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Gli italiani e l'italiano.

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L'italiano è stato nei secoli la lingua franca che consentiva ai nativi della nostra "espressione geografica" di parlarsi e scriversi, almeno coloro che potevano alfabetizzarsi abbastanza per farlo. Provo un'affezione profonda per l'italiano, che anch'io come tanti ho incontrato sui banchi di scuola, nel mio caso torinesi, avendo come lingua materna il veneto parlato nelle campagne tra Vicenza e Padova che i miei genitori, emigrati a Torino in cerca di un futuro per loro stessi e i loro figli, continuarono a parlare in famiglia per tutta la vita. Penso tuttavia che la funzione fondamentale dell'italiano come lingua di comunicazione tra italiani di origini diverse stia gradualmente morendo, sostituito sempre più dalla conoscenza dell'inglese, per via della sua diffusione globale attraverso Internet. Penso al contrario che le lingue materne degli italiani avranno un futuro. Rimarranno come legame diretto tra parlanti dello stesso luogo, magari imbastardi...

Fotografie nel box.

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C'è una curiosa affinità tra la lingua inglese e le fotografie: entrambe sono fortemente contestuali. Per esempio, in inglese il termine "box" è talmente aperto e indeterminato da prestarsi a significati molto diversi sia associandolo con altri termini, sia a seconda dell'ambito in cui viene usato. Così capita alle fotografie che a seconda dell'associazione con altre forme espressive (parole e musica in primis) o degli ambiti in cui vengono viste, cambiano anche totalmente di senso. Forse sta anche in questo aspetto lo straordinario successo globale delle fotografie, come della lingua inglese: in apparenza sono quasi troppo elementari e invece sono estremamente adatte per usi sempre diversi ed innovativi.

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