Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Photoshop

Salvate il geoturista Steve.

Immagine
Penso che oramai anche i sassi sappiano dell'incidente capitato ad una fotografia appesa nella mostra personale di Steve McCurry alla Reggia di Venaria Reale . Per i distratti, aggiornarsi a scelta con uno dei link qui di seguito: https://www.google.it/search?q=mccurry+palo+giallo&ie=utf-8&oe=utf-8&gws_rd=cr&ei=0j0nV_mWJcfbUeKspbgN Letto tutto? Bene. Passiamo oltre e andiamo al dunque. Una persona decide di viaggiare perché " è il modo migliore di passare il tempo della vita ". Il problema però è dove trovare i soldi, se non si è ricchi di famiglia. La strategia di Steve McCurry fu inizialmente quella di fare fotografie per le riviste geoturistiche, una su tutte: il National Geographic . A dispetto del nome, su NG di geografia se ne fa proprio pochina, più che altro si imbastiscono storie d'avventura illustrate da immagini molto colorate e di forte impatto iconico. Si tratta di far credere al lettore che là fuori ci sia un mondo meraviglioso ...

Instagram fa le foto.

Immagine
Così mi son visto scrivere da un amico che fotografa come me da oltre trent'anni. Ohibò mi son detto, qui c'è della confusione da chiarire. Di recente, per motivi familiari, ho ceduto alla necessità di dotarmi del mitico smartphone . Un mondo di possibilità mi si è aperto. Tra queste, quella di accedere finalmente alla "peste oculare" come produttore di contenuti e non solo come osservatore dal pc. Dopo le prime sperimentazioni, mi è stato subito confermato quello che già intuivo osservando: tutto si riduce ad un social come altri, l'esempio più vicino che mi viene in mente è Tumblr . L'unica vera particolarità è di marketing, qui sta il genio. L'accesso venne riservato dapprima solo agli iPhone e in seguito anche a tutti gli altri smartphone. Niente PC, niente Photoshop. Saltata via una storia per aprirne un'altra. Quale altra? La fotografia in connessione mobile. In sostanza, il tempo intercorrente tra la presa della fotografia e la sua diffu...

Le visioni di Uelsmann a Torino.

Immagine
Fino al 25 aprile prossimo la galleria d'arte Pirra di Torino ospita alcune stampe fotografiche fine art, varie sono vintage , di Jerry Uelsmann . Nato nel nel 1934 a Detroit, e ancora in attività, è giustamente considerato tra i grandi maestri internazionali, anche se non è molto conosciuto in Italia. Uelsmann raggiunge i massimi riconoscimenti già negli anni '60-'70 e gode oggi di rinnovata attenzione perché viene da alcuni ritenuto il precursore di quanti realizzano le loro immagini post-producendo fotografie con programmi come Adobe Photoshop . Un'altamente consigliabile visita alla mostra, serve anche per sfatare questo luogo comune. Non basta assemblare in una stampa unica dei negativi, o file, diversi per realizzare visioni della qualità onirica e concettuale di Uelsmann. Alla base della sua sapienza artistica non c'è la pur elevatissima tecnica artigianale che gli consente di ottenere in camera oscura fusioni davvero perfette. Il cuore dell'intensit...

Instagram è una terribile peste oculare...

Immagine
Da qualche giorno ci rimugino sopra e stamattina il titolo di questo post è apparso come stato sulla mia bacheca di Facebook. Un sassetto gettato nello stagno del fotografico per vedere quante circonferenze riusciva a fare. Al momento sono 77 i commenti, incluse le mie repliche. Un bello scambio d'idee, non così consueto su FB, almeno per me. Certamente, mi rendo conto che l'affermazione è iperbolica, ma proprio per questo forse aiuta a mettere in chiara luce uno dei temi caldi del momento, almeno per chi si interessa del fotografico e dintorni . La questione è complessa e quindi immagino che ci tornerò sopra in altri successivi post, tuttavia tre punti iniziali proverò a fissarli, anche nella speranza di avviare una discussione fertile con i contributi di chi sta leggendo queste righe. Punto primo . Instagram impone agli utenti un formato di pubblicazione. La scelta è caduta sul formato quadrato. Nobile formato fotografico che richiama l'epoca delle Rolleiflex pr...

I primi due workshop di aprile

Immagine
©2010 Fulvio Bortolozzo  L'Osservatorio Gualino presenta due nuovi laboratori di fotografia. DOPO LO SCATTO Fotoritocco di base Sabato 17 Aprile 2010 Controllare il colore e determinare i valori tonali di ogni parte della propria immagine trasformano un semplice scatto in un'opera che esprime un punto di vista personale. Lo scopo di questo workshop è quello di avviare ogni iscritto verso una prima consapevolezza operativa, da cui poter partire per sviluppare correttamente il proprio flusso produttivo digitale. LUOGHI COME PROSPETTIVE Fotografare l'architettura Domenica 18 Aprile 2010 Nell'ambito del workshop, oltre a proporre la visione commentata di fotografie attinenti al tema realizzate da vari autori storici ( Eugene Atget, Walker Evans, Bernd e Hilla Becher, Stephen Shore, ecc. ), si terrà una sessione pratica di ripresa, incluso il famoso terrazzo panoramico sommitale, per dare modo agli iscritti di sperimentare sul campo l'applicaz...

ARCHIVIO

Mostra di più

HASHTAG

Mostra di più