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L'ultima luce.

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Thomas Weski: Che cosa l'ha spinta a fare quelle fotografie? Robert Adams: Il piacere. La luce era irresistibile. Una volta, al termine di una lunga giornata estiva trascorsa a fotografare, ricordo di essermi ritrovato talmente esausto per aver cercato di cogliere l'ultima luce sui sobborghi da non essere neppure in grado di usare la macchina fotografica. E mi chiesi quando mai la luce sarebbe stata ancora così. Dalla seconda edizione di The New West. (pag.76)

Selettive e incomplete.

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©1974 Robert Adams. C'è un aspetto paradossale nel modo in cui le fotografie documentarie  interagiscono con  il nostro concetto di realtà. Per poter funzionare in quanto documento, devono innanzitutto persuaderci del fatto che stanno descrivendo il soggetto in modo accurato e oggettivo. Il primo obiettivo è convincere l'osservatore che sono veri e propri documenti, che il fotografo non ha fatto ricorso a immaginazione e pregiudizi ma ha esercitato  la propria capacità di osservazione e descrizione. Il documento fotografico ideale dovrebbe dare l'impressione di essere senza autore e artificio. Malgrado la loro verosimiglianza, però, le fotografie restano delle astrazioni: le informazioni che offrono sono selettive e incomplete. Lewis Baltz Incipit della recensione del libro di Robert Adams, The New West, Landscapes Along the Colorado Front Range (1974), in Art in America , marzo-aprile 1975.

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