Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Ando Gilardi

In compagnia di Godot.

Immagine
Dal 1839 uno spettro si aggira per l'Europa e non solo. No, non è il comunismo, ma oggi preoccupa molto di più, perché quello è storicamente defunto, mentre la fotografia, ribelle ad ogni religione visiva, incontrollabile dalle gerarchie, conosce una crescita sempre più esponenziale nella sua pratica e diffusione. Nulla sembra poter fermare il fotografico. Travolge professioni, tradizioni, classi, ogni possibile argine culturale, politico, economico. Non resta che un'ultimo baluardo, forse insormontabile: la legalità. Nasce nei consessi più preoccupati di difendere la loro supremazia sociale, non importa di quale natura essa sia, la necessità di nascondersi dietro delle leggi che imbriglino, e finalmente dominino, questo cavallo selvaggio. Come ai tempi di Al Capone negli States, oggi in Europa si briga per far approvare leggi sul diritto all'immagine che impediscano fino allo strangolamento l'uso libero di una fotocamera e dei suoi derivati. La scusa è quella e...

Il libero arbitrio nel mirino.

Immagine
©2010 Fulvio Bortolozzo. Ripubblico qui con grande piacere il testo critico che Nello Rossi ha voluto dedicarmi su Facebook. Il libero arbitrio nel mirino. (Cartoline a Ponzone) Quello che colpisce subito, guardando le belle immagini di Fulvio Bortolozzo, è l'omogeneità dello sguardo di chi le ha prelevate, che è come dire che si riconosce lo stile: cosa non comune, quando l'immagine è prelevata da un apparecchio fotografico. Come ho scritto commentando " Appunti per gli occhi (2009-2011) ", l'album di immagini che Fulvio Bortolozzo ci ha permesso di sfogliare il 16 dicembre 2013 in Whe Do the  Rest , io lo conoscevo quasi esclusivamente per i suoi suggestivi "notturni", di cui due nuovi, visti nella raccolta di immagini, mi hanno attratto particolarmente, richiamando alla memoria, come spesso mi accade, altre immagini manuali egualmente suggestive. L'immagine notturna di una via di Torino si è subito legata ai tanti apparentement...

Il Manifesto dei ComunAndi

Immagine
Una foto per Ando , "Doppia Camera", Fulvio Bortolozzo, 2012. Dopo aver mandato una mia fotografia per il previsto slide-show , non potei poi partecipare alla giornata dedicata ad Ando Gilardi del 22 luglio scorso, organizzata a Ponzone  (AL). Mi dicono che l'evento fu un successo e non ne dubitavo, visto l'entusiasmo che sapevo vi stava mettendo un mio amico di quelle parti: Andrea Repetto . Ora ricevo da lui, e sottoscrivo con vero piacere, il Manifesto in dodici punti che venne riproposto per l'occasione. I ComunAndi  1) Sono lavoratori e studenti: senza distinzioni di genere e di credo.  2)  Usano la luce come materia prima, ma non sono solo fotografi.  3) Schiacciano il bottone, ma fanno anche il resto.  4) Conoscono molto bene la storia dell'evoluzione dei procedimenti per fabbricare immagini, dalla Preistoria a oggi... e oltre.  5) Distinguono l'immagine unica da quella multipla.  6) Usano le istantanee come nodi al faz...

Ciao Ando!

Immagine
© Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi. Tutti i diritti riservati. Ho avuto la fortuna di leggerti tanto e in tanti posti. Persino ultimamente di scambiare pensieri con te sul blog di Michele Smargiassi e su Facebook. Sei parte del mio pensare, ti porto nella mente. Le cose che dico e insegno contengono idee che tu mi aiuti a precisare. Non sei morto nella mia mente. Il corpo, si sa, prima o poi ci tocca lasciarlo, ma le idee no, quelle corrono libere finché ci sarà una mente umana in grado di contenerle. Il tuo testimone ora è nelle mani di chi respira ancora. Passerà per molti, moltissimi altri respiri, anche di quelli che non sono nemmeno stati concepiti. Grazie Ando e arrivederci, prima o poi. Pubblico qui di seguito "il testo migliore della tua vita" che hai scritto in occasione del 90° compleanno. 8 giugno 2011 Oggi compio 90 anni e questo è il testo migliore della mia vita e posso e pare uno scherzo diffonderlo nella scrittura di 1.300.000 di uomini … Non...

ARCHIVIO

Mostra di più

HASHTAG

Mostra di più