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Visualizzazione dei post con l'etichetta La bellezza in fotografia

Valeva la pena di farlo?

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(...) se c'è bisogno di esprimere pubblicamente un giudizio negativo, di solito la miglior stroncatura è il silenzio. È però vero che per gli editori una recensione negativa, non importa quanto negativa, è sempre meglio di niente. È un punto di vista basato su considerazioni economiche, ma anche più seriamente fondato: una recensione negativa implica di solito, se non altro, che le questioni sollevate dall'opera sono importanti. L'assenza di recensioni implica invece l'aspetto peggiore: la noia. (...) Se si decide però di scrivere o parlare in termini critici, il primo obbligo è la chiarezza. Molta critica sembra basarsi sull'idea sbagliata che, poiché l'arte è misteriosa, deve esserlo anche la critica. Ma critica e arte non sono sinonimi. Il critico deve chiarire il mistero dell'arte senza distruggerlo; (...) Ma ammesso che il critico scriva più lucidamente che può, di quale argomento deve scrivere? Henry James ha proposto tre semplici ma appro...

A furia di parole

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"Villa Gualino" ©2009 Fulvio Bortolozzo. Minor White credeva nella fotografia come mezzo di conoscenza, e sarebbe stato forse d'accordo con Henry Miller nel dire che l'arte scomparirà del tutto quando avremo imparato abbastanza. La convinzione fondamentale di White, che le buone fotografie devono aderire perfettamente alla vita, è indiscutibile. Basti pensare al fatto che nessuno riuscirà mai a convincere qualcun altro a furia di parole ad apprezzare una determinata immagine: questo semplicemente accade, improvvisamente una mattina o lentamente lungo una stagione, quando un'immagine o il suo ricordo si allineano con l'esperienza individuale. (Robert Adams, La bellezza in fotografia)

La meraviglia per gli oggetti

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"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo. La fotografia, più di qualsiasi altra arte, è legata al particolare. L'apparecchio fotografico porta ad amare i casi singoli. Un fotografo può riuscire a descrivere un mondo migliore solo guardando meglio il mondo che ha davanti. Inventare, in fotografia, è laborioso quanto, nella gran parte dei casi, perverso. Nei suoi diari Edward Weston ha scritto di aver cominciato a fotografare spinto dalla " meraviglia per gli oggetti ". Dubito che qualunque grande fotografo abbia mai cominciato per la meraviglia provata per il proprio apparecchio o per un particolare procedimento fotografico. Dovrà amare anche quelli, ma non è da questo che nasce la sua decisione di votarsi all'arte. (Robert Adams, La bellezza in fotografia)

La lotta interiore

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"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo. Nei periodi di crisi sociale, la fotografia, intesa come arte, può sembrare una fuga dalla realtà; troppo spesso, infatti, essa appare lontana dai drammi della vita quotidiana. Penso a Stieglitz, che nei momenti peggiori della Depressione faceva vedute di New York di una bellezza glaciale, dall'alto dell'Hotel Shelton, o a Ansel Adams che fotografava la Sierra mentre in Europa si combatteva la seconda guerra mondiale. Di fronte a fatti del genere alcuni critici hanno chiesto una fotografia "impegnata", intendendo con questo una fotografia che si occupasse proprio delle sventure sociali. Pochi fotografi però hanno accettato l'uso dell'aggettivo "impegnato" per distinguere un artista da un altro, ben consapevoli che l'arte è sempre il prodotto di un impegno. Essi sono convinti che l'arte abbia un'utilità sociale, che sta nella sua natura di infonderci coraggio. Se la situazione...

Good news

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"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo. Infine ancora due pensieri, uno per i critici e l'altro per i fotografi. Per prima, un'osservazione formulata dal direttore del dipartimento d'arte dell'Immaculate Heart College di Los Angeles: "Tutte le persone di questo mondo sono fatte per testimoniare o per esprimere qualcosa (...) Forse si può dire che certi artisti esistono solo per mostrare quale superficie la luce dia al colore (...) Altri solo per rivelare le possibilità del colore blu". Con questo spirito, in quanto critici, dovremmo ricordare che non esiste soggetto che non sia importante, e che non esiste espressione umana che non meriti attenzione. Vorrei poi incoraggiare i fotografi con una frase di Matisse riferita alla pittura, ma che possiamo applicare anche alla fotografia: "Un pittore non ha veri nemici, se non i propri brutti dipinti". (Robert Adams, La bellezza in fotografia)

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