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Visualizzazione dei post con l'etichetta Enzo Obiso

Bianco, ingenuo, valdostano.

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È aperta da PHOS a Torino , una doppia personale di fotografia intitolata "Bianco - Ingenuo". Gli autori sono Sophie-Anne Herin e Mattia Paladini . Ad unirli è il luogo dove hanno preso le loro fotografie, che è anche il loro luogo di nascita: la Valle d'Aosta . Il potere dell'immaginario collettivo sedimentato in chi non vi risiede, si mette subito in moto al solo leggere quel nome: alte montagne innevate, o verdissime d'estate, alpeggi, baite, cieli azzurri e pittorescamente attraversati da nuvole fioccose, succulenterie gastronomiche servite in ambienti impreziositi da legno e pietra lavorati da abili artigiani, ecc. ecc. Luoghi per vacanze meravigliose insomma. Invece no. Esistono altre dimensioni esperienziali in quella valle, e nelle zone alpine in genere. In questo senso, la doppia personale è quanto mai felice nell'accostarne due molto distanti tra di loro che in sinergia disegnano iconografie inattese in grado di arricchire l'immaginario con ...

METADATA #19: Fulvio Bortolozzo.

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Come promesso, ripubblico qui in italiano l'intervista realizzata da Gaia Musacchio e David Pollock, apparsa il 6 agosto scorso in lingua inglese nella sezione METADATA di Photo Schools .   1. Raccontaci del tuo approccio alla fotografia. Com’è cominciato? Quali sono le memorie dei tuoi primi scatti? A parte la consueta pratica delle “foto ricordo”, le prime fotografie consapevoli le feci tardi, verso la fine del corso di scenografia all'Accademia Albertina di Torino, all'inizio degli anni Ottanta. Si trattava di prove sul campo in bianco e nero realizzate con una rudimentale biottica sovietica di medio formato messa in bolla su un leggero treppiede. All'epoca, la mia iniziale attività professionale si svolgeva all'interno del mondo editoriale e spaziava dalla creazione di testi e disegni per fumetti comici, all'illustrazione di libri per l'infanzia, per approdare in seguito alla grafica editoriale e corporate, proseguendo nella produzione e regia ...

Morgante abita qui

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Un lavoro delicato e coinvolgente si trova ora sulle pareti di Phos , il centro polifunzionale diretto da Enzo Obiso nel centro storico di Chieri. Si tratta di una serie fotografica intitolata Morgante e realizzata da Nicola Lo Calzo (Torino, 1979) nell'Africa Centrale francofona. Sono ritratti di persone affette da nanismo ambientati nei loro luoghi di vita e lavoro. L'insufficiente crescita fisica attrae da sempre l'attenzione morbosa dei "normali", provocando troppo spesso emarginazione e disagio psichico. Così pare che in alcune zone dell'Africa, essere nani sia una colpa "mostruosa" tutta da scontare in vita. Lo Calzo interviene su questo difficile tema adottando procedure fotografiche che spostano l'attenzione verso l'umanità dei suoi soggetti. L'immobilità della posa, la prevalente centralità delle inquadrature e la concentrazione degli sguardi, sono evidenti debiti verso il grande August Sander , ma con una inversione di...

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