Quello più autentico.
Nel giorno di San Valentino chiude la prolungata mostra della GAM di Torino dedicata a Claude Monet (1840-1926) con opere provenienti dalla collezione del Musée d'Orsay di Parigi. Dello straordinario successo di pubblico si è già molto detto e scritto. Come tutti i successi esageratamente nazionalpopolari lo snobismo di chi pensa di saperla più lunga, disgraziatamente me incluso nei momenti peggiori, scatta immediatamente a declassare il fenomeno. Turismo museale da vecchie zie, spaccio strumentale di opere trite e ritrite, politica dello sbigliettamento facile e via così di denigrazione in denigrazione. Invece devo ammettere, dopo aver ceduto in extremis al non voler aver torto per assenza, che l'organizzazione, la curatela torinese, l'allestimento del percorso espositivo la disposizione delle sale e l'apparato didascalico sono stati all'altezza dei migliori esempi internazionali. Un connubio davvero felice tra divulgazione e serietà scientifica, almeno p...