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Visualizzazione dei post con l'etichetta Mario Giacomelli

Il Maestro è nell'anima.

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"Il Maestro è nell'anima e dentro all'anima per sempre resterà." (Paolo Conte) Questo sabato ho infine trovato il giusto momento. Da mesi mi ripromettevo di andare a vedere la mostra antologica che Roberta Valtorta ha dedicato a Roberto Salbitani negli spazi del Museo di Fotografia Contemporanea di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo . La mostra durerà fino al 6 aprile prossimo e consiglio subito vivamente i miei lettori di non perdere questa occasione per incontrare l'opera di Salbitani. Rimandavo perché io lo conosco Salbitani. Dall'aprile del 1997, quando mi decisi a frequentare un suo workshop a Mogginano sul racconto fotografico. In quell'occasione ebbi pure la fortuna di conoscere Mario Giacomelli, da Salbitani invitato per la domenica. Un'evento memorabile per me. Il resoconto di quel giorno è QUI . Lo conosco e lo incontro ogni tanto Roberto. Qualcosa ci lega, dico io, ma allo stesso tempo la vita ci allontana. Ogni volta il piacere d...

Il bambino di Mario.

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La notizia è che Simona Guerra ha dato un nome e un cognome al famoso " Bambino di Scanno ". Sì, quello dell'immagine che rese celebre nel mondo della fotografia artistica l'italiano Mario Giacomelli perché il mitico curatore del MoMA di New York, John Szarkowski , se ne innamorò e la volle, unica fotografia italiana esposta, nella mostra The Photographer's Eye del 1966 . Sulla falsariga della scoperta di Simona Guerra, il giornalista de La Repubblica Michele Smargiassi è andato a trovare il signor Claudio de Cola e lo racconta in un articolo apparso sul suo blog . Tutto per il meglio quindi. Il bambino di allora (1957) è ben vivo, ma sta altrove. La mamma è anch'essa in buona salute, come il padre, e vive ancora a Scanno , paesino degli Abruzzi divenuto in quegli anni Cinquanta uno dei luoghi mitici della fotografia, per via dei suoi abitanti vestiti con abiti tradizionali neri e tanto fotogenici (Persino HCB fotografò qui). Fossero i fotografanti odier...

Ci vediamo da Mario

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©2009 Fulvio Bortolozzo Ne parlavamo l'altra sera con Roberto Salbitani e altri amici durante una bella serata piacentina. Un giorno incontrai Mario Giacomelli e quel giorno segnò un passaggio importante per la mia vita, di uomo e di fotografo. Oggi condivido qui da MOCAMBO quello che scrissi, e mostrai, il giorno in cui Mario abbassò le serrande del suo bar esistenziale. Per leggere, e vedere, basta cliccare sulla foto.

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