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Visualizzazione dei post con l'etichetta Robert Frank

Il fotografo, la morte e la seconda morte.

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"Robert Frank è morto per la seconda volta" . Ho letto questo post su Facebook il 10 settembre scorso, data della diffusione sulla rete della notizia della sua morte, avvenuta il giorno prima, e dell'ondata travolgente di commozione espressa dalla maggior parte dei miei contatti. Sul momento quella frase mi risuonava sgradevole, persino ingenerosa. Poi, riflettendoci, in effetti se non ci fosse la rete e non avessi letto un quotidiano nazionale fino alle pagine della cultura, per me oggi Frank sarebbe ancora vivo, ma più probabilmente già morto da chissà quanto tempo. Un po' come capita con i nomi famosi dello spettacolo che hanno fatto qualcosa di memorabile tanti anni fa e dopo di allora se ne sono perse le tracce. Robert Frank ha fatto un solo libro: The Americans .  Nel 1955, sostenuto da Walker Evans, fu il primo fotografo europeo a ricevere la borsa di studio annuale della Fondazione Guggenheim per realizzare un suo progetto. Viaggiò per oltre 10.000 chilom...

Preziosissimo ombelico.

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Ma che bella notizia arriva da New York. Un grande vecchio della fotografia, un monumento vivente, tale Robert Frank , ha accettato che Steidl Verlag , il suo editore tedesco di riferimento, lo omaggiasse con una ampia mostra antologica a bassissimo impatto economico. Tutto è stato fatto per contenere i costi al massimo: le stampe, il montaggio, l'allestimento, persino il catalogo. Pochi dollari di costi e alla fine tutto ciò che è stato esposto in mostra è andato subito distrutto al suo termine, per evitare ogni accaparramento collezionistico da parte dei soliti adoratori di feticci del mercato dell'arte. Ecco il link alla notizia, riportata e ben commentata da un blog amico: https://pensierifotografici.wordpress.com/2016/04/10/robert-frank-e-la-mostra-democratica/ Avercene di artisti così. Invece si assiste anche da noi alla rincorsa dell'oggetto raro e prezioso. Si cerca di vincere la lotteria dell'essere collezionati da quelli che contano , producendo libri e ...

Europa, forse.

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©Luca Nizzoli Toetti. Sta per diventare un libro per i tipi dell'editore Postcart di Roma il progetto fotografico Almost Europe di Luca Nizzoli Toetti . La prevendita sta volgendo al termine (30 settembre prossimo) e questo articolo vuole anche dare ai miei lettori l'opportunità di cogliere in extremis i vantaggi del preacquisto. ©Luca Nizzoli Toetti. Non è mia abitudine promuovere fotolibri, bensì semmai recensirli, ma nel caso specifico la regola merita un grande strappo perché Nizzoli Toetti si è imbarcato in un'impresa complessa e molto ambiziosa. ©Luca Nizzoli Toetti. Sulla falsariga dell'epocale The Americans di Robert Frank, e proseguendo nella tradizione, che riconosco anche come mia, delle flâneries evocate da Baudelaire, l'autore percorre dall'esterno quella che viene chiamata la Linea Blu   nella Comunità Europea: il confine verso oriente, un tempo invalicabile. Si muove da Kaliningrad in Russia fino a Istanbul in Turchia.  Anni ...

H prigioniero di CB

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Di recente ho ritrovato un vecchio amico: Henri. Ci eravamo incontrati di sfuggita una sola volta a Parigi, grazie ad un altro mio carissimo amico, nella sua Fondazione a Montparnasse. Lui già molto anziano io ancora troppo giovane, di spirito più che d'età. Non ne seppi approfittare, come in tante altre occasioni. Un modo come un altro per collezionare occasioni perdute. Devo dire che purtroppo all'epoca un poco diffidavo di lui. Tutte quelle sentenze a sua firma che si trovavano ovunque mi irritavano: momenti decisivi, allineamenti ocularmentalcardiaci , ecc. In realtà la sua sarebbe la storia di una mente libera che si è andata riempiendo in gioventù di grandi suggestioni d'arte. Dalle frequentazioni surrealiste ai ripassi storici nelle sale del Louvre. L'incontro fortuito con una macchina fotografica esposta in una vetrina della Canèbiere trasformò Henri in un portatore sano del virus surreale contenuto nello spazio ottico. Dicevo sarebbe perché le mostre che con...

This Must Be the Place, maybe...

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L'ultima fatica di Paolo Sorrentino non mi ha convinto del tutto, anche se sono contento di averla vista. Considerando che non è davvero facile per un regista italiano scrivere e girare un film internazionale senza cadere nel nostro provincialismo, mi pare che il risultato possa essere considerato accettabile, nonostante le note negative siano diverse. A cominciare da alcuni richiami troppo telefonati all'Antonioni anglofilo di Blow Up e in qualche spleen di troppo dal Paris Texas di Wim Wenders (piacevole però il cameo di Harry Dean Stanton ). Tra momenti ironici e pericolosi avvitamenti storici nella Shoah, il film scorre comunque senza perdere il filo, con diversi momenti di buon cinema (il concerto di David Byrne per esempio), anche se con alcune dannose ripetizioni emotive. Il finale abbassa di parecchio la qualità e la tensione narrativa che il film aveva saputo creare, specialmente in tutta la prima parte inglese. L'America di Sorrentino poi, in specie il West, ...

Henri Cartier-Bresson e Robert Frank

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Corsi di fotografia a Torino. L'Osservatorio Gualino presenta due nuovi laboratori di fotografia. HENRI CARTIER-BRESSON PER UN GIORNO Sabato 24 Aprile 2010 ROBERT FRANK PER UN GIORNO Domenica 25 Aprile 2010 In ciascuno dei due workshop, oltre a proporre la visione commentata delle principali immagini realizzate dai due grandi maestri della fotografia, si terrà una sessione pratica di ripresa per dare modo agli iscritti di sperimentare sul campo l'applicazione dei concetti teorici.

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