Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Modernismo

La contemporaneità del fotografare.

Immagine
Una riflessione utile riguardo alla pratica fotografica è quella sul rapporto con la contemporaneità. L’idea del contemporaneo si afferma attorno alla fine degli anni Sessanta nei vari ambiti culturali come attività di critica e superamento del Modernismo. Non si tratta quindi solo e semplicemente di una fase storica e cronologica. Non basta prendere fotografie adesso perché esse siano automaticamente contemporanee. Perché lo siano veramente è necessario che si pongano in antitesi al Moderno, proponendo soluzioni di altra natura formale e concettuale. Tuttavia nell’ambito della cultura fotografica nostrana, le questioni non vengono quasi mai poste in questi termini. Nella norma, ci si riferisce al fotografare usando come metodo i “generi”, suddividendo cioè la pratica in filoni iconografici con loro precise regole di funzionamento, facilmente comprensibili a chiunque. Per decenni poi è stata adottata la suddivisione tra fotografia amatoriale e professionale, attribuendo a ciascuna...

La Mole del Pittorialismo.

Immagine
Al Museo Nazionale del Cinema di Torino è aperta, fino al prossimo 8 maggio, la mostra fotografica Tonalità tangibili. Peretti Griva e il pittorialismo italiano. Dalle collezioni del Museo Nazionale del Cinema . La cura dell'esposizione è condivisa tra Marco Antonetto e Dario Reteuna, mentre la cura della sezione D.R. Peretti Griva è di Giovanna Galante Garrone. Le stampe fotografiche sono ben 250, tutte originali vintage , purtroppo come al solito messe sotto vetro con quello che ciò significa in termini di riflessi. Le sezioni sono tre. La prima, dedicata a Peretti Griva, è posta in un allestimento separato nella sala principale del Museo ed è accompagnata da un breve video in cui Italo Zannier fornisce qualche indicazione critica. La seconda sezione si snoda sulla Rampa Elicoidale che sale intorno alle volte e certamente lo spettacolare colpo d'occhio sull'insieme contribuisce a rendere particolarmente gradevole questa parte della visita. Lungo il percorso, che...

Quello più autentico.

Immagine
Nel giorno di San Valentino chiude la prolungata mostra della GAM di Torino dedicata a Claude Monet (1840-1926) con opere provenienti dalla collezione del Musée d'Orsay di Parigi. Dello straordinario successo di pubblico si è già molto detto e scritto. Come tutti i successi esageratamente nazionalpopolari lo snobismo di chi pensa di saperla più lunga, disgraziatamente me incluso nei momenti peggiori, scatta immediatamente a declassare il fenomeno. Turismo museale da vecchie zie, spaccio strumentale di opere trite e ritrite, politica dello sbigliettamento facile e via così di denigrazione in denigrazione. Invece devo ammettere, dopo aver ceduto in extremis al non voler aver torto per assenza, che l'organizzazione, la curatela torinese, l'allestimento del percorso espositivo  la disposizione delle sale e l'apparato didascalico sono stati all'altezza dei migliori esempi internazionali. Un connubio davvero felice tra divulgazione e serietà scientifica, almeno p...

ARCHIVIO

Mostra di più

HASHTAG

Mostra di più