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Visualizzazione dei post con l'etichetta violenza

Stanche ceneri.

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Duecento anni fa Napoleone moriva nell'Isola di Sant'Elena. Sembra che ne siano passati mille in realtà, anche se pur provando a resistere alla tentazione non è davvero possibile lasciar passare questa ricorrenza nel silenzio quando fin dall'infanzia ci è stato detto a scuola che questo è stato uno dei Grandi Uomini che hanno fatto la Storia, come Giulio Cesare, Alessandro Magno e pochissimi altri. Dopo due secoli trascorsi pericolosamente, forse si può comprendere con migliore evidenza che sì, Napoleone Bonaparte ha condotto alla morte ed alla gloria tanti suoi connazionali sui campi di battaglia di mezza Europa, ma che no, non è stato un grande uomo. Un grande, anzi grandissimo comandante in battaglia. Un geniale artista della guerra. Un artista che realizzava le sue opere con il sangue dei soldati morti e straziati, suoi e dei suoi nemici, con risultati ineguagliabili, almeno fino a che gli eserciti non diventarono troppo grandi, i suoi migliori assistenti non furono mor...

Uomini che aggrediscono le donne.

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Tempi oscuri. L'elemento maschile dell'umanità, almeno per quel che è dato osservare dai media italici, pare afflitto da un virus misogino, e persino mortifero, sempre più virulento. Certamente la maggioranza della popolazione maschile vive rapporti magari non idilliaci, ma pur sempre nell'ambito dell'indispensabile rispetto reciproco, con l'altra metà del cielo, tuttavia i segnali di una degenerazione montante si fanno ogni giorno più forti. Come giovane uomo che partecipò in qualche misura al movimento, culturale prima che politico, del famoso '77, mi ritrovo sempre più spaesato. Le mie compagne di allora furono sempre figure con le quali potevo scambiare alla pari quello che vivevamo, ciascuno nelle problematiche sue, ma aperti almeno a riconoscere quelle dell'altro. Qualcosa però dev'essersi rotto strada facendo. La rivoluzione culturale successiva al "Riflusso", quel lutto iniziato nei primi anni Ottanta e mai più finito, è stata dettata d...

Almeno per adesso.

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I flussi mediatici del momento mostrano un bambino siriano di Aleppo coperto di polvere scura su tutto il corpo, vestito come vestivano me alla sua età, con molto sangue sul volto. Sta seduto attonito sul grande sedile arancione di un'ambulanza. Il tutto avvolto in una luce forte e fredda, quasi da studio fotografico. Interessante notare che è un frame di un video. Lo scrivo perché penso sia un'immagine che può piacere davvero molto ai giurati del prossimo World Press Photo e quindi potrebbero anche nell'occasione sdoganare la videocamera come strumento fotografico. Tanto le più recenti fotocamere sono già delle videocamere di alta qualità. Quindi il momento decisivo e bla bla bla non è altro oggi che uno dei 25 fotogrammi ripresi in un dato tempo, basta scegliere quello giusto, dopo, con tutta calma. Quello giusto per cosa? In questo caso, per fornire ai flussi mediatici un'immagine semplice ed efficace, facile da vedere e ricordare, non troppo cruda, ma abbast...

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