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Visualizzazione dei post con l'etichetta ready-made

Incomprensione critica dell'atto fotografico.

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La pratica del ready-made , nata con la quarta avanguardia in un artista solo ( Marcel Duchamp ), consiste nel decontestualizzare oggetti comuni per rivelarne inattese occasioni di esperienza estetica, e quindi di senso. Non può però funzionare davvero se prima non si identifica con accuratezza il contesto da cui quegli oggetti provengono. La macchina fotografica è un potente apparato di osservazione che contiene già nelle sue logiche di funzionamento una sorta di identificazione automatica dei contesti nel momento stesso in cui, agendo, ne decontestualizza ciò che di visibile trasferisce in forma di traccia ottica. Un robot duchampiano alla portata di tutti insomma. Per questo motivo, l'idea che prima di tutto sia opportuno rintracciare l'intenzione del fotografante è essenziale per avviare una piena comprensione del suo atto. Troppo facile sarebbe difatti sommergere l'immagine fotografica di ipotesi arbitrarie, sovente di derivazione letteraria, che finiscono per...

Il gesto fotografico.

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Per la prima volta dall'apertura di questo blog cedo la parola ad un'altra persona: Massimo Tranquillo . Mi ha scritto stamattina chiedendo un parere su una questione, direi, cruciale. Condivido pienamente le sue idee in merito e quindi, come HCB insegna, gli passo la fotocamera perché stavolta la fotografia me la scatti lui. Caro Fulvio, aiutami a capire perchè in tutte le letture fatte sulla famosissima fotografia di Henri Cartier-Bresson  " Derrière la gare de Saint-Lazare " non si fa nessun cenno alle condizioni in cui fu eseguita la foto e cioè al fatto che si tratta di un'immagine ottenuta per caso, infilando l'obiettivo in un buco stretto di una staccionata. Non mi riferisco alla nota sul fatto che sia l'unica fotografia tagliata in camera oscura perchè si vede il bordo del legno. Lo stesso autore, abbastanza divertito, dice in una video intervista che si tratta di un caso, una foto fatta letteralmente alla cieca. Ora, comprendo benissimo...

Smettere è molto difficile

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©2010 Fulvio Bortolozzo -  dalla serie Appunti per gli occhi . In questi ultimi anni si è cercato spesso di avvicinare la fotografia documentaria — quella che pretende di limitarsi a pure constatatazioni — al ready-made artistico dal momento che il gesto dell'artista sembrerebbe in entrambi i casi limitarsi all'atto di operare una scelta. Due caratteristiche distiguono tuttavia la fotografia documentaria dal ready-made, apparentandola piuttosto, come afferma Evans, all'arte della collezione. In primo luogo, allontanandosi dalla ricerca dell'indifferenza estetica auspicata da Duchamp, essa mantiene un elemento di gusto come criterio di selezione: il fotografo come il collezionista , ammassa e mostra solo oggetti che gli interessano (...) . In secondo luogo, la fotografia documentaria, sforzandosi sempre di costituire un dispositivo di relazioni, si fonda, contrariamente al gesto di Duchamp, sulla quantità. Evans stesso ha sottolineato l'aspetto compulsivo d...

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