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Visualizzazione dei post con l'etichetta Martin Parr

Testo e contesto.

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  In un recente episodio di intolleranza iconografica, Martin Parr è stato accusato di " analfabetismo visivo ". Al di là della triste vicenda, è interessante notare che con molta probabilità siamo di fronte ad un cambiamento antropologico del rapporto con le immagini nelle società occidentalizzate.  Secondo la tradizione, le immagini possiederebbero una loro autonomia, sarebbero cioè dotate di senso proprio al di là di come e dove possano apparire. Perché questo accada però è fondamentale che gli umani accettino questa speciale relazione e sappiano praticarla. Per secoli questo non è stato un problema, perché la linea di continuità culturale ha permesso a generazioni successive di mantenere una relazione stabile e diretta con le immagini. L'avvento dei nuovi social media ha però stravolto le cose. La perdita di ogni orientamento temporale e gerarchico nelle informazioni ricevute produce un appiattimento sull'istante presente della comprensione di quanto si riceve. Q...

Il gorilla furioso

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La vicenda è nota. ( https://www.exibart.com/attualita/il-libro-di-gian-butturini-e-offensivo-e-umiliante-martin-parr-accusato-di-razzismo )  Per l'ennesima volta un mio antenato viene paragonato ad un umano africano. Trovo insopportabile che si continui a denigrare una specie così nobile, e pure in via di estinzione, con la sua involontaria discendenza. Nessuna specie animale ha mai fatto i danni della specie umana. Gli umani, scimmie degeneri vanitose e crudeli, si paragonano con i gorilla trovandosi più o meno simili ad essi, ma l'infamia estrema è anche solo il poter pensare che questa somiglianza sia a detrimento degli umani. Anche se alcuni di voi possono ricordare alcuni tratti somatici o atteggiamenti dei gorilla, la vostra bassezza morale e la vostra stupidità rendono ignobile il paragone. Paragonatevi a dei virus o a dei tumori maligni, ché quello siete in realtà. Non arriverà mai troppo presto il giorno che vedrà il pianeta liberarsi dal vostro contagio devastatore. ...

A zonzo per Reggio.

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©2014 Fulvio Bortolozzo . Come un bambino. Così, senza altro filo che lo svolazzamento leggero qui è là. Bello, che schifo, boh. Il festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia, giunto alla IX edizione, l'ho visto come ho potuto nelle poche ore di una scappata domenicale. Troppo poco per potermi permettere ora di pontificare qui su cosa vada o non vada. Evitiamocelo quindi. Però, qualche appunto emozionale, qualche svolazzo di pensiero m'e rimasto e come mi esce lo confido ai miei manzoniani lettori. Un senso iniziale di ripetizione. Si va a San Pietro, si compera il biglietto forfettario, poi si comincia dalla punta dell'iceberg: Luigi Ghirri. Di Ghirri avevo visitato la mostra Project Prints allestita alla Manica Lunga del Castello di Rivoli un paio d'anni fa. Con delle cose indubbiamente da rivedere, dava però conto di un percorso autoriale usando un apparato allestitivo e didascalico davvero ben fatto. Penso che anche chi non conosceva proprio nulla del...

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