La sostanza di ciò che si vede.
Di recente sono finalmente riuscito ad andare a vedere la mostra personale di Armin Linke al PAC di Milano . Le mie aspettative erano guidate da una scarsissima conoscenza dell'autore, del quale trattenevo nella mente ben poche cose: mi aveva colpito, un decennio fa, la freschezza del suo lavoro all'interno della collettiva 6 x Torino ; avevo navigato una volta il suo sito congegnato con un'innovativa formula di massima libertà di selezione e accostamento; ogni tanto incontravo sue fotografie sulla rete e sulle riviste che mi sembravano improntate ad una certa rigorosa qualità internazionale di derivazione teutonica, ma non troppo, e in ogni caso sempre interessanti. Carico, o meglio scarico, del mio povero bagaglio varco la soglia del PAC e mi trovo di fronte ad un apparato di una complessità impressionante. Invece della personale di un fotografo, mi trovo proiettato in un'installazione site specific che vede coinvolti ben due curatori, Ilaria Bonacossa e Philipp...