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Visualizzazione dei post con l'etichetta Steve McCurry

Le pere di Newton.

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Da non mettere insieme alle mele, sia chiaro. La GAM di Torino ospita, è proprio il caso di dirlo, Helmut Newton. Works . Una retrospettiva di 68 stampe fotografiche di qualità mediamente professionale in bianco e nero e a colori, di medie e medio-grandi dimensioni, selezionate dal curatore Matthias Harder della Helmut Newton Foundation di Berlino. Il curatore, assente giustificato per malattia alla conferenza stampa, è stato sostituito dal suo amico Denis Curti il quale, durante la presentazione dell'opera di Newton, ha dichiarato che mostre come questa ne aveva già portate in giro in Italia in altre sedi e che comunque quest'anno Milano dedicherà allo stesso Newton una grande mostra di circa 200 opere nell'occasione del centenario della nascita. Ricorrenza che invece il direttore della GAM Riccardo Passoni aveva poco prima detto di non essere stata il motivo della mostra torinese. Qual è stato allora il motivo per portare a Torino ancora una volta l'opera di...

Non solo fashion.

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Finalmente approda alla Reggia di Venaria Reale una mostra fotografica davvero degna di questo nome. Ci volevano la figura e le opere di uno dei più importanti artefici dell’immaginario editoriale del Novecento: Peter Lindbergh . Difficile trovare nella moda e nelle riviste di settore valori iconici elevati. I nomi dei pochi fotografi capaci di smarcarsi da un’iconografia banale e ripetitiva sono davvero pochi: Richard Avedon su tutti in assoluto, poi Irving Penn, a suo modo anche Helmut Newton e pure Steven Meisel, tra i più recenti. Sì, qualcuno c’è anche in Italia, ma bisogna ben isolare le pagliacciate “da guru” che tanto van di moda qui, pur di far parlare di sè a tutti i costi, dal lavoro vero e proprio. Allora si vede bene la differenza tra il professionismo del bravo artigiano, anche virtuoso, da quel qualcosa in più che solo le personalità migliori riescono a tirare fuori. Lindbergh appartiene ai pochissimi che pur facendo del lavoro commerciale e soddisfacendo l...

Ops, dimenticavo... scusate.

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Abbiate pazienza, ma coloro che hanno avuto occasione di vedere fotografie di Steve McCurry negli ultimi anni, bisogna capire ancora da quanti anni, si son trovati a fraintendere il suo lavoro. Dopo le sempre più numerose prove di fotoritocchi emerse sul web, alcuni maldestri, e persino la sospensione del suo sito, forse per evitare che i ritrovamenti continuassero, la Spezia Scozzese sente finalmente la necessità di chiarire una volta per tutte quale sia la professione che pensa di star svolgendo. Alla buon'ora, sappiamo ufficialmente da una sua recente intervista che McCurry non è un photojournalist , ma un visual storyteller . Detto in soldoni la differenza che esiste tra fare giornalismo e ufficio stampa o redazionali. Ha saltato la barricata insomma. Peccato che troppe persone non ci avessero fin qui fatto caso, tranne ovviamente i suoi committenti, ben felici di non stare lì a spaccare il capello in quattro. Cosa importano queste definizioni? Basta che l'icona ...

Sorti magnifiche e progressive.

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Ancora una codina, scusatemi, puoi giuro non ci torno più sopra. Il primo maggio appena passato c'è stato uno sciopero del personale della Reggia di Venaria Reale, quelle persone che ti accolgono e dovrebbero pure sorriderti. Sciopero a metà perché per la nuova legge chiudere un museo equivale a interrompere un servizio pubblico e si va sul penale. Scioperavano perché a fronte di un sito che si classifica primo in Italia per introiti, il nuovo programma della dirigenza prevede riduzioni di budget per il personale. Personale non certo già ingrassato dagli stipendi attuali. Questa cosa mi ha fatto pensare a quell'oscuro essere umano che è stato licenziato dalla Spezia Scozzese per il fotoritocco famoso di una foto che nella stessa reggia è stata esposta. Destini da "braccianti della cultura" che si incrociano. Una volta a Torino si fabbricavano automobili che persino i dipendenti potevano comperare con qualche sacrificio. C'era la mutua per i loro figli, che mi...

Salvate il geoturista Steve.

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Penso che oramai anche i sassi sappiano dell'incidente capitato ad una fotografia appesa nella mostra personale di Steve McCurry alla Reggia di Venaria Reale . Per i distratti, aggiornarsi a scelta con uno dei link qui di seguito: https://www.google.it/search?q=mccurry+palo+giallo&ie=utf-8&oe=utf-8&gws_rd=cr&ei=0j0nV_mWJcfbUeKspbgN Letto tutto? Bene. Passiamo oltre e andiamo al dunque. Una persona decide di viaggiare perché " è il modo migliore di passare il tempo della vita ". Il problema però è dove trovare i soldi, se non si è ricchi di famiglia. La strategia di Steve McCurry fu inizialmente quella di fare fotografie per le riviste geoturistiche, una su tutte: il National Geographic . A dispetto del nome, su NG di geografia se ne fa proprio pochina, più che altro si imbastiscono storie d'avventura illustrate da immagini molto colorate e di forte impatto iconico. Si tratta di far credere al lettore che là fuori ci sia un mondo meraviglioso ...

La ragazza afgana dagli occhi chiari.

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Oggi, 31 marzo 2016 (non 1° aprile, che avrebbe pure avuto un suo senso), si inaugura alla Reggia di Venaria Reale la mostra personale del fotografo Steve McCurry . Una mostra evento. Finalmente McCurry arriva in una sede piemontese prestigiosa, e quanto mai appropriata, a presentare per l'ennesima volta il suo pluridecennale e straordinario lavoro. Non mancherà la famosa Venere di Milo , pardon volevo dire la Monna Lisa , azz, scusatemi  la ragazza dall'orecchino di perla ... uffa, abbiate pazienza, la ragazza afgana dagli occhi chiari . Non aggiungo altro.

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