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Tredici anni oggi.

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Tredici anni. Un tempo lunghissimo per Internet. Sono successe tantissime cose nel frattempo. Eppure eccomi qui adesso, come quella prima volta del 4 ottobre del 2008, a digitare in questo blog, che si è chiamato a lungo Camera Doppia. Cosa rimane però di tutto questo digitare? Ben poco. Qualche post più brillante di altri ogni tanto, ma sempre più spesso solo informazioni pratiche su seminari ed edizioni che di volta in volta propongo. Se non mi fossi ricordato dell'anniversario nemmeno starei scrivendo queste righe. Di fatto la valvola di sfogo di quello che mi passa per la testa, e che proprio non ce la faccio a non condividere con altri, è ormai il mio profilo Facebook. Un social che non sopporto per l'ottuso autoritarismo statunitense che lo anima, fatto di ipocrita puritanesimo e falso liberalismo in specie verso i fornitori di odio, ma che non è sostituibile con questo blog per mantenere efficacemente i contatti con gli amici che ancora si ostinano ad interessarsi di ciò...

Buon Anno e grazie.

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Vorrei ringraziare di cuore tutti coloro che mi stanno seguendo su questo blog. L'anno che sta per finire mi ha dato risultati davvero inaspettati. Ho visto aumentare in modo esponenziale le persone che hanno avuto piacere e tempo di leggere ciò che scrivo. Questo mi conforta e mi spinge a proseguire anche per l'anno a venire perché, come in tutto ciò che faccio, cerco di rendermi utile in qualche modo al prossimo. Mica per altro, solo perché il prossimo sono sempre io, siamo tutti il prossimo di qualcuno. Buon anno e grazie ancora. P.S.- Non condivido questo post sui social, rimane qui solo per voi.

Otto anni dopo.

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Oggi, otto anni fa, iniziavo a scrivere questo blog. Venivo dall'esperienza di un altro blog: Luigi Walker ,  che faceva parte di una serie di azioni svolte per la fotografia contemporanea, tra didattica, conferenze, mostre e pubblicazioni on line di allievi e vari autori. Il culmine arrivò con la breve stagione di Villa Gualino , di cui resta solo il blog relativo: Osservatorio Gualino  e qualche traccia web dell'evento Lens Based Art Show , un novembre 2010 pieno di conferenze e incontri in villa tra le fotografie di 40 artisti. Poi nel 2014 arrivò anche il blog Questo Paese , che coadiuvava un progetto importante con 25 autori coinvolti nell'osservazione fotografica in varie parti d'Italia. Il tutto divenne un libro o n demand con 75 fotografie e alcuni testi di frequentatori scriventi del gruppo Facebook We Do the Rest . oltre a varie mostre. REST invece è cosa di questi tempi e il suo blog di riferimento è qui. Tutto questo solo per dire che dei blog amo...

Il lunedì del fotografico.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Apro stamattina la mia finestra sulla rete e trovo nella valigia di Van Gogh , il delizioso blog di Enrico Prada, la notizia che un volto fotografato non possa non raccontare la sua vita. Quella del volto che racconta la vita è forse uno dei luoghi comuni letterari più consumati. Un volto non mi racconta nulla. Espone se stesso e gli accidenti eventuali che il tempo dell'esistere gli provoca semmai. Nulla dice sui perché e per cosa. Nè se lo vedo di persona, né se lo vedo in una fotografia o altra immagine. Senza parole, senza informazioni, resta lì muto e rassegnato a farsi proiettare addosso tutti i film che la mia eventuale fervida fantasia s'incapriccia di inventarsi. Passo oltre e mi imbatto in Fotocrazia , l'ottimo flusso di pensieri di Michele Smargiassi. Stavolta leggo che una delle chiavi del successo di quella peste oculare di Instagram sarebbe l'uso del fotografare sociale per creare identità di appartenenza condivise, attravers...

San Giorgio e il mago.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Avevo in animo di scrivere d'altro oggi, ma il bello di tenere un blog è anche quello di poter fare e disfare a piacimento senza dover per forza rendere conto a nessuno di quanto si fa, nemmeno a se stessi. Quindi ecco la novità. Sta qui sopra. Si tratta di una veduta fotografica della facciata a mare di Palazzo San Giorgio a Genova, presa di recente secondo i dettami della prospettiva lineare. Chi conosce quel luogo sa che il palazzo è sconciato dalla sopraelevata che nega una sua visione prospettica se non mettendosi molto a ridosso dell'edificio. Cosa ancora più sgradevole perché il lavoro di restauro di cui è stato oggetto gli ha restituito, o inventato non saprei dire, una maestosità pittorica che meriterebbe ben altro spazio per essere goduta appieno. Mi decisi quindi a tentare di ottenere per via fotografica quello che l'esperienza nel luogo mi impediva. Dopo aver messo in atto l'osservazione ed averla riportata in fotografia, ce...

