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Già scrivendone scompare.

Immagine
Vedi, una cosa affascinante delle immagini è che sfuggono alle categorie del ragionamento razionale, base della conoscenza intellettuale e scientifica. L'immagine, anche quella fotografica, è o non è. Funziona o no. L'autore è un tramite, felice quando riesce a farla funzionare. Spesso è incolto, impreparato, ma sensibile e intuitivo abbastanza da provare e a volte riuscire. Dopo, a cose fatte, si può dissezionare il cadavere alla ricerca della sua biologia, ma il succo, la famosa "anima", non c'è. Ecco perché le immagini sono sfuggenti, e le migliori ancora di più. Non c'è percorso analitico che tenga. Non è l'elogio del buon selvaggio e nemmeno il libera tutti ad ogni porcheria autoreferenziale. Si tratta di un piano di conoscenza altro, immediato e sintetico. Già scrivendone scompare.

Eccomi qui.

Immagine
Ogni immagine fisica ed esperibile dagli umani ha origine in loro stessi. Anzì, proprio voler farla uscire dalla sua sede naturale, il corpo umano, è l'intenzione primaria all'origine ogni dipinto, disegno, scultura, fotografia, ma anche pagina scritta e stampata, suono emesso da uno strumento, movimento del corpo danzante, ecc. ecc. Oltre a questa considerazione aurorale, bisogna però far passare la giornata ed arrivare fino a sera. Pur indispensabile, la consapevolezza che la sede delle immagini è in noi non aiuta in nulla a renderle fisicamente esperibili ad altri. Serve una capacità, molti dicono innata, di farlo; di dare cioè forma e sostanza, vita in pratica, alle immagini. Per fare questo ci vuole esperienza, ricerca, fatica, rìpagate solo da una riuscita, almeno parziale. Ci sono problemi tecnici da conoscere e risolvere, questioni linguistiche da superare, faccende concettuali da sistemare. Per questo motivo preferisco, a costo di apparire arido ad alcuni, fa...

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