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Più avanti nel tempo.

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La prima serata del nuovo ciclo di incontri di Phom , stavolta dedicato al rapporto tra fotografia e parola , ha visto come protagonisti Giorgio Falco e Sabrina Ragucci, i co-autori dell'opera "Condominio oltremare", della quale ebbi già modo di scrivere su questo blog. Trovate il post QUI . Certamente ha ragione Marco Benna, il boss di Phom, quando dice che scopo degli incontri è quello di sentire dalla viva voce dei protagonisti quale sia la loro esperienza delle cose e il senso che pensano possa e debba avere ciò che fanno. Nel caso di Falco e Ragucci è stato proprio così. Avevo già espresso delle perplessità sulla coesione, a mio avviso mancata, tra le parole del romanzo breve di Giorgio Falco e le 59 fotografie di Sabrina Ragucci che vi si innestano in vario modo all'interno, con l'intenzione di creare un controcanto, un "innesco" come dicono loro, qualcosa in grado di espandere l'effetto delle parole e di introdurre ulteriori sfumature di...

Selettive e incomplete.

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©1974 Robert Adams. C'è un aspetto paradossale nel modo in cui le fotografie documentarie  interagiscono con  il nostro concetto di realtà. Per poter funzionare in quanto documento, devono innanzitutto persuaderci del fatto che stanno descrivendo il soggetto in modo accurato e oggettivo. Il primo obiettivo è convincere l'osservatore che sono veri e propri documenti, che il fotografo non ha fatto ricorso a immaginazione e pregiudizi ma ha esercitato  la propria capacità di osservazione e descrizione. Il documento fotografico ideale dovrebbe dare l'impressione di essere senza autore e artificio. Malgrado la loro verosimiglianza, però, le fotografie restano delle astrazioni: le informazioni che offrono sono selettive e incomplete. Lewis Baltz Incipit della recensione del libro di Robert Adams, The New West, Landscapes Along the Colorado Front Range (1974), in Art in America , marzo-aprile 1975.

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