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Visualizzazione dei post con l'etichetta Luigi Ghirri

Italo Cremona alla GAM di Torino.

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L'allestimento della mostra è ben studiato e coinvolgente. L'opera di Italo Cremona può venire avvicinata con la necessaria attenzione. Certamente non è un artista in grado di smuovere le masse adoranti, ma se si coltiva una propria curiosità e sensibilità per la pittura figurativa, la soddisfazione è davvero notevole. Molto interessante anche l'aggiunta finale di alcuni collegamenti possibili con altri artisti, inclusi fotografi come Gabriele Basilico e Luigi Ghirri. Qui le info: https://www.gamtorino.it/it/evento/italo-cremona/ ©2024 Fulvio Bortolozzo

Un'immagine possibile.

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È che in effetti, sembra che sia tutto già superato da quello che si chiama mondo della simulazione, che tutto abbia bisogno del prefisso post o iper, e che il mondo del frammento, delle libere associazioni, della schizofrenia, dell'indifferenza e del paradosso, siano già esauriti e che siamo entrati in una era dello sguardo pornografo, divoratore, insaziabile, dove non esiste più nessuna narrazione, proprio perché tutte le narrazioni sono possibili: nemmeno nel mondo dei mondi del filosofo Blumenberg, ma nello spazio in cui non sembra più possibile riattivare il nostro desiderio di cercare un'immagine possibile, una immagine che possa produrre su di noi ancora meraviglia o stupore. E questo non mi ricorda lo spazio tutto accelerato o visionario della fantascienza, il futuro, ma il torbido, inestricabile, asfissiante fondo di una palude di pantano. Luigi Ghirri (1987) Niente di antico sotto il sole, scritti ed interviste 1973-1991. Pag.180.

Un linguaggio per vedere.

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Ho sempre ritenuto che la fotografia fosse un linguaggio per vedere e non per trasformare, occultare, modificare la realtà. Ho lasciato che fosse la sua magia a rivelare al nostro sguardo gli spazi, gli oggetti, i paesaggi che voglio rappresentare. Aforisma estratto da "L'opera aperta", breve testo scritto da Luigi Ghirri nel giorno di martedì 30 ottobre 1984. (Niente di antico sotto il sole, Scritti e interviste 1973-1991, Quodlibet 2021) Come ogni citazione, e questa campeggia in recenti allestimenti espositivi dedicati a Luigi Ghirri, il rischio è sempre quello di finire per fraintendere il senso pieno del ragionamento, semplificandolo in una ricettina buona per tutti gli spuntini graditi a ciascuno. Sono passati quasi esattamente 37 anni da quel testo e molta acqua è passata sotto i ponti del fotografico. Grazie anche all'avvento del digitale prima e di Internet poi, oggi si può meglio comprendere come tra vedere e f...

Un gioco di specchi e di parole.

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Kodachrome è il marchio di una pellicola famosissima, la prima pellicola a colori che sia stata brevettata. Ho voluto quindi sottolineare l'oggetto di lavoro. Ma si trattava, soprattutto, di un'analisi delle immagini di fruizione pubblica, visibili lungo la strada, dentro i negozi, sui cartelloni pubblicitari. Negli anni le avevo scomposte, sicuramente alludendo al meccanismo del fotomontaggio, ma con una precisa attenzione nei confronti di un problema particolare, di una relazione specifica: quella dell'immagine che diventa realtà, della realtà che diventa immagine, per cui l'immagine all'interno della realtà diventa fotomontaggio della realtà stessa. Era un gioco di specchi e di parole. Luigi Ghirri Lezioni di Fotografia, pag. 63. 

Sempre le stesse foto.

