Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Algirdas Julien Greimas

Noi siamo storie.

Immagine
"Noi siamo storie" Pietro Benna, 24 luglio 2019. L'autore della frase qui sopra è un bambino di 4 anni e qualcosa  figlio di Marco Benna, mancato il 25 ottobre scorso. In questa frase c'è tutto quello di cui ho avuto modo di discutere con Marco. Lui, intellettuale a tutto tondo, profondamente coinvolto nel mondo di Algirdas Julien Greimas e le ramificazioni semiologiche conseguenti, io totalmente immerso nel liquido amniotico dell'iconografia. Lui partiva dal racconto, io dall'immagine. E discutevamo di fotografie. Non cercando di convincerci a vicenda. Un cremonese e un veneto possono certamente parlarsi, ma non sono in grado di far spostare l'altro di un millimetro da ciò che pensa di sapere. Pur tuttavia, la necessità di alimentare il dialogo portava inevitabilmente alla precisazione, all'approfondimento, alla verifica. Oggi tutto questo è finito. Sento la sua voce nella testa, sento che ci sono questioni ancora da affrontare, aspetti da...

L'attesa dell'inatteso

Immagine
©2011 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi . Una vita arrangiata in tal modo — che fa pensare a quel giardiniere giapponese che ogni mattina dispone diversamente le pietre e la sabbia del suo giardino — potrebbe allora produrre, con un "nonnulla", l'inatteso quasi impercettibile che annuncia una nuova giornata. Così, attraverso una riduzione del tempo – non conservando che l'effimero — attraverso una riduzione dello spazio — non accordando importanza che ai frammenti — ci avvicineremmo a poco a poco all'essenziale, restando completamente nell'ordine materiale. Costruire sulla sabbia non è forse coltivare l'attesa dell'inatteso? Algirdas Julien Greimas, Dell'imperfezione. .

ARCHIVIO

Mostra di più

HASHTAG

Mostra di più