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Visualizzazione dei post con l'etichetta Edoardo Hahn

Il cantiere di Edoardo.

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Nell'ambito della manifestazione libr@aria a Venaria Reale è avvenuta la presentazione del libro fotografico Landscape Materials di Edoardo Hahn , edito nella collana Urbanautica Collections per i tipi de L'Artiere. L'autore ha parlato del suo libro con Enzo Pertusio, presidente della Società Fotografica Subalpina di Torino. Il libro contiene 90 fotografie selezionate dall'autore, in collaborazione con Steve Bisson, tra quelle prese con un vecchio modello di Hasselblad e pellicole negative a colori durante un suo recente viaggio nel nord della California. Il riferimento diretto di Hahn per questo lavoro sono gli anni Settanta, così come li vediamo nelle fotografie di William Eggleston e Stephen Shore, con quelle cromie che oggi suonano vintage e sono intimamente legate ad un preciso momento tecnologico dell'industria fotografica americana. I soggetti sono quelli tipici dell' inessenziale urbano, il backstage dell' American Way,  inaugurato p...

Mai tutto d'un colpo

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Giovedì scorso, negli appassionati locali del Circolo dei Lettori di Torino, l'amico Edoardo Hahn ha inaugurato una sua piccola personale intitolata La stanza dello scrittore , dedicata ai luoghi di lavoro di undici nomi della letteratura. Un progetto condotto con tutta la raffinata sensibilità di cui è grandemente capace e che spero vivamente venga proseguito con altri autori e in altri luoghi. Di seguito, qualche mio appunto dall'evento, con l'invito ad andare a vedere la mostra entro il 15 maggio prossimo. . -- .

Too Much or Nothing

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L' Osservatorio Gualino , in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino , presenta la sua quinta mostra fotografica. Sotto il titolo Too much or nothing viene per la prima volta presentata come organico lavoro a quattro mani quella felice convergenza progettuale nata tra Edoardo Hahn e Francesco Nencini nell'occasione della loro recente partecipazione alla rassegna sul lavoro contemporaneo organizzata dall' Associazione Pol!femo di Milano. Pur lavorando senza conoscere il progetto l'uno dell'altro, Hahn e Nencini raggiungono una complementarietà così strabiliante da rendere quanto mai opportuno considerare come due facce della stessa medaglia i loro esiti individuali. Mentre Hahn sceglie il colore e un'osservazione prospettica impassibile degli interni di luoghi inspiegabilmente abbandonati da ogni persona e attività produttiva, Nencini trova in un bianco e nero voyeuristico, con echi hitchcockiani, la soluzione ideale per scrutare dall'esterno negli...

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