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Ostaggi e sogni.

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Con oggi è passato già un anno dal massacro di innocenti compiuto da Hamas in Israele. Da allora decine di migliaia di altri innocenti sono morti per mano degli israeliani a Gaza e da poco altri innocenti hanno iniziato a morire in Libano e altri innocenti ancora muoiono nelle città israeliane e in Cisgiordania. La maggior parte sono musulmani, ma ci sono anche ebrei, atei, cristiani. Anche in Ucraina muoiono dal 24 febbraio 2022. Centinaia di migliaia di giovani e meno giovani soldati. Migliaia di civili, altri innocenti. Oltre ai soldati, tanti umani, donne, bambini, vecchi. Solo alcuni di tutti questi morti lo sono per un motivo, per una volontà reciproca di annientamento del nemico. Troppi erano solo persone che vivevano la loro vita senza per questo volere portare morte a nessuno. Questi troppi sono ostaggi dei pochi che vogliono la morte come soluzione finale. Ostaggi di volontà politiche, religiose, economiche al cui vertice prosperano alcuni umani: i capi. Nella vicenda umana s...

Il mondo a due dimensioni.

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Sto seguendo gli eventi bellici attuali, in Ucraina soprattutto, attraverso il lavoro di approfondimento svolto da alcune figure indipendenti sulla rete che con encomiabile professionalità, sconosciuta allo pseudogiornalismo nazionale, analizzano le fonti, verificano tutte le notizie prima di diffonderle e sbugiardano quelle false, da chiunque provenienti. Nel materiale diffuso ci sono molti video girati con le camere tipo GoPro installate sugli elmetti dei combattenti e dai sistemi video dei droni in volo sui campi di combattimento, siano essi osservatori, bombardieri o suicidi. L'effetto visuale è terribilmente e drammaticamente simile a quello dei videogiochi. Si vedono persone combattere e morire come fossero pupazzi inventati dalla grafica fotorealistica. Siamo lontani anni luce dalle scarse immagini dell'invasione dell'Iraq del 2003. Poche immagini verdognole, scie di antiaeree e lampi di luce delle bombe nel cielo nero della notte di Baghdad. Al massimo i video priva...

Un anno di guerra.

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Un anno fa l'esercito della Federazione Russa entrò in Ucraina. Un fatto incontestabile, una premessa indispensabile. La risposta del governo ucraino non fu quella forse immaginata dal Cremlino: una fuga ignominiosa lasciando alla mercé dell'invasore la popolazione. Quella è una specialità italica, Vittorio Emanuele III insegna. Da allora si combatte, si distrugge e si muore in Ucraina. Dalla Seconda guerra mondiale in poi, la morte e la distruzione arrivano sempre anche ben lontane dai fronti di combattimento, ma succede per ora solo in Ucraina. La popolazione della Federazione Russa non è sotto le bombe e non muore di fame. Giusto ieri i governi di quasi metà della popolazione mondiale si sono astenuti o hanno votato contro la risoluzione dell'ONU che chiede l'immediato ritiro delle truppe russe dall'Ucraina. Questi sono semplici fatti di cronaca, comunque la si pensi. Oggi l'idea è che sarà il campo di battaglia a decidere le sorti della guerra. Forse si deve...

Sotto l'ombra di un bel fior.

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Sono passati settantasette anni da quel 25 aprile 1945. Data simbolo della fine della Seconda Guerra Mondiale in Italia. Una vittoria anche italiana imprevedibile due anni prima. Il 25 aprile 1943 il Quartier Generale delle Forze Armate comunica, tra le altre scarne notizie, che sul fronte occidentale tunisino truppe italiane e tedesche sono im­pegnate in duri combattimenti contro il nemico che ha lanciato all’attacco nuove poderose forze corazzate e di fanteria. Nella notte quadrimotori americani hanno effettuato un’incursione nei dintorni di Napoli facendo danni in misura non grave. A Torre del Greco si deplorano 47 morti e 66 feriti. Un aereo nemico precipitava in mare, colpito dalle artiglierie della difesa, nei pressi di Ispica (Ragusa) nel cui territorio venivano sgan­ciate alcune bombe senza conseguenze. In quel 25 aprile 1943 l'Italia era quindi ancora compattamente fascista e combatteva una guerra insieme alla Germania nazista e al Giappone imperiale contro l'Alleanza ...

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