Una visione

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Ricevo, e con molto piacere pubblico, un testo di Rosa Maria Puglisi nato dall'osservazione della mia serie Inspections in the future . Una visione È difficile dare la stura ai pensieri che si accalcano nella mia mente. Camminare non aiuta. Il cielo è terso e l'aria sembra distendersi in una impalpabile coltre bluastra sopra il paesaggio aperto verso i monti, innanzi a me. Guardo intorno; calpesto questa scena; ne sono parte. Sono parte trascurabile di un tutto più complesso di me, dei miei pensieri, dei sentimenti che provo guardando attraverso le mie lenti. Sono dentro, immerso, elemento fra gli altri, ma pensante. Mi aspetto qualcosa: un segno, come un emblema che riesca a restituire in un solo colpo d'occhio il senso di ciò che mi ingegno ad osservare e descrivere. Perlustro il circondario, come se dovessi crearne una mappa. Cerco punti di riferimento: edifici, manufatti dell'uomo che interrompano quella continuità, che mi porta solitamente fuori strad...

Le domande di Steve

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Ripubblico oggi qui in italiano l'intervista concessa a Steve Bisson e apparsa in inglese sul suo eccellente blog URBANAUTICA il 20 aprile 2011. PHOTOTALKS: "FULVIO BORTOLOZZO" 1) In Passi carrai lo sguardo cade su territori simbolicamente precisi, interstizi e ritagli di spazi urbani che nel tuo obiettivo acquisiscono una poetica ben definita. è come ritrovarsi in un luogo di tutti e di nessuno insieme... Sì, l'idea di Passi carrai mi si affacciò come possibile serie pensando alle inquadrature naturali di Luigi Ghirri. Sono difatti strutture urbane che creano vere e proprie scene in prospettiva centrale il più del tempo vuote, tranne che per i brevi passaggi delle automobili, e dei loro guidatori prima e dopo averle parcheggiate. In questo senso sono anche simboliche di una condizione contemporanea universale: spazi dedicati sempre più a funzioni specifiche, ma proprio per questo sempre p...

È successo di nuovo

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©2009 Fulvio Bortolozzo. Ho vissuto un'epoca felice in cui entravo in un negozio di dischi e trovavo, una settimana dopo l'altra, quelli che solo dopo la loro improvvisa e incomprensibile scomparsa dagli scaffali avrei capito essere capolavori irripetibili della musica pop. Questo fenomeno orrendo, ha continuato poi a ripetersi in altri campi sorprendendomi ogni volta e lasciandomi una sensazione d'amaro in bocca che mi sto purtroppo abituando a considerare parte essenziale del vivere. Così è successo di nuovo, stamattina. Su Facebook ho scambiato l'amicizia virtuale con Sabrina Ragucci e sono subito dopo finito sul suo blog, dove un post inatteso mi ha impietrito: tredici modi per non perdere una rivista . Non ci potevo credere, è successo di nuovo. Ancora una volta qualcosa che consideravo una parte stabile, positiva e piacevole della mia vita intellettuale improvvisamente non esisteva più. La rivista Around Photography chiude al suo numero 14. Sono corso a...

Ippolito nostro

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Hippolyte Bayard che sei nei cieli, l'ironia della tua beffa nel farti credere annegato per una cosa così da poco, come il disconoscimento della paternità nell'invenzione della fotografia ci guida oggi nel guardare agli allori dell'ufficialità come a mete non desiderabili per se stesse. L'entusiasmo con il quale poi praticasti la "tua" invenzione, facendo persino la prima mostra fotografica (almeno così si legge in qualche libro), ci spinge al quotidiano ben operare nella luce e nell'ombra. Il tuo blog , infine, animato da due tuoi degni discendendenti e che oggi festeggia il suo primo anno di vita, ci conforta nelle ore del ripensamento, quando più forte è la tentazione di lasciarsi annegare nell'immenso mare delle immagini fotografiche, che tutto sommerge. Amen.

A volte ritornano

Sentivo il bisogno di qualcosa di più agile e che richiedesse meno tempo di LUIGI WALKER per la fotografia contemporanea . Un vero flusso di appunti in libertà senza vincoli di nessun tipo. Rieccomi quindi qui, con un blog che forse durerà lo spazio di un giorno o forse per anni. Non mi pongo limiti, né obiettivi. Solo il poter scrivere quando potrò e vorrò su ciò che mi interessa.

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