Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Lee Friedlander

Decisamente in scena.

Immagine
Tornando alle foto che hanno per soggetto le strade della città è facile notare l'insistere sulla presenza del fotografo che si insinua nell'immagine come ombra o come riflesso. È anche evidente la cura con la quale il fotografo evita di mostrare i tratti del proprio volto, condannandosi alla stessa anonimità dei passanti (...) Per la prima volta, con sistematicità e preordinazione, il fotografo non si limita ad osservare o a testimoniare al riparo del suo apparecchio (riparo che assai spesso è barriera) ma entra naturalmente e decisamente in scena, è soggetto e al tempo stesso oggetto della sua visione. Ugo Mulas Le foto di Friedlander , in N.A.C., n°1, 1972, pagg.13-14. (recensione della mostra alla Pillotta di Parma) > https://borful.blogspot.com/2023/01/myself.html

Parla a chi lo guarda

Immagine
©2011 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi . Credo che per interesse personale si guardi a noi stessi e a quello che abbiamo intorno. Questa è anche la ragione che mi spinge a fare fotografie. La macchina non è una mera superficie riflettente e la fotografia non è esattamente uno specchio appeso al muro che parla con una lingua confusa. Ci sono le prove, e le perplessità si risolvono nel momento fotografico più semplice e completo. Il dito della mente preme il pulsante sulla macchina incosciente e ferma il tempo trattenendo ciò che il suo diaframma riesce a circoscrivere e la luce ad annerire. In quel momento il paesaggio parla a chi lo guarda. Lee Friedlander, Self Portrait, 1998 . (trad. di Pier Francesco Frillici, in "Sulle strade del reportage", Ed. Quinlan ) .

ARCHIVIO

Mostra di più

HASHTAG

Mostra di più