge livelli davvero difficili da gestire. Ciascuno osservatore negli anni mette in atto strategie diverse e ne studia l'efficacia. Il riscontro finale sta però nelle fotografie. Se il visivo, a parere dell'osservatore, contiene elementi coerenti con l'analisi svolta sul campo allora un primo ri...

Osservare le cose quando e quanto serve.

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L'osservazione corrisponde ad una riattivazione e concentrazione dell'attenzione. Un buon modo per favorire questo stato mentale è quello di mettersi in movimento lungo itinerari non rigidamente prefissati e senza scadenze temporali precise. Da soli, meglio. Il dialogo è difatti inevitabile se ci si muove accompagnati, anche magari come forma di cortesia. Tenere una conversazione un minimo coerente e osservare nel contempo ciò che si manifesta intorno è possibile, ma molto faticoso. Finisce facilmente per rendere l'osservazione troppo intermittente, togliendole quel carattere di insistenza che le permette di essere davvero efficace. Non esiste però solo la compagnia dei nostri simili, ma anche quella inanimata dei congegni. Uscire da soli sì, ma insieme ad una fotocamera, comporta dei problemi di "dialogo" che ricordano quelli con l'umano. Anch'essa difatti ci distrae con i suoi "discorsi", ovvero i sistemi di controllo e attivazione. Tastini...

Come fosse la prima volta, o quasi.

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L'osservazione è un'attività apparentemente così semplice da sembrare del tutto connaturata all'essere umano. Forse è anche così, ma perlopiù lo è nell'età infantile. Un'età nella quale sono davvero poche le cose conosciute e ogni nuovo incontro solleva curiosità, stupore. Man mano che si ripetono le esperienze un velo di indifferenza impercettibilmente, ma inesorabilmente, cala sulla mente. Gli occhi continuano a fornire informazioni visive che però vengono subito derubricate, dimenticate, classificate tra le cose già archiviate e quindi inutilmente ridondanti. La riattivazione della capacità di osservazione richiede quindi una sorta di allenamento. In questo senso, un congegno come la fotocamera può essere molto utile. L'idea di trasferire ciò che si percepisce con gli occhi non più solo nella mente, ma anche in una specie di memoria esterna può riattivare la curiosità e con essa la possibilità di riguardare ciò che si incontra, come fosse la prima volta, ...

Le tracce visive del suo agire.

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Nell'uso di una macchina per prendere immagini risiedono molti aspetti specifici. Non tutto però è contenibile all'interno del pur ampio campo del fotografico. Prima di esso viene l'immagine tout court , quella che si forma, e si  alimenta, nell'essere umano rendendolo capace di vita e relazione con i propri simili. Da qui si comincia per poter riflettere sull'esperienza dell'osservazione in un luogo. L'osservatore stesso è parte dell'osservazione e l'iconografia che produce contiene elementi soggettivi che intersecano e guidano la sua esperienza. Ciascuno a suo modo, ma non nella totale libertà espressiva, bensì lungo binari che oltrepassano l'individuo e lo connettono a quanti incontreranno le tracce visive del suo agire.

Questo Paese a Corigliano Fotografia 2014.

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28 giugno 2014 Presentazione del progetto a Corigliano Fotografia 2014. Questo Paese Osservazioni fotografiche nell'Italia contemporanea A cura di Fulvio Bortolozzo Fotografie: Antonio Armentano, Roberto Bianchi, Sandro Bini, Nino Cannizzaro, Luca Capello, Ilenio Celoria, Domenico Cipollina, Carlo Corradi, Claudia Corrent, Benedetta Falugi, Paolo Fusco, Mauro Thon Giudici, Salvatore Lembo, Andrea Lombardo, Luca Migliorini, Luca Moretti, Gaetano Paraggio, Mattia Parodi, Bruno Picca Garin, Giancarlo Rado, Mattia Sangiorgi, Tiziana Sansica, Franco Sortini, Giacomo Streliotto, Rodolfo Suppo. Progetto editoriale: ©2014 Fulvio Bortolozzo Tutte le fotografie sono di proprietà esclusiva dei loro Autori. We Do The Rest https://www.facebook.com/groups/wedotherest Video girato senza tagli da Mauro Thon Giudici. .

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