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In We Do The Rest , il gruppo che gestisco su Facebook, è stata condivisa la notizia di un progetto in corso a livello europeo di indagine sul paesaggio urbanizzato da parte di un collettivo di quattro fotografi. Le foto di esempio avevano per soggetto cavalcavia, lampioni, strade, ecc. Uno dei componenti del gruppo ha sbottato con il commento: " Basta sempre le stesse foto. " La risata sorge spontanea. Davvero su certi temi, come quello del paesaggio urbano, sembra che il tempo si sia fermato. Il diluvio di imitatori dell'iconografia scritta su qualche pietra sacrale dalla generazione dei New Topographics pare non riuscire ad avere fine. Anche nella versione italica, nata dalla chiesa di San Luigi Ghirri, non si scherza mica. Penso che si debba davvero iniziare una riflessione, questa sì collettiva, su possibili nuove iconografie di quell'ossimoro che è il paesaggio urbano . Non per altro, ma perché è passato quasi mezzo secolo e il pianeta ha cambiato di molt...

REST QUEST: Michele Vittori.

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©2012 Michele Vittori, dalla serie China Cities . Come si intitola la serie pubblicata su REST e di quante immagini è composta? La serie pubblicata su Rest si intitola China cities ed è composta da un corpo di 30 immagini Quali intenzioni ti hanno guidato nell'impostazione della serie? La serie nasce dall’esplorazione del nord della Cina con un viaggio partito dalla capitale, Pechino.  Considero questo lavoro uno spartiacque nel mio approccio alla fotografia dove per la prima volta ho voluto concentrare il mio interesse sul rapporto tra l’uomo e i luoghi che abita. Quali procedure di ripresa e post produzione hai seguito? Lavoro in digitale e non seguo particolari procedure in post per alterare lo scatto, cerco di valorizzare la composizione per arrivare ad una visione personale coerente. Qual è in breve la tua storia nel fotografico? Inizio con la fotografia a 27 anni, seguendo diversi corsi che inizialmente mi portano a fotografare con un approccio piu fotogiornali...

Bisogna prendere e sprecare tempo.

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" Ho imparato molto dai fotografi, prima di tutto la modestia. Lo stare ore a guardare qualcosa. A un certo momento mi è venuto proprio un rigetto nei confronti dei letterati, i quali portano con sé questa tradizione falso-umanistica del dire le grosse frasi, dell’usare i grossi aggettivi. Tutte cose che ho sempre aborrito. Quando ho iniziato a collaborare con Ghirri, Basilico, Barbieri e tanti altri fotografi, e insieme abbiamo realizzato il libro sulla Val Padana, ho scoperto un modo di lavorare diverso, che non si concentrava tanto sulla precisione del fatto in sé, quanto sul tempo dedicato all’osservazione, alla proiezione immaginativa sulla cosa vista. Non a caso gli eroi di Luigi Ghirri erano i personaggi dei quadri di Friedrich, con la schiena voltata, intenti a contemplare qualche misteriosa lontananza. Allo stesso modo, per scrivere bisogna prendere e sprecare tempo, ozio. Ecco, quello l’ho imparato da loro ". Gianni Celati Dall'intervista di Alessandro Bott...

Luigi e il bambino.

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Ieri ho partecipato al battesimo di un bambino di quasi nove mesi. Per ora ha passato più vita nella sua mamma che fuori, nel mondo. Lì attorno c'erano dei campi arati e dei germogli verdi, teneri. Linee, luce, controluce e nuvole leggere. Casolari sui bordi e in lontananza. A quel punto è arrivato un amico che non ho mai incontrato di persona, ma che mi tiene compagnia da oltre trent'anni. Io pensavo al bambino e lui mi indicava i campi. Già, come al solito, aveva ragione lui. Quei germogli, quelle foglioline, quella luce primaverile, promettente, ma anche inquieta. Freschezza e calore. Il bambino era accoccolato tra i germogli e con loro prendeva il primo sole della sua primavera, la prima davvero. Ora lo vedevo. Questo sa fare un amico con la fotocamera in mano che gira per nel mondo anche per te. Grazie Luigi, continua a indicarmi dove scorre la vita; lì dove sembra che ci siano solo dei campi, ma invece c'è anche il volto sorridente di un bambino che aspetta di esser...

Vedere con chiarezza.

