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Essere fotografi o essere artisti?

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Giusto ieri ad un incontro istituzionale riservato ad operatori del settore fotografico piemontese, una voce autorevole ha posto per l'ennesima volta la famosa domanda da un milione di dollari: " come si decide se sei un fotografo o sei un artista? ". Al di là del fatto contingente, la questione ha delle conseguenze estremamente concrete. Se sei un fotografo il massimo che ti può capitare è di venire riconosciuto come autore di rilievo nazionale, o persino internazionale, ma con un'orizzonte economico vicino a quello professionale di settore. Se invece sei un artista la musica è un'altra. Cambia il contesto in cui il tuo lavoro verrà inserito, il mercato in cui verrà scambiato e la dimensione economica potenziale a cui potrai sperare di arrivare. Risulta evidente che, secondo il principio lapalissiano più classico, è molto meglio essere artisti che fotografi. Almeno in linea teorica. Nella pratica, la crescita esponenziale dell'offerta di artisti attivi...

Preziosissimo ombelico.

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Ma che bella notizia arriva da New York. Un grande vecchio della fotografia, un monumento vivente, tale Robert Frank , ha accettato che Steidl Verlag , il suo editore tedesco di riferimento, lo omaggiasse con una ampia mostra antologica a bassissimo impatto economico. Tutto è stato fatto per contenere i costi al massimo: le stampe, il montaggio, l'allestimento, persino il catalogo. Pochi dollari di costi e alla fine tutto ciò che è stato esposto in mostra è andato subito distrutto al suo termine, per evitare ogni accaparramento collezionistico da parte dei soliti adoratori di feticci del mercato dell'arte. Ecco il link alla notizia, riportata e ben commentata da un blog amico: https://pensierifotografici.wordpress.com/2016/04/10/robert-frank-e-la-mostra-democratica/ Avercene di artisti così. Invece si assiste anche da noi alla rincorsa dell'oggetto raro e prezioso. Si cerca di vincere la lotteria dell'essere collezionati da quelli che contano , producendo libri e ...

Permettersi un Ghirri? No, grazie.

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Riproduzione dal fotolibro "Kodachrome" del 1978. Sulla webzine Fotografia Magazine è stata pubblicata il 18 dicembre scorso un'intervista a Eugenio Re Rebaudengo dal titolo " Puoi permetterti di comperare queste fotografie di Luigi Ghirri? " alla quale rimando i lettori che vogliano meglio comprendere i motivi di questo articolo. Qui mi preme solo rispondere alla domanda evocata nel titolo, che fa riferimento all'iniziativa di proporre al mercato collezionistico stampe originali di Ghirri a svariate migliaia di euro ciascuna, contando sulla loro inevitabile rarità, dovuta alla scomparsa prematura dell'autore e alla sua noncuranza in vita delle logiche di tiratura ed edizioni numerate tipiche del mercato di beni d'arte e di lusso. No, non posso permettermelo di comperarle e però anche se potessi non lo farei, proprio per rispetto di Luigi Ghirri che per tutta la vita si era mosso fuori dalle logiche più commerciali del mercato dell'arte. ...

MIA 2013, terza edizione.

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Anche quest'anno la creatura di Fabio Castell i propone al mercato del collezionismo fotografico una variegata offerta di autori di ogni provenienza progettuale e stilistica. Oltre 100 le gallerie presenti, 25 gli autori selezionati come proposte MIA , una cinquantina gli editori e sei gli stand, novità di quest'anno, dedicati al supporto tecnico dei collezionisti. Tutti numeri che si ricavano dall'elenco-mappa distribuito all'ingresso. Dopo oltre cinque ore passate a visitare palmo a palmo la fiera, la sensazione è quella di una migliore disposizione dei percorsi, lo scorso anno un poco confusi, il che rende più agevole la visita. L'offerta di opere è generalmente di ottimo livello professionale, con l'ormai straripante uso delle carte pregiate stampate a getto d'inchiostro su formati spesso decisamente grandi e con montaggi raffinati. Dal punto di vista progettuale, a mio avviso è però il caso di fare una riflessione, magari a bocce ferme. Gli autori g...

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