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Visualizzazione dei post con l'etichetta fotografia americana

Gregory ed io.

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Fotografie prese in una singola occasione a Torino e pubblicate in ordine cronologico. Photographs taken in single time in Turin (Italy) and published in chronological order. ©2022 Fulvio Bortolozzo

Il fotografo, la morte e la seconda morte.

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"Robert Frank è morto per la seconda volta" . Ho letto questo post su Facebook il 10 settembre scorso, data della diffusione sulla rete della notizia della sua morte, avvenuta il giorno prima, e dell'ondata travolgente di commozione espressa dalla maggior parte dei miei contatti. Sul momento quella frase mi risuonava sgradevole, persino ingenerosa. Poi, riflettendoci, in effetti se non ci fosse la rete e non avessi letto un quotidiano nazionale fino alle pagine della cultura, per me oggi Frank sarebbe ancora vivo, ma più probabilmente già morto da chissà quanto tempo. Un po' come capita con i nomi famosi dello spettacolo che hanno fatto qualcosa di memorabile tanti anni fa e dopo di allora se ne sono perse le tracce. Robert Frank ha fatto un solo libro: The Americans .  Nel 1955, sostenuto da Walker Evans, fu il primo fotografo europeo a ricevere la borsa di studio annuale della Fondazione Guggenheim per realizzare un suo progetto. Viaggiò per oltre 10.000 chilom...

L'ultima luce.

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Thomas Weski: Che cosa l'ha spinta a fare quelle fotografie? Robert Adams: Il piacere. La luce era irresistibile. Una volta, al termine di una lunga giornata estiva trascorsa a fotografare, ricordo di essermi ritrovato talmente esausto per aver cercato di cogliere l'ultima luce sui sobborghi da non essere neppure in grado di usare la macchina fotografica. E mi chiesi quando mai la luce sarebbe stata ancora così. Dalla seconda edizione di The New West. (pag.76)

Una Model da conoscere.

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Lisette Model, dalla serie "Reflections" (1945 ca, dettaglio) Per circa un mese rimane aperta da PHOS a Torino una mostra di stampe fotografiche vintage di Lisette Model (Vienna, 1901 - New York 1983) . L'esposizione è realizzata in collaborazione con Mc2 Gallery di Milano, dove era già stata presentata in precedenza. La figura di Lisette Model è quasi sconosciuta in Italia, dove per esempio invece quasi tutti i "fotografanti eruditi" sanno chi sia Vivian Maier. La dura legge del marketing impone anche qui dei capovolgimenti di valori storici difficilmente poi recuperabili. Un'ottima occasione per cominciare ad avvicinarsi alla figura straordinaria della Model è quindi proprio quella di andare a vederne alcune stampe da PHOS. Non sono stampe "Fine Art", anzi sono un poco maltrattate dal tempo trascorso e già all'epoca dovevano essere buone più per l'archivio privato o la pubblicazione sui periodici che per la collezione d'arte...

Mirrors and Windows. Studiare fotografia.

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Gary Beydler, 20 Minutes in April, 1976. Potrebbe sembrare paradossale che il rapido decadimento delle tradizionali opportunità professionali per i fotografi sia andato di pari passo con una crescita esplosiva nel settore della didattica fotografica, soprattutto nelle università. Da un ragionamento intuitivo, sembrerebbe che nel momento in cui la fotografia cessa di essere un mestiere specializzato (come scolpire la pietra, per esempio) e diventa un sistema universale di annotazione (come la scrittura), sia più facile per il sistema educativo inserirlo in un programma di studi istituzionale. (...) Tra il 1964 e il 1967 il numero di College e Università statunitensi che offrivano almeno un corso di fotografia è aumentato da 268 a 440. Un esempio eclatante è quello dell'Università dell'Illinois. Negli anni tra il 1966 e il 1970 il numero di studenti che seguirono un corso di fotografia o cinematografia aumentò da 132 a 4.175. Una crescita di oltre il tremila per cento in q...

Il cantiere di Edoardo.