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La possibilità di analisi nel tempo e nello spazio, dei segni che formano la realtà, la cui interezza ci sfugge da sempre, consente così alla fotografia, grazie alla frammentarietà , di essere più vicina al non delimitabile e cioè l’esistenza fisica. Per questo non mi interessano: le immagini e i momenti decisivi , lo studio o l’analisi del linguaggio fine a se stesso, l’estetica, il concetto o l’idea totalizzante, l’emozione del poeta, la citazione colta, la ricerca di un nuovo credo estetico, l’uso di uno stile. Il mio impegno è vedere con chiarezza, per questo mi interessano tutte le funzioni possibili, senza separarne nessuna, ma assumerle globalmente per potere di volta in volta, vedere e rendere riconoscibili i geroglifici incontrati. Luigi Ghirri (dall'introduzione di Kodachrome , 1978)

Cosa si cela dentro Celati.

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Ieri sera è iniziata una breve rassegna gratuita dedicata al cinema documentario di Gianni Celati. Le proiezioni avvengono da Studiobild a Torino e sono curate da Ivan Catalano . Chi intendesse essere presente deve prenotarsi per tempo, i posti sono limitati. La rassegna è stata intitolata da Catalano " Documentari imprevedibili come i sogni ", estrapolando il titolo da un testo di Celati. Il primo film, "STRADA PROVINCIALE DELLE ANIME"(1991 / 58'), mantiene in effetti le promesse risultando del tutto imprevedibile e decisamente onirico. Va subito detto che se è vero che un ipotetico Fantozzi avrebbe ben potuto a fine proiezione alzarsi e pronunciare la famosa battuta della corazzata è altresì vero che la RAI di Angelo Gugliemi dimostrava con progetti come questo un coraggio produttivo e una volontà sperimentale che a distanza di oltre un quarto di secolo lasciano stupefatti se paragonati alla tristissima situazione attuale. Celati mette in atto alcune...

L'equivoco del soggetto.

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©2008 Fulvio Bortolozzo, dalla serie "Un habitat italiano". Lo so, capita anche a me. Quando mi trovo a passare vicino ad un serbatoio d'acqua fatto a torre, con la sua bella testona grande e le gambette sottili, nella mente mi si illumina un nome: "Becher". Se cammino su una spiaggia d'inverno e guardo alle sue strutture balneari in disuso il nome diventa "Ghirri". Potrei andare avanti, ma ci siamo capiti. Curiosamente nel fotografico avviene una sorta di "privativa d'autore" sui soggetti stessi. Non mi appare necessariamente in testa Vang Gogh quando sono in una sala da biliardo o Fontana (Lucio) tutte le volte che taglio qualcosa. C'è un equivoco, uno scambio di attenzione, e quindi di identità, tra il visivo fotografico e il soggetto che viene ripreso. Come se le cose nascessero solo quando vengono fotografate e la paternità di questa nascita fosse di chi per primo le ha prese con la fotocamera e ridotte ad immagini di ...

Guardar per terra.

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Alla Triennale di Milano è ancora visibile fino al 9 novembre prossimo la mostra Nessun luogo. Da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri . Accompagna la mostra un libro omonimo edito da Skira con saggio di Arturo Carlo Quintavalle. L'operazione è ambigua. Sotto le spoglie di un recupero culturale importante, quello del Ghirri che fotografava per Guerzoni quando non era nemmeno lontanamente il Ghirri che poi sarà, si cela a mio parere l'ennesima operazione di marketing sui resti lasciati dal fotografo scomparso precocemente nel 1992. Quelle fotografie fatte da Luigi Ghirri saltano fuori solo ora dall'archivio privato di Guerzoni, dove erano conservate come materia prima in parte non utilizzata per le sue opere d'artista, perché Luigi Ghirri, l'amico che all'epoca gli forniva la competenza fototecnica, proprio in questi anni, con colpevole ritardo aggiungo io, ha preso finalmente la patente ufficiale da " artista ", assegnata dagli add...

Da Ghirri ai ghirrini.

