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My Phair

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Qualche fotografia presa l'altro giorno a The Phair , per ricordare la fiera insieme a chi c'è stato e per dare degli spunti a chi non c'è potuto essere. Fotografie: ©2022 Fulvio Bortolozzo .

Sì, no, non so.

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Periodo di dubbi notevoli. D'istinto, quando ho forti dubbi sto fermo in attesa di scioglierli verso una qualche direzione plausibile. Muoversi per muoversi non mi ha mai affascinato. In genere, il dubbio paralizzante mi si manifesta quando la ragione entra in tilt , trovando ottimi motivi equivalenti per fare sia una cosa sia il suo opposto. L'assenza, o almeno la sua imitazione che sarebbe l'immobilità, non sono senza conseguenze. Passano magari diversi treni, mentre si sta lì davanti ai binari a guardarli senza prenderne nessuno. C'è da dire che proprio questa attitudine mi consente di estraniarmi, di relativizzare la mia esistenza e quindi di poterla osservare mentre scorre quasi come se non mi appartenesse per davvero. Il sentimento di esistere nonostante me , in qualche modo mi rasserena invece di inquietarmi. Il vuoto che ne consegue ha qualcosa di pacificante. Mi rigenera persino. Lascio quindi che faccia il suo corso, che dal vuoto emerga inevitabilm...

Torino.

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©2014 Fulvio Bortolozzo.

Secernere strumenti.

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©2014 Fulvio Bortolozzo, Genova . (...) un aspetto essenziale nello sviluppo della cognizione umana è la capacità della nostra specie di secernere strumenti cognitivi (tra cui anche il linguaggio, ma non solo quello) nel mondo esteriore, dove possono modellare non solo le sue stesse azioni ma anche quelle degli altri esseri umani e delle generazioni successive. Questa visione ampia della cognizione assume particolare importanza per l'analisi dello spazio, dal momento che gli esseri umani percepiscono lo spazio dall'interno di ambienti socialmente organizzati ed elaborano concettualmente lo spazio, lo costruiscono e lo percorrono grazie ad una ricca serie di strumenti frutto delle attività cognitive dei nostri predecessori (...). Charles Goodwin, Il senso del vedere . .

Milano, ma anche no.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Le parole, secondo me, dovrebbero stare lontane dalle fotografie. Sono troppo pesanti e ingombranti per accumularsi sopra ali di farfalla fatte di luce. Ecco, già qui scatta lo pseudo poetico letterario. Tuttavia, farne a meno e anche quasi impossibile. Pure una data ed un luogo, nel loro voler essere minimamente invadenti, costituiscono comunque una colonizzazione. Con questa contraddizione irrisolvibile è quindi necessario convivere. Almeno però trovo indispensabile farlo in modo cauto e problematico. Tra le parole più nefaste ci sono quelle in libertà, in specie quelle di chi, per necessità o vocazione, di parole vive. Facile scrivere e parlare di immagini. Tutto pare consentito. Tutto però finisce per essere tritato nella giostra autoreferenziale del linguaggio scritto /verbale. Silenzio. Questo sì, aiuterebbe. Interrotto a volte da parole: poche e solo se proprio necessarie. Qui sopra c'è una riproduzione in bassa risoluzione (570 pixel lato cort...

Cannes (France).

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©2012 Fulvio Bortolozzo.

Cannes (France).

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©2012 Fulvio Bortolozzo.

Cannes (France).

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©2012 Fulvio Bortolozzo.

Riccione.

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©2006 Fulvio Bortolozzo.

Torino.

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©2014 Fulvio Bortolozzo.

Torino.

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©2014 Fulvio Bortolozzo.

Torino.

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©2014 Fulvio Bortolozzo.

Torino.

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©2014 Fulvio Bortolozzo.

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