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Visualizzazione dei post con l'etichetta Garry Winogrand

Women.

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Un omaggio "inconsapevole" a Garry Winogrand, che tanto mi ha ispirato negli anni. Non sapevo che mentre osservavo questa scena, e decidevo di prenderla in fotografia, c'era la sua mano a guidarmi. L'ho capito solo dopo, guardandola durante la selezione ed accorgendomi che nell'inquadratura c'erano solo donne. Grazie ancora Garry.  

Questo è il progetto.

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Guardo le fotografie che ho realizzato finora, e mi dicono che chi siamo, che cosa sentiamo, che cosa sarà di noi, semplicemente non conta. Le nostre aspirazioni e i nostri successi sono stati superficiali ed insignificanti. Leggo i quotidiani, le loro rubriche, qualche libro, sfoglio le riviste (la nostra stampa). Trattano tutti di illusioni e fantasie. Posso solo concludere che abbiamo perso noi stessi e che la bomba potrà ultimare l'opera, definitivamente, e non ha importanza; non abbiamo amato la vita. Non posso accettare le mie conclusioni e, quindi, devo proseguire in questa ricerca fotografica, portarla più avanti e più in profondità. Questo è il mio progetto. Garry Winogrand (dalla domanda per la borsa di studio Guggenheim del 1963) .

È la fotografia.

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Barbara Diamonstein: Spero che quanto sto per tirare fuori non sia noioso anche per te. Il termine street photographer  e il tuo nome sono sinonimi da tempo. Ma le strade non sono l'unico posto in cui hai lavorato negli ultimi venticinque anni circa. Hai lavorato in zoo e acquari, inaugurazioni del Metropolitan Museum of Art, rodei in Texas. Deve esserci un filo conduttore che attraversa tutto il tuo lavoro. Come lo descriveresti? Garry Winogrand: Beh, non ho intenzione di entrare in questo. Penso che quel tipo di distinzioni ed elenchi di titoli come  street photographer  siano così stupidi. D: Come preferisci descriverti? W: Sono un fotografo. Questo è tutto. D: Se non ti piace  street photographer , come rispondi a quell'altra noiosa definizione: estetica dell'istantanea ? W: Sapevo che sarebbe successo. Questa è un'altra stupidaggine. Le persone che usano questa espressione non ne conoscono nemmeno il significato. La usano per riferirsi a fotografie che credono ...

Il tempo delle mele.

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Nella confusione provocata dalla suddivisione della pratica fotografica in documentaria (oggi anche post-documentaria) e artistica , si perde di vista un aspetto fondamentale: il tempo. Se consideriamo una fotografia come un'immagine fatta di tempo si aprono modi più coerenti di prenderla e comprenderla. Usare il tempo per fare immagini è qualcosa che prima dell'invenzione della fotografia significava solo dedicare parte della propria esistenza a realizzare manualmente oggetti che fossero sintesi visibili di qualche pensiero o sensazione. Con l'avvento della macchina a base ottica, per la prima volta gli umani possono introdurre un congegno direttamente nel flusso della loro esistenza e dal suo principio di funzionamento trarne delle immagini. Questo è uno straordinario cambiamento teorico e pratico che sposta la produzione visiva dalla sintesi tradizionale alla nuova possibilità analitica . Il problema è che la novità dovrebbe costringere a trovare nuovi parametri ...

Tutte le cose sono fotografabili.

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©1967 Jonathan Brand - Garry Winogrand at work. Questo post è per l'amico Daniele di Poliradio . Lui "parla e suona" fotografie alla radio. Le parla e le suona con le voci di chi le fa e di chi le guarda. Stavolta mi chiede di parlargli di qualcosa che non esiste: la Street Photography . Lo faccio volentieri perché proprio l'altro giorno ne ho parlato con Garry Winogrand in un seminario. Lui è tornato un momento con noi per dirci che son tutte balle quelle che han scritto su di lui dagli anni Novanta in poi. Quando scendeva per le strade di New York negli anni Sessanta a fotografare le donne che gli piacevano, i tipi da film che circolavano, gli anonimi e i famosi, le scimmie, i neri, le foche, le auto decapottabili, i tizi dei circhi, i tizi della politica, le vetrine dei negozi, e qualsiasi altro fenomeno che accendesse la compulsione ossessiva di cui era portatore sano, a tutto pensava, meno che all'idea bislacca di star facendo lo street photographer . ...

L'illusione di una descrizione letterale.

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©1957 Garry Winogrand, New Mexico. "Una fotografia è l'illusione di una descrizione letterale di come una macchina fotografica vede un pezzetto di tempo e spazio. Capito questo, si può postulare il seguente teorema: Tutte le cose sono fotografabili. Una fotografia può solo essere simile a come la macchina fotografica ha visto ciò che ha fotografato. Ovvero, come la macchina fotografica ha visto quel pezzetto di tempo e spazio è responsabile dell'aspetto della fotografia. Quindi, una fotografia può avere qualunque aspetto. Ovvero, non c'è nessun aspetto che la fotografia debba per forza avere (al di là di essere un'illusione di una descrizione letterale). Ovvero, non ci sono regole esterne o astratte o preconcette della forma che si possono applicare alla fotografia." Garry Winogrand Testo tratto da: Quaderni di cultura fotografica 3 DOCUMENTI E FINZIONI Le Mostre americane negli anni Sessanta e Settanta Istituzioni e curatori protagonisti ...

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