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©2014 Fulvio Bortolozzo, dalla serie "Appunti per gli occhi". Da qualche giorno tra i blog di fotografia che seguo più assiduamente mi è apparsa una specie di ola , di quelle che si vedono sugli spalti alle partite dei Mondiali di calcio. La vedo iniziare da Michele Smargiassi il 18 giugno scorso con un post intitolato " Considerazioni di un idiota sulla foto d'arte " , prosegue il 21 giugno con " L'equivoco ghirriano " di Efrem Raimondi e la vedo arrivare dalle mie parti oggi con il post " La soglia " di Enrico Prada. Non resisto quindi all'idea di alzarmi anch'io in piedi per consentirle di andare oltre, se qualcun altro vorrà raccogliere questa espressione spontaneista di festosa partecipazione. Conosco l'opera di Ghirri fin quasi dal suo inizio. Nel senso che, inconsapevole giovincello pastrocchiante con le fotocamere per tirarne fuori qualcosa di "mio", mi imbattei nell'edizione fresca di stampa di ...

Questo Paese.

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©2013 Giancarlo Rado. Diego Rizza, la moglie Anna Zurek , il figlio Tomek e Savanna ritratti in Malga Fossernica di Dentro , Caoria, Trentino, prima della chiusura dell'alpeggio estivo. Gli aggiornamenti del progetto sono  QUI Questo Paese Osservazioni fotografiche nell'Italia contemporanea A cura di Fulvio Bortolozzo Fotografie di: Antonio Armentano, Roberto Bianchi, Sandro Bini, Nino Cannizzaro, Luca Capello, Ilenio Celoria, Domenico Cipollina, Carlo Corradi, Claudia Corrent, Benedetta Falugi, Paolo Fusco, Mauro Thon Giudici, Salvatore Lembo, Andrea Lombardo, Luca Migliorini, Luca Moretti, Gaetano Paraggio, Mattia Parodi, Bruno Picca Garin, Giancarlo Rado, Mattia Sangiorgi, Tiziana Sansica, Franco Sortini, Giacomo Streliotto, Rodolfo Suppo. Gli aggiornamenti del progetto sono QUI Questo Paese vuole portare alla fotografia di paesaggio italiana un contributo proveniente dall'esperienza sociale della rete. Il progetto nasce difatti all'interno del grup...

A zonzo per Reggio.

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©2014 Fulvio Bortolozzo . Come un bambino. Così, senza altro filo che lo svolazzamento leggero qui è là. Bello, che schifo, boh. Il festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia, giunto alla IX edizione, l'ho visto come ho potuto nelle poche ore di una scappata domenicale. Troppo poco per potermi permettere ora di pontificare qui su cosa vada o non vada. Evitiamocelo quindi. Però, qualche appunto emozionale, qualche svolazzo di pensiero m'e rimasto e come mi esce lo confido ai miei manzoniani lettori. Un senso iniziale di ripetizione. Si va a San Pietro, si compera il biglietto forfettario, poi si comincia dalla punta dell'iceberg: Luigi Ghirri. Di Ghirri avevo visitato la mostra Project Prints allestita alla Manica Lunga del Castello di Rivoli un paio d'anni fa. Con delle cose indubbiamente da rivedere, dava però conto di un percorso autoriale usando un apparato allestitivo e didascalico davvero ben fatto. Penso che anche chi non conosceva proprio nulla del...

Gnam!

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Succede che mi trovo con una piccola gommosetta, una di quelle gelatine morbide morbide, ed è fatta come una minuscola reflex. Molto buffa. La metto sul tappettino del mio mouse che se ne arriva da Amsterdam. Sul tappettino c'è riprodotto il dipinto di Van Gogh della stanza di Arles. Ne esistono tre versioni di quel dipinto. Le altre due sono a Parigi e Chicago. Vincent mi ha sempre provocato emozioni forti, fin da bambino. Questa stanza l'avevo, malamente, copiata alle medie. Mi piaceva tanto per i colori, ma anche per la prospettiva sbagliata delle cose che si vedono, soprattutto le sedie. Mi pare che ci stia bene la gommosetta sopra. Rossa, come spesso piacciono a me le cose, in mezzo al giallo, all'arancio, all'azzurro. Massì, ci faccio una foto. Curioso gioco di specchi e di senso. Questa del tappettino è una riproduzione fotografica stampata su tela. Anche quello che copiavo alle medie non era il dipinto originale, ma una riproduzion...

