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Visualizzazione dei post con l'etichetta Torino Esposizioni

Voi siete Here.

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Anche se riguarda solo "Torino Torino", come si diceva una volta per specificare che si era di Torino città e non della provincia, bisogna comunque dirlo in inglese. E allora eccoci qui, anzi no Here ! Here vuole essere l'inizio di un progetto culturale a lungo termine completamente autogestito dalla Assemblea Cavallerizza , un gruppo eterogeneo di cittadini che da un paio d'anni occupano la fortemente degradata  Cavallerizza Reale di Torino per protestare contro l'abbandono colpevole in cui la lascia l'Amministrazione comunale. Questa, tra l'altro, pare essere una specialità fassinista , visto che anche il Palazzo del Lavoro , l' ex Borsa Valori e il Torino Esposizioni seguono la stessa sorte. Ma sono "robe moderne" e pensavo quindi fosse indifferenza per tutto ciò che non ci avevano lasciato i qui sempre più beneamati Savoia. Invece no, ce n'è anche per loro. Tra le varie iniziative di resistenza civile dell'Assembl...

Paratissimevolmente.

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Una domenica tra ordine e caos, come promette e mantiene Paratissima 11 . Il tutto però condito da una piacevolezza ben orchestrata dagli organizzatori. Intendiamoci, niente di paragonabile con le altre fiere d'arte contemporanea di questi sovrabbondanti giorni torinesi. Qui possiamo parlare di " animazione artistica " in senso ampio. C'è di tutto per tutti. Un vero suk dell'artistico. Il primo dato positivo da segnalare è proprio la capacità degli organizzatori di accogliere il pubblico con gentilezza, efficienza, disponibilità e cortesia. Gli spazi poi sono stati molto ben distribuiti e contribuiscono non poco alla riuscita dell'evento. Per la prima volta quest'anno Paratissima si svolge nel salone Giovanni Agnelli del Torino Esposizioni . Un luogo che ancora oggi trovo incantevole, pur avendoci messo i piedi fin dalla più tenera età. Come pochi altri è talmente arioso e luminoso da far dimenticare di essere al chiuso. Se poi, come oggi, fuori ...

Sgarbissima

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L'ho evitata accuratamente fino a ieri pomeriggio. Snobismo, forti pregiudizi sul curatore, allergia alle ammucchiate maggioritarie spacciate per democrazia. Insomma, dopo la notizia che la prorogavano di un mese e che tanti miei concittadini l'avevano già vista, pare persino con soddisfazione, la mia innata curiosità ha finalmente prevalso su tutte le possibili riserve. Mi riferisco alla sezione torinese del Padiglione Italia della 54esima Biennale di Venezia curato da Vittorio Sgarbi. Sfidando il freddo davvero intenso della Sala Nervi, mi sono buttato a capofitto nel mare magno delle opere realizzate dagli oltre settecento artisti selezionati. Il primo impatto è stato quello di trovarsi dentro una specie di Porta Palazzo dell'arte: tanti banchi, tante merci esposte d'ogni tipo, qualità e provenienza. Ma pazienza: al mercato ci si va anche per passare il tempo e scoprire l'inatteso. Va detto subito: mi sono divertito. Come un bambino, come quando venivo al...

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