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Visualizzazione dei post con l'etichetta piemonte

L'Ottocento della GAM.

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Rimarrà aperta fino all'11 aprile 2023 l'esposizione di 71 dipinti ottocenteschi selezionati dalla ricca collezione della GAM di Torino . Alcuni mai visti in precedenza e due restaurati per l'occasione, anche con il contributo dell' Associazione Amici della Fondazione Torino Musei . La cura della mostra è del Direttore della GAM Riccardo Passoni e della Conservatrice Capo delle raccolte Virginia Bertone. Quindi si tratta di un'operazione svolta interamente con risorse interne, scelta intelligente per poter coniugare una ripresa dell'attività post pandemica con le ristrettezze sempre maggiori del bilancio a disposizione. L'allestimento è particolarmente riuscito, cosa peraltro tradizionale per le esposizioni temporanee della GAM, ma in questo caso l'aspetto più pregevole è lo studio accurato svolto sulle fonti che ha portato a rivalutare alcune tele e persino ad individuare un tema trasversale legato alla condizione femminile, di particolare interesse ed ...

Le colline di Rodolfo.

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Ebbi modo qualche anno fa di curare una mostra di  Rodolfo Suppo a Villa Gualino , dopo averne scoperto le immagini in una personale del 2008. ( http://borful.blogspot.it/2008/12/un-artigiano-di-valore.html ). L'autore nel frattempo ha proseguito la sua ricerca sul paesaggio, con particolare accento su quello collinare piemontese dei dintorni di dove abita. Ora presenta le sue opere nella galleria comunale di Chivasso . L'inaugurazione è per le 17:30 di giovedì 22 agosto prossimo. Consiglio vivamente a chi potrà di andare a vedere le stampe originali, curate direttamente dall'autore. La luce che riesce a ricavarne è solo sua. Un merito che fin da subito  mi colpì e mi fece apprezzare i lavori che andava realizzando. Pur usando tecnologie attuali riesce difatti non solo a dominarle, ma persino a non restarne esteticamente prigioniero. Le piega perfettamente a tutto ciò che sa, ed è molto pur se lo negherebbe nella sua ritrosa modestia. Questo è, per me, un esempio posi...

I falò del 20 luglio in Val Sangone.

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©2013 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi . Un rito propiziatorio, forse. Nonostante la semplicità dell'evento, i falò alpini, accompagnati da una gradevole serata estiva di luna quasi piena, contengono suggestioni forti. Viene facile far risalire la mente ad epoche antiche, magari mai davvero esistite. Qualcosa di arcaico. Un grande fuoco porta via anche quelli che qui nelle Alpi occidentali piemontesi chiamano "sagrin" ovvero i dispiaceri, i dolori fastidiosi e insistenti che rodono l'anima. Tutti insieme per una serata, mangiando qualcosa portato da ciascuno. Non più tutti abitanti di una borgata, facenti parte di un comune destino, spesso difficile e strappato ai versanti giorno per giorno, ma almeno insieme. .

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