Un'idea della trasparenza.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Noi adoperiamo oggetti e materiali trasparenti. Il disegnatore usa la matita, che non è trasparente, mentre la fotografia è un materiale che dal punto di vista pratico e tecnico viene costruito attraverso la luce, attaverso la trasparenza. La fotografia non si ferma, non si esaurisce nell'oggetto di partenza, nel soggetto ripreso. Il risultato finale, l'esito che contempla chi fa la fotografia e chi successivamente la osserva è un ulteriore tipo di realtà, ottenuta attraverso strumenti, appunto, trasparenti. La fotografia è un viaggio attraverso queste trasparenze, non solo trasparenza fisica, oggettuale, concreta, ma un'idea della trasparenza. Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia. .

Per un attimo, sorridendo.

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Dal libro "Paesaggio italiano" di Luigi Ghirri, 1989. Oggi pomeriggio a Ivrea ci incontreremo ancora Luigi. Sarà un dialogo nuovo, come sempre. Sono anni che ti interrogo e mano a mano che procedo nella mia esperienza del fotografico le tue risposte sono sempre nuove e provocano nuove domande. Anche stavolta, nel tempo che parlerò e mostrerò ad altri ciò che hai detto e fatto, vivrò l'emozione di cercare di capirti e di riuscirci solo in parte. Un qualsiasi ragazzo di ventidue anni nato il 14 febbraio 1992 è la rappresentazione fisica della distanza che ci separa in questo mondo. Non nel pensiero e nelle opere. Sei sempre là, cammini diversi passi avanti, e a volte guardi indietro per un attimo, sorridendo. .

Ascoltando i tuoi occhi.

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Un momento d'incontro con l'autore che ha profondamente influenzato il pensiero e la pratica della fotografia contemporanea in Italia. Partendo dalle immagini del periodo iniziale, in parte riunite nel fotolibro "Kodachrome" (1978), recentemente ristampato dall'editore inglese Mack , verrà presentato il percorso culturale che portò Luigi Ghirri a sviluppare il suo originale lavoro sul paesaggio italiano, fino alla prematura scomparsa avvenuta il 14 febbraio 1992. Ascoltando i tuoi occhi Incontro con l'opera di Luigi Ghirri A cura di Fulvio Bortolozzo Sabato 25 gennaio 2014, ore 16. Studio Karta, via Gozzano 40, Ivrea. Max 10 posti disponibili. Per informazioni: 349.4264560. .

Permettersi un Ghirri? No, grazie.

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Riproduzione dal fotolibro "Kodachrome" del 1978. Sulla webzine Fotografia Magazine è stata pubblicata il 18 dicembre scorso un'intervista a Eugenio Re Rebaudengo dal titolo " Puoi permetterti di comperare queste fotografie di Luigi Ghirri? " alla quale rimando i lettori che vogliano meglio comprendere i motivi di questo articolo. Qui mi preme solo rispondere alla domanda evocata nel titolo, che fa riferimento all'iniziativa di proporre al mercato collezionistico stampe originali di Ghirri a svariate migliaia di euro ciascuna, contando sulla loro inevitabile rarità, dovuta alla scomparsa prematura dell'autore e alla sua noncuranza in vita delle logiche di tiratura ed edizioni numerate tipiche del mercato di beni d'arte e di lusso. No, non posso permettermelo di comperarle e però anche se potessi non lo farei, proprio per rispetto di Luigi Ghirri che per tutta la vita si era mosso fuori dalle logiche più commerciali del mercato dell'arte. ...

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