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Dedizione senza brama.

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"Dalla tristezza che spesso diventò insopportabile, trovai una via d'uscita per me cominciando a disegnare e a dipingere, ciò che non avevo mai fatto in vita mia. Non importa se ha un valore oggettivo; per me è un nuovo immergersi nel consolamento dell'arte, che lo scrivere non mi dava quasi più. Dedizione senza brama, amore senza desiderio." Hermann Hesse (da una lettera allo scrittore Felix Braun, 1917) Esiste un Hermann Hesse pittore. Non è assolutamente paragonabile allo scrittore fondamentale che fu. Lo sapeva benissimo lui stesso. Tuttavia, a ben guardare, i suoi acquerelli non hanno solo un'importanza biografica e personale. Facevano parte in un certo qual modo di un'autoterapia per la depressione che verso i quarant'anni lo affliggeva con forza. Fu il suo psicanalista di scuola junghiana a consigliargli di "buttare fuori" non con le parole, ma con le immagini gli stati d'animo inesprimibili che lo agitavano. Camminare, nel pae...

Sarò io il prossimo?

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"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo. Ma la Depressione generò la paura. Anche gli uomini d'affari le cui aziende andavano bene, si preoccupavano della situazione generale in Germania; le banche, che pur non incontravano nessuna difficoltà nell'esigere i prestiti, cominciarono a ridurre tutte le assegnazioni di credito. Erano solo gli operai ad essere colpiti direttamente, ma il resto dei cittadini, ossessionati dalle facce tese dei disoccupati, si chiedevano: "sarò io il prossimo?", "quando finirà?"; e poiché risposte chiare non ce n'erano, la disperazione crebbe. In questa situazione cominciò a farsi sentire la voce dei nazisti. (William Sheridan Allen, Come si diventa nazisti)

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