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Una dichiarazione.

Breve video raccolto da Sandro Iovine nel 2015 per la sua rivista FP Magazine nel quale dichiaro i fondamenti concettuali che ancora oggi mi guidano nell'approccio all'esperienza del fotografare.

Due frasi semplici.

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Io sono meglio di te. Tu sei diverso da me. Queste due frasi non le ho pensate. Mi sono arrivate nel sonno un paio di mesi fa e mi sono svegliato per appuntarle. In quest'ordine. Mi sembrava che contenessero in essenza estrema l'origine di tutti i mali che affliggono gli umani nelle loro relazioni reciproche. A tutti i livelli e dimensioni di scala: dagli individui alle nazioni e ai continenti interi. In ogni epoca storica. Magari non è così, ma ve le passo. Non si sa mai che riflettendoci sopra non servano davvero a migliorare qualcosa.

Le immagini, l'arte, le fotografie.

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Ogni tanto c'è da rimettere un poco d'ordine nella soffitta dei concetti con cui ci si balocca. Provo a farlo nella mia. Le immagini. Cominciamo da queste cose qui. Cosa siano è dibattuto. Dipende da dove si parte nel considerarle. Oggetti bidimensionali, strutture mentali, sintesi visiva di esperienza e memoria, poco importa. Una cosa sono senz'altro: immagini. Si nutrono di ciò che vediamo e poi magari rivediamo durante il sonno. Non provano nulla, non raccontano nulla, almeno non necessariamente. Esistono. Averci a che fare è come respirare. Si possono rifiutare, o almeno provarci. Gli iconoclasti sono sempre all'opera. Però tornano sempre e vivono in mezzo a noi, che lo si voglia o meno. Hanno loro regole di funzionamento, ma non sono un linguaggio perché non sono veramente codificabili. L'arte. Si impara, si mette da parte. L'arte è molte cose che cambiano da un'epoca all'altra. Oggi l'arte è "contemporanea". Praticamente quals...

Caso per caso.

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Una fotografia, qualsiasi fotografia, è presa con un congegno in presenza del fenomeno che riflette o trasmette della luce verso il congegno stesso. La durata della presa, e altri parametri, influenzano il visivo che viene trattenuto nel congegno e infine elaborato in modo chimico o elettronico. Gli umani, per i motivi più diversi, trovano che mettere in azione questo congegno porti loro dei vantaggi, non più rapidamente e facilmente ottenibili con altre azioni. Tant'è che si prendono miliardi di fotografie oramai. La natura di questi vantaggi è prevalentemente legata al rapporto tra la presa della fotografia e il fenomeno ripreso. Ne consegue che poco importa se una fotografia sia impronta, traccia, segnale o altra cosa, importa che cosa se ne fa, il perché e se assolve al suo compito o meno. A decidere questo possono solo essere i diretti interessati: chi la fotografia l'ha presa e chi la usa. Di volta in volta, caso per caso.

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