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Frank Horvat a Torino.

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24 febbraio 2018, Sale Chiablese. Intervista a Bruna Biamino sulla mostra di Frank Horvat . La notizia è che martedì 27 febbraio 2018 si inaugura nelle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino la prima mostra antologica di Frank Horvat (Abbazia, 1928) all’interno di un’istituzione museale italiana. L’evento accade a ridosso del compimento del suo novantesimo anno d’età. Durante le ultime fasi dell’allestimento, Bruna Biamino , assistente alla curatela della mostra, accetta gentilmente di incontrarmi per una visita in anteprima e di rispondere alle mie domande. Bruna Biamino . Ti faccio subito vedere questa fotografia qui. Il matrimonio musulmano a Lahore in Pakistan. La foto che è stata inserita nella mostra The Family of Man di Steichen del ‘55. Fulvio Bortolozzo . Epocale . B . Sapevo che ti sarebbe piaciuta. F . Sì, ho guardato un po’ la biografia di Horvat. In realtà, lo conoscevo poco. Me lo immaginavo come un fotografo di moda. Invece è affascinante come lui percor...

Cura. Una mostra dello IED di Torino.

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Ieri sera nella Project Room di Camera a Torino, si è inaugurata l'anteprima della mostra Cura - Racconti fotografici sulla Città della Salute .  Si tratta del progetto di tesi di nove allievi IED diplomati nel 2017 e di quattro docenti che li hanno affiancati, tra i quali la coordinatrice del corso di Fotografia: Bruna Biamino . Nell'occasione, è stato anche comunicato ai presenti il cambio di direzione dello IED di Torino avvenuto il 15 gennaio scorso. All'uscente Riccardo Balbo  succede  Paola Zini , già presidente in carica del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude . L'anteprima rimarrà visibile fino al 28 gennaio. La mostra vera e propria sarà inaugurata l'8 febbraio presso il C.O.E.S. – Centro Oncologico e Ematologico Subalpino , per poi venire riproposta dal 19 febbraio al Palazzo della Regione Piemonte in piazza Castello. Il lavoro di allievi e docenti ha introdotto le fotocamere direttamente nel quotidiano operativo dei reparti della Città de...

Oggi come allora, anzi di più.

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Lo sterminio degli Ebrei avvenuto tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento nella civilissima Europa non è un accidente della storia, un evento imprevedibile e che non capiterà mai più. Nossignore. Si tratta forse del primo di una potenziale serie di orrori che stanno di fronte a noi, qui oggi, ma anche nell'imponderabile futuro che attende le prossime generazioni. Perché la banalità del male, come lucidamente intuiva Hanna Arendt , non ha confini di nessun genere. In ogni essere umano è presente una natura duale, ogni istante della vita la scelta può cadere sull'opzione più terribile. Nessuno ne è immune. A peggiorare le cose, la società di massa sviluppatasi nel secolo scorso raggiunge oggi dimensioni e complessità quasi non più contenibili nella coscienza individuale. Etichette, parole d'ordine, pratiche e messaggi quasi subliminali, ma comunque sempre alienanti, intorbidano le acque della ragione. L'umanità, così antica, ma così bambina, corre il risc...

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