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Museo Civico di Cuneo.

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 Museo Civico di Cuneo. Complesso Monumentale di San Francesco ©2024 Fulvio Bortolozzo

Ferrari secondo Michael Mann.

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Visto in una sala con pochissimo pubblico su uno schermo bello grande che dalle prime file ti fa entrare in pieno nelle scene più dinamiche insieme al rombo scatenato dei motori. Direi un ottimo film, molto aderente alla biografia storica di Enzo Ferrari, ben diretto, sceneggiato e recitato, in specie dalla sempre straordinaria Penélope Cruz - stavolta in una parte complessa e davvero molto difficile - e con un attore protagonista molto ben calato nei panni dell'uomo Ferrari. Mi pare che l'aver scelto un momento storico preciso, il 1957, quando Ferrari si gioca tutto sulla vittoria di una sua vettura alla Mille Miglia , sia stata una scelta perfetta. Non tanto per raccontare l'incredibile epopea di una vita dedicata alle corse automobilistiche, che avrebbe richiesto intere serie filmiche di ore e ore, tanto è stata densa di avvenimenti eclatanti, ma piuttosto per mettere l'accento su un nodo esistenziale che appartiene ad ogni umano, sul motivo profondo che porta alcuni...

Un anno di guerra.

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Un anno fa l'esercito della Federazione Russa entrò in Ucraina. Un fatto incontestabile, una premessa indispensabile. La risposta del governo ucraino non fu quella forse immaginata dal Cremlino: una fuga ignominiosa lasciando alla mercé dell'invasore la popolazione. Quella è una specialità italica, Vittorio Emanuele III insegna. Da allora si combatte, si distrugge e si muore in Ucraina. Dalla Seconda guerra mondiale in poi, la morte e la distruzione arrivano sempre anche ben lontane dai fronti di combattimento, ma succede per ora solo in Ucraina. La popolazione della Federazione Russa non è sotto le bombe e non muore di fame. Giusto ieri i governi di quasi metà della popolazione mondiale si sono astenuti o hanno votato contro la risoluzione dell'ONU che chiede l'immediato ritiro delle truppe russe dall'Ucraina. Questi sono semplici fatti di cronaca, comunque la si pensi. Oggi l'idea è che sarà il campo di battaglia a decidere le sorti della guerra. Forse si deve...

Il Treno della Memoria a Porta Nuova.

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Centouno anni dopo la vicenda storica del Milite Ignoto , uno speciale convoglio-esposizione voluto dal Ministero della Difesa è partito da Trieste il 6 ottobre e arriverà a Roma il 4 novembre prossimo dopo aver toccato 17 capoluoghi di regione. Allestito da Fondazione FS Italiane , il Treno della Memoria è composto da varie carrozze d'epoca, tra le quali quella del Milite Ignoto appunto, restaurate per l'occasione dal Reggimento Genio Ferrovieri , in cui mi onoro di aver servito nell'ormai lontanissimo 1981-82. Al suo interno ospita una mostra didattica decisamente ben realizzata. La Prima Guerra Mondiale, con oltre seicentomila morti e un milione di feriti e mutilati, fu la prima vera tragedia nazionale senza precedenti provocata dall'ambizione bellicistica della nostra classe dirigente imbevuta di una distorta cultura risorgimentale. Nonostante questo, l'elaborazione del lutto collettivo messa in atto con l'iniziativa del Milite Ignoto merita il rispetto do...

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