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Nell'ambito della manifestazione libr@aria a Venaria Reale è avvenuta la presentazione del libro fotografico Landscape Materials di Edoardo Hahn , edito nella collana Urbanautica Collections per i tipi de L'Artiere. L'autore ha parlato del suo libro con Enzo Pertusio, presidente della Società Fotografica Subalpina di Torino. Il libro contiene 90 fotografie selezionate dall'autore, in collaborazione con Steve Bisson, tra quelle prese con un vecchio modello di Hasselblad e pellicole negative a colori durante un suo recente viaggio nel nord della California. Il riferimento diretto di Hahn per questo lavoro sono gli anni Settanta, così come li vediamo nelle fotografie di William Eggleston e Stephen Shore, con quelle cromie che oggi suonano vintage e sono intimamente legate ad un preciso momento tecnologico dell'industria fotografica americana. I soggetti sono quelli tipici dell' inessenziale urbano, il backstage dell' American Way,  inaugurato p...

Selettive e incomplete.

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©1974 Robert Adams. C'è un aspetto paradossale nel modo in cui le fotografie documentarie  interagiscono con  il nostro concetto di realtà. Per poter funzionare in quanto documento, devono innanzitutto persuaderci del fatto che stanno descrivendo il soggetto in modo accurato e oggettivo. Il primo obiettivo è convincere l'osservatore che sono veri e propri documenti, che il fotografo non ha fatto ricorso a immaginazione e pregiudizi ma ha esercitato  la propria capacità di osservazione e descrizione. Il documento fotografico ideale dovrebbe dare l'impressione di essere senza autore e artificio. Malgrado la loro verosimiglianza, però, le fotografie restano delle astrazioni: le informazioni che offrono sono selettive e incomplete. Lewis Baltz Incipit della recensione del libro di Robert Adams, The New West, Landscapes Along the Colorado Front Range (1974), in Art in America , marzo-aprile 1975.

Tutte le cose sono fotografabili.

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©1967 Jonathan Brand - Garry Winogrand at work. Questo post è per l'amico Daniele di Poliradio . Lui "parla e suona" fotografie alla radio. Le parla e le suona con le voci di chi le fa e di chi le guarda. Stavolta mi chiede di parlargli di qualcosa che non esiste: la Street Photography . Lo faccio volentieri perché proprio l'altro giorno ne ho parlato con Garry Winogrand in un seminario. Lui è tornato un momento con noi per dirci che son tutte balle quelle che han scritto su di lui dagli anni Novanta in poi. Quando scendeva per le strade di New York negli anni Sessanta a fotografare le donne che gli piacevano, i tipi da film che circolavano, gli anonimi e i famosi, le scimmie, i neri, le foche, le auto decapottabili, i tizi dei circhi, i tizi della politica, le vetrine dei negozi, e qualsiasi altro fenomeno che accendesse la compulsione ossessiva di cui era portatore sano, a tutto pensava, meno che all'idea bislacca di star facendo lo street photographer . ...

L'illusione di una descrizione letterale.

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©1957 Garry Winogrand, New Mexico. "Una fotografia è l'illusione di una descrizione letterale di come una macchina fotografica vede un pezzetto di tempo e spazio. Capito questo, si può postulare il seguente teorema: Tutte le cose sono fotografabili. Una fotografia può solo essere simile a come la macchina fotografica ha visto ciò che ha fotografato. Ovvero, come la macchina fotografica ha visto quel pezzetto di tempo e spazio è responsabile dell'aspetto della fotografia. Quindi, una fotografia può avere qualunque aspetto. Ovvero, non c'è nessun aspetto che la fotografia debba per forza avere (al di là di essere un'illusione di una descrizione letterale). Ovvero, non ci sono regole esterne o astratte o preconcette della forma che si possono applicare alla fotografia." Garry Winogrand Testo tratto da: Quaderni di cultura fotografica 3 DOCUMENTI E FINZIONI Le Mostre americane negli anni Sessanta e Settanta Istituzioni e curatori protagonisti ...

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