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Pensare per immagini.

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Prendere una fotografia oggi è più semplice che mai. Si riduce tutto a puntare un congegno verso la direzione di ciò che si desidera prelevare e premere il pulsante di scatto. Gli automatismi producono un risultato nella maggior parte dei casi sufficiente, entro i limiti di funzionamento previsti dal produttore del congegno ovviamente. Questa semplicità genera mostri. La riduzione dei tempi di realizzazione aumenta le prese inutili. Numeri sempre più elevati di file irrilevanti si accatastano nelle schede di memoria e poi negli hard disk. Qualcuno pensa di sfuggire al fenomeno tornando al sistema chimico. Numeri meno elevati di pellicole e stampe si accatasteranno allora nei cassetti, ma la selezione data dalla procedura più lenta e complessa non comporterà necessariamente una migliore qualità dei risultati. Non penso vi sia nessun rimedio tecnologico all'indispensabile precondizione di imparare a pensare per immagini .

Uno strano specchio in forma di finestra.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Più che con il disegno o la pittura, con una fotocamera si mette in atto un'azione che origina da ciò che si è in grado di percepire. La percezione è un'attività molto complessa che impegna a fondo il cervello umano. Nella percezione rientrano anche i pensieri. Se una cosa puoi pensarla allora puoi percepirla. Riconoscerla. Termine ultimo del percepire è difatti il riconoscere, portare a livello di coscienza qualcosa e quindi averne consapevolezza. Il semplice abbandonarsi al flusso visivo degli occhi non produce nulla di tutto questo. Deve intervenire una scelta, una soglia di attenzione va superata. Qui iniziano, e finiscono, le possibilità del fotografico. L'azione tecnica che ne consegue rispecchia ciò che il fotografante è in grado di pensare: se hai pensieri banali farai fotografie banali. In questo senso, una fotocamera è davvero uno strano specchio in forma di finestra. .

Un certo disprezzo

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©2011 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi . Per fare qualcosa di nuovo, si deve conoscere la tecnica, ma bisogna anche confidare nel caso, che può essere la manifestazione di leggi o di forze ignote. La tecnica è subito evidente, il nuovo spesso è invisibile. Avere delle idee precise, va bene; non averne, va ugualmente bene. Se non avete idee, non accontentatevi di una buona tecnica; un certo disprezzo per la vostra abilità può proiettarvi verso il nuovo. Man Ray, Sulla Fotografia. .

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