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Visualizzazione dei post con l'etichetta Lezioni di fotografia

Lacune da colmare.

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Il compito di un fotografo consiste nel capire quante informazioni inserire nell'inquadratura e quante lasciarne fuori. Ciò che viene escluso concede un largo margine all'inganno. Non si tratta esattamente di mentire, ma di plasmare il mondo allo scopo di provocare reazioni diverse. Ho sempre sostenuto che il parente più prossimo della fotografia sia la poesia, per il modo in cui stimola l'immaginazione e lascia allo spettatore delle lacune da colmare. Alec Soth (Estratto di una conversazione con Francesco Zanot, pubblicata da Contrasto nel 2013)

Un gioco di specchi e di parole.

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Kodachrome è il marchio di una pellicola famosissima, la prima pellicola a colori che sia stata brevettata. Ho voluto quindi sottolineare l'oggetto di lavoro. Ma si trattava, soprattutto, di un'analisi delle immagini di fruizione pubblica, visibili lungo la strada, dentro i negozi, sui cartelloni pubblicitari. Negli anni le avevo scomposte, sicuramente alludendo al meccanismo del fotomontaggio, ma con una precisa attenzione nei confronti di un problema particolare, di una relazione specifica: quella dell'immagine che diventa realtà, della realtà che diventa immagine, per cui l'immagine all'interno della realtà diventa fotomontaggio della realtà stessa. Era un gioco di specchi e di parole. Luigi Ghirri Lezioni di Fotografia, pag. 63. 

Da Ghirri ai ghirrini.

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©2014 Fulvio Bortolozzo, dalla serie "Appunti per gli occhi". Da qualche giorno tra i blog di fotografia che seguo più assiduamente mi è apparsa una specie di ola , di quelle che si vedono sugli spalti alle partite dei Mondiali di calcio. La vedo iniziare da Michele Smargiassi il 18 giugno scorso con un post intitolato " Considerazioni di un idiota sulla foto d'arte " , prosegue il 21 giugno con " L'equivoco ghirriano " di Efrem Raimondi e la vedo arrivare dalle mie parti oggi con il post " La soglia " di Enrico Prada. Non resisto quindi all'idea di alzarmi anch'io in piedi per consentirle di andare oltre, se qualcun altro vorrà raccogliere questa espressione spontaneista di festosa partecipazione. Conosco l'opera di Ghirri fin quasi dal suo inizio. Nel senso che, inconsapevole giovincello pastrocchiante con le fotocamere per tirarne fuori qualcosa di "mio", mi imbattei nell'edizione fresca di stampa di ...

Un'idea della trasparenza.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Noi adoperiamo oggetti e materiali trasparenti. Il disegnatore usa la matita, che non è trasparente, mentre la fotografia è un materiale che dal punto di vista pratico e tecnico viene costruito attraverso la luce, attaverso la trasparenza. La fotografia non si ferma, non si esaurisce nell'oggetto di partenza, nel soggetto ripreso. Il risultato finale, l'esito che contempla chi fa la fotografia e chi successivamente la osserva è un ulteriore tipo di realtà, ottenuta attraverso strumenti, appunto, trasparenti. La fotografia è un viaggio attraverso queste trasparenze, non solo trasparenza fisica, oggettuale, concreta, ma un'idea della trasparenza. Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia. .

Continua ad esistere

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©2011 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi . Io invece credevo — e credo ancora — in una differente intenzionalità (...): consiste nel guardare alla fotografia come ad un modo per relazionarsi col mondo, nel quale il segno di chi fa fotografia, quindi la sua storia personale, il suo rapporto con l'esistente, è sì molto forte, ma deve orientarsi, attraverso un lavoro sottile, quasi alchemico, all'individuazione di un punto di equilibrio tra la nostra interiorità — il mio interno di fotografo-persona — e ciò che sta all'esterno, che vive al di fuori di noi, che continua ad esistere anche quando avremo finito di fare fotografia. Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia. .

Anche una struttura vuota

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©2010 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Passi carrai . Non si tratta di un problema di quinte sceniche, il problema è dare un percorso e ordinare lo sguardo in una certa direzione. Elementi che funzionano in questa direzione sono presenti in moltissimi oggetti architettonici, e anche nel paesaggio. Anche una struttura vuota può funzionare come mirino, come un'inquadratura naturale. (Luigi Ghirri, "Lezioni di fotografia ") .

Sembrano dipinti

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©2010 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera) . Cosa significa il pittorialismo in fotografia? Scimmiottare attraverso un'arte un'altra arte. Così facendo la fotografia diventa una specie di pittura di serie B o di pittura fatta con la macchina fotografica, il che non sempre ha esiti straordinari, sia sul piano visivo che sul piano della ricerca. A me interessa invece rapportarmi con la pittura su altri piani. Molti hanno detto che queste fotografie sembrano quadri, ma il problema non è farle sembrare quadri perché sembrano dipinti, bensì rapportarsi con una rappresentazione che ha dei presupposti scenografici di un certo genere. (Luigi Ghirri, "Lezioni di fotografia ") .

Un modo corretto di intendere

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© Fulvio Bortolozzo 2008-2010 - dalla serie Un habitat italiano. Lavoro moltissimo sull'ambiente, ma non sviluppo un discorso polemico, piuttosto un discorso di critica, di critica intesa come nodo dialettico, non come assunto. Io non parto mai con il presupposto di fare o dire male di qualcosa, mi metto in relazione con uno spazio – con un oggetto, con una stratificazione di cose, con uno stridore architettonico – in maniera dialettica, cercando di scavare un pochino più in profondità. Questo è nelle mie intenzioni. È chiaro che c'è sempre, nell'immagine, un impianto scenografico. Probabilmente corrisponde a un mio modo di vedere, ma credo sia anche un modo corretto di intendere l'immagine fotografica. (Luigi Ghirri, "Lezioni di fotografia ") .

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