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Visualizzazione dei post con l'etichetta Libertà

Sotto l'ombra di un bel fior.

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Sono passati settantasette anni da quel 25 aprile 1945. Data simbolo della fine della Seconda Guerra Mondiale in Italia. Una vittoria anche italiana imprevedibile due anni prima. Il 25 aprile 1943 il Quartier Generale delle Forze Armate comunica, tra le altre scarne notizie, che sul fronte occidentale tunisino truppe italiane e tedesche sono im­pegnate in duri combattimenti contro il nemico che ha lanciato all’attacco nuove poderose forze corazzate e di fanteria. Nella notte quadrimotori americani hanno effettuato un’incursione nei dintorni di Napoli facendo danni in misura non grave. A Torre del Greco si deplorano 47 morti e 66 feriti. Un aereo nemico precipitava in mare, colpito dalle artiglierie della difesa, nei pressi di Ispica (Ragusa) nel cui territorio venivano sgan­ciate alcune bombe senza conseguenze. In quel 25 aprile 1943 l'Italia era quindi ancora compattamente fascista e combatteva una guerra insieme alla Germania nazista e al Giappone imperiale contro l'Alleanza ...

Il fiore del partigiano.

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Ho conosciuto un uomo che quand'era ancora un ragazzo (classe 1926), da anni orfano di entrambi i genitori, salì in montagna con i partigiani della 36esima Brigata Garibaldi "Bianconcini" e si trovò a combattere nella durissima Battaglia di Purocielo (10-12 ottobre 1944) nella zona di  Cà di Malanca . Scampato alla morte, si rifugiò oltre le linee alleate. Non fu un caso che avesse scelto di rischiare la vita proprio dalla parte giusta. Già era una persona che amava la libertà. Non avrebbe mai per tutta la sua lunga vita non solo fatto male ad una mosca, ma nemmeno impedito a nessuno di vivere come riteneva meglio per se stesso. Verso i figli, una femmina e 3 maschi, si comportò sempre con amore, seguendoli e aiutandoli con tutto se stesso. Amò anche i nipoti che arrivavano, sempre disponibile e sorridente. Era una persona buona alla quale era facile affezionarsi e così capitò anche a me. Il nostro non fu mai un rapporto tra suocero e genero, ma da "commilitoni"...

La libertà e il pensiero.

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Questo articolo contiene miei pensieri, come tutti i precedenti. Per poterli esprimere qui ho dovuto avere accesso al sistema informatico e quindi alla rete telematica. In essa ho dovuto trovare delle risorse gratuite ove collocarli, in questo caso Blogger di Google. I miei pensieri sono quindi pubblici, nel senso che chiunque abbia accesso alla rete e conosca l'indirizzo può leggerli liberamente e si manifestano per tramite di un potere, quello di accedere alla rete. Però per evitarmi fastidi con la corporazione dei giornalisti ed editori, protetta dalla Legge italiana, c'è in fondo al blog un breve testo che avvisa i lettori del fatto che le parole che leggono qui non sono parte di una testata giornalistica in quanto non aggiornate con periodicità. Sembrerebbe un avviso assurdo e incostituzionale visto che l'art. 21 della Costituzione Italiana recita: " Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mez...

Suca!

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Mi pare ora di dircelo: Voltaire aveva torto. Io non difenderò fino alla morte il tuo diritto di dire qualsiasi cosa ti passi per la testa senza riguardo alcuno per il prossimo. Non è questa libertà di teppismo scritto e disegnato  il valore dell'Occidente da difendere contro la barbarie oscurantista del perbenismo borghese, religioso o totalitario che sia. La satira ha senso quando mette in mano agli oppressi un'arma per difendersi dagli oppressori. "Una risata vi seppellirà" si diceva ai tempi dei miei capelli lunghi e la derisione dei potenti era a volte davvero l'unico modo possibile per opporsi ai loro soprusi, o almeno per non doverli subire in silenzio e basta. Nella storiografia scolastica francese manca certamente un personaggio come Fabrizio Maramaldo , un capitano di ventura divenuto famoso nel 1530 per aver infierito su Francesco Ferrucci, ormai morente e non più capace di difendersi. Maramaldeggiare da allora è l'estremo atto vile dei violenti, ...

Più forte della propria.

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La libertà dell'essere umano è forse l'aspetto che più connota la civiltà occidentale tra le altre del pianeta. Oggi questo diritto fondamentale a decidere di se stessi e del proprio destino è soggetto a sempre più sanguinosi tentativi di soppressione. In apparenza i motivi sono di natura religiosa, nella realtà dei fatti però si tratta dell'eterno conflitto tra la libertà e la forza. Il pendolo della storia oscilla tra l'una e l'altra senza mai trovare il punto d'equilibrio definitivo e mai lo potrà trovare. La libertà difatti  non può essere davvero esercitata senza che l'uso della forza sia messo a sua difesa, come monito a chi osasse minacciarla. Questo accade perché la massima espressione di libertà risiede proprio nella capacità di usare la forza a piacimento, senza che alcuna altra forza, e quindi altra libertà, riesca a impedirlo. I latini la chiamavano "pax romana". Risiede per questo nella libertà stessa il seme che ne può determina...

Ce n'est qu'un début...

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©2001 Fulvio Bortolozzo, dalla serie Punti di scarto. Non penso che la strage al Charlie Hebdo sia un caso isolato. Potrebbero essere isolati gli assassini, forse dei fiori marci di banlieue ghettizzate e fuori controllo, ma temo che sia in atto un cambiamento culturale molto pericoloso. Non a caso ad essere colpiti non sono uomini della politica, delle istituzioni pubbliche, giornalisti d'inchiesta  o militari, ma dei disegnatori satirici. La satira è una componente essenziale della libertà d'opinione e quindi del diritto individuale ad esprimere il pensiero critico, anche quando questo sia particolarmente offensivo verso qualcuno. Ci sono voluti secoli di lotte per rivendicare prima, e ottenere poi, di poter esercitare questo diritto fondamentale senza doverne subire personalmente delle conseguenze mortali. Poteri religiosi, temporali, economici, malavitosi hanno compiuto crimini efferati prima di doversi arrendere all'evidenza che la persona puoi pure ucciderla, m...

Che la festa cominci

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... con l'augurio che il Natale del 2010 sia l'ultimo del declino morale e materiale del Paese. A ormai quasi 150 anni dalla sua nascita come Stato, l'Italia ha bisogno di nuove forze e nuove speranze. Spero che chi oggi ha vent'anni sappia prendere in mano la sua vita e dare inizio a quel riscatto che una parte della mia generazione ha molto desiderato, ma non è riuscita a realizzare. "Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi." Leo Longanesi .

Anime libere

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"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo. L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino. (Charles Baudelaire)

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