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La loro semplice esistenza ci appaga.

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Piero della Francesca,  L'Incontro tra Salomone e la Regina di Saba (1452ca, dett.) (...) dopo sessant’anni di intima dimestichezza con opere d’arte d’ogni specie, d’ogni clima e d’ogni tempo, sono tentato di concludere che a lungo andare le creazioni più soddisfacenti sono quelle che, come in Piero e in Cézanne, rimangono ineloquenti, mute, senza urgenza di comunicare alcunché, senza preoccupazione di stimolarci col loro gesto, il loro aspetto. Se qualcosa esprimono, è carattere, essenza, piuttosto che sentimenti o intenzioni di un dato momento. Ci manifestano energia in potenza piuttosto che attività. La loro semplice esistenza ci appaga. Bernard Berenson, " Piero della Francesca o dell'arte non eloquente ".

Io sono Colui che è

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"GIULIO", Lambda Print su Leger, 95x76cm – © Fulvio Bortolozzo 2008 . Possiamo (...) affermare che nei suoi momenti quasi universalmente reputati supremi, essa [l'arte del passato] è sempre stata ineloquente come in Piero della Francesca , sempre, come lui, muta e gloriosa. Sono tentato di dir di più, di suggerire che forse, nel regno visivo, l'arte vera – in quanto distinta da non importa quali valori informativi o semplici novità o stravaganze o giochi – sempre tende a comunicare la pura esistenza delle figure ch'essa presenta. L'arte vera non ha mai, né mai dovrebbe, rappresentato, ma presentato . L'arte è basata sulla realtà, ma vive indipendentemente da essa, senza guardare al trampolino dal quale si lancia nell'oceano dell'Essere. L'arte vera è Essere; e con Jehova dell'Antico Testamento dovrebbe rispondere, se richiesta cos'è: «Io sono Colui che è». (Bernard Berenson, Piero della Francesca o dell'arte non eloquente ) .

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