Onestà, fortuna, intelligenza.
L'onestà, qualità morale di cui tanto ci si riempie la bocca oggi, è forse la più grande menzogna mai concepita da mente umana. Dare valore ad un comportamento sincero, leale e trasparente come se fosse la soluzione di ogni problema costituisce un paradossale abbaglio. Si può onestamente non capire nulla di qualcosa, si può anche onestamente ammetterlo, ma non per questo si diventa titolati ad occuparsene. Il principio di competenza rimane ineludibile. La competenza si matura nell'esperienza sorretta dall'intelligenza, dalla capacità cioè di apprendere. Dote innata, migliorabile con l'istruzione, ma non elargibile a piacere a chicchessia. L'onestà si può insegnare, anche imporre, l'intelligenza no. Napoleone individuava una terza componente indispensabile: la fortuna. Ad un generale intelligente ne preferiva uno fortunato. La fortuna però non si possiede, ma ci possiede e a divorziare da noi è sempre essa, in genere quando meno te lo aspetti. L'intelli...