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Una città banale

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©2010 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera). È attraverso Dada che si attua il passaggio dal rappresentare la città del futuro all' abitare la città del banale. Quella futurista era una città attraversata da flussi di energia e da vortici di masse umane, una città che ha perso ogni possibilità di visione statica e che viene messa in azione dalle macchine in velocità, dalle luci, dai rumori, dal moltiplicarsi dei punti di vista prospettici e dalla metamorfosi continua dello spazio. (...) Tristan Tzara nel manifesto del 1916 aveva dichiarato che Dada è «decisamente contro il futuro», trovando già nel presente ogni sorta di universo possibile. Le azioni urbane compiute all'inizio degli anni Venti dal gruppo parigino che si era formato attorno a Breton sono già lontane dai proclami futuristi. La città dadaista è una città banale che ha abbandonato tutte le utopie ipertecnologiche del futurismo. La frequentazione e la visita dei luoghi insulsi sono per i ...

Seguire l'invito

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"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo. Il flâneur è una persona priva di fede, ma che dà importanza alla condotta. Ferma il passo per prestare attenzione a qualcosa: è questa la sua devozione. Le sue guide sono il caso, le coincidenze, gli attori. Niente gli può risultare più favorevole di un indirizzo sbagliato. La città non fa che mandare segnali per sviarlo e lui segue l'invito. È l'eroe della strada smarrita, il principe della svolta sbagliata, il Don Chisciotte degli incidenti. (Ulf Peter Hallberg, Lo sguardo del flâneur)

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