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Visualizzazione dei post con l'etichetta Selfie

Myself.

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Fotografie prese in una singola occasione a Torino e pubblicate in ordine cronologico. Photographs taken in single time in Turin (Italy) and published in chronological order. ©2022 Fulvio Bortolozzo    

Una cultura fotografica.

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Il problema è che a gran parte dei fotografi non interessa la fotografia, ma solo la loro fotografia. Non s'interessano assolutamente della fotografia degli altri. Non s'interessano minimamente di avere una cultura fotografica. Gianni Berengo Gardin Come sovente accade Berengo ha il dono di dire che il Re è nudo e come sovente accade può venire frainteso. Questo capita perché le parole non sono sufficienti per descrivere l'atto fotografico con tutte le sue complesse implicazioni. Prendere una fotografia non comporta necessariamente alcuna forma di apprendimento. L'esperienza la si fa ogni volta che qualche residuo spirito bizzarro ti chiede di fargli una fotografia per ricordo. Oggi nell'epoca dei selfie è un fatto sempre meno consueto. Al punto che un artista che apprezzo grandemente come Giuseppe Giacobino ne ha fatto il perno di un suo lavoro seriale intitolato Sconosciuto . Per soddisfare la richiesta, quando la fotocamera ti viene consegnata, il richi...

Cesare in Camera.

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E anche Cesare Lombroso ha avuto il suo momento da Camera Centro Italiano per la Fotografia . Ne lamentavo l'assenza nella mostra Sulla scena del crimine e ieri sera una conferenza lo ha almeno evocato. Prenotando la serata (direi che un paio di centinaia di persone stavolta c'erano) e pagando tre euro, però con calice di vino offerto, ho  potuto ascoltare Nicoletta Leonardi , studiosa di fotografia e professoressa di Storia dell'Arte all'Accademia Albertina di Torino,  e Luigi Gariglio , fotografo professionista e sociologo, portare il loro contributo sul tema Lombroso. La professoressa Leonardi ha dato conto di una sua ricerca nell'archivio fotografico del Museo Cesare Lombroso , quel museo che alcuni oppositori vorrebbero cancellare, portando all'attenzione il valore storico e scientifico del fondo. Sono oltre seimila fotografie di varia provenienza e materialità, quasi tutte con soggetti legati alla criminologia e alla malattia mentale. Tra le altre ...

In compagnia di Godot.

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Dal 1839 uno spettro si aggira per l'Europa e non solo. No, non è il comunismo, ma oggi preoccupa molto di più, perché quello è storicamente defunto, mentre la fotografia, ribelle ad ogni religione visiva, incontrollabile dalle gerarchie, conosce una crescita sempre più esponenziale nella sua pratica e diffusione. Nulla sembra poter fermare il fotografico. Travolge professioni, tradizioni, classi, ogni possibile argine culturale, politico, economico. Non resta che un'ultimo baluardo, forse insormontabile: la legalità. Nasce nei consessi più preoccupati di difendere la loro supremazia sociale, non importa di quale natura essa sia, la necessità di nascondersi dietro delle leggi che imbriglino, e finalmente dominino, questo cavallo selvaggio. Come ai tempi di Al Capone negli States, oggi in Europa si briga per far approvare leggi sul diritto all'immagine che impediscano fino allo strangolamento l'uso libero di una fotocamera e dei suoi derivati. La scusa è quella e...

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