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Visualizzazione dei post da ottobre, 2023

Un napoletano in Palestina.

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Inutile pensare di risolvere la questione israelo-palestinese con la razionalità e l'empatia umanitaria. Quel pezzo di pianeta maledetto, dove ben tre disgrazie monoteiste convergono, è come un manicomio a cielo aperto in cui gli europei e i loro discendenti d'oltreoceano hanno pensato bene di lasciare che si autoconfinassero persone traumatizzate nel profondo. Per senso di colpa, per cinico scaricabarile, perché di meglio da fare non c'era, comunque milioni di persone che in Europa non potevano più vivere sicure sono scappate lì e si sono messe fin da subito a litigare con quelli che c'erano: musulmani della stessa identica etnia, ché semiti non sono solo gli ebrei. Con il timbro dell'ONU, a trazione "nazioni vincitrici della seconda guerra mondiale", USA in testa, si è permesso di creare una nazione su base etnica e confessionale, ancorché inizialmente laica e persino socialista. Il regalino di compensazione a quelli che già li vivevano da sempre era che

Le stagioni quotidiane.

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Oggi c'era aria di primavera a Torino. La luce era splendente, l'infinito nitido. Un'aria più pulita del solito e un venticello, a tratti più forte ma non freddo, rendevano gradevole il camminare. Tutto perfetto, se non fosse che siamo a fine ottobre, a ridosso del ritorno dell'ora solare. Quest'anno ho proprio potuto percepire che si cambia di stagione in ore, non più a trimestri. Il cambiamento climatico accelera sempre di più. Come il clima, anche la cronaca politica nazionale accelera i suoi cambiamenti. Ormai è del tutto evidente che la novità di questa Presidenza del Consiglio non è nel fatto che il Premier sia donna, e men che meno che sia madre e cristiana. La vera grande novità, che spiazza tutti, compreso il Salvini un tempo dominatore dei social media con la sua agguerrita Bestia , è l'invenzione del Premier influencer . Giorgia Meloni domina la scena con le tecniche portate all'eccellenza da Chiara Ferragni: rendere la propria vita un Grande Fra

L'ipocrisia occidentale ci fa del male.

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Probabilmente l'unica voce sincera e lucida rimasta in Occidente è ormai quella di Papa Francesco. Non a caso, il vicario di Cristo sulla Terra osserva le cose da un punto di vista distaccato che comprende tutta l'umanità e non solo la sua parte privilegiata. In un vortice discendente, sempre più accelerato, l'Occidente sta arrivando a dover rendere conto di tutte le sue colpe storiche plurisecolari in un colpo solo. Questo non significa necessariamente la fine di tutto, ma certo la fine del velo ipocrita che fin qui ha steso sulle sue azioni peggiori. Una parte sempre più consistente dell'umanità, che si va aggregando attorno al nucleo originario dei BRICS, comincia seriamente ad organizzarsi per poter fare a meno dell'Occidente e della sua economia predatoria. Queste nazioni, in gran parte governate da regimi autoritari, teocratici o da democrature, ma non solo, convergono nel cercare una via di sviluppo economico autonoma, nel tentativo di sganciarsi progressivam

Il mondo a due dimensioni.

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Sto seguendo gli eventi bellici attuali, in Ucraina soprattutto, attraverso il lavoro di approfondimento svolto da alcune figure indipendenti sulla rete che con encomiabile professionalità, sconosciuta allo pseudogiornalismo nazionale, analizzano le fonti, verificano tutte le notizie prima di diffonderle e sbugiardano quelle false, da chiunque provenienti. Nel materiale diffuso ci sono molti video girati con le camere tipo GoPro installate sugli elmetti dei combattenti e dai sistemi video dei droni in volo sui campi di combattimento, siano essi osservatori, bombardieri o suicidi. L'effetto visuale è terribilmente e drammaticamente simile a quello dei videogiochi. Si vedono persone combattere e morire come fossero pupazzi inventati dalla grafica fotorealistica. Siamo lontani anni luce dalle scarse immagini dell'invasione dell'Iraq del 2003. Poche immagini verdognole, scie di antiaeree e lampi di luce delle bombe nel cielo nero della notte di Baghdad. Al massimo i video priva

Due frasi semplici.

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Io sono meglio di te. Tu sei diverso da me. Queste due frasi non le ho pensate. Mi sono arrivate nel sonno un paio di mesi fa e mi sono svegliato per appuntarle. In quest'ordine. Mi sembrava che contenessero in essenza estrema l'origine di tutti i mali che affliggono gli umani nelle loro relazioni reciproche. A tutti i livelli e dimensioni di scala: dagli individui alle nazioni e ai continenti interi. In ogni epoca storica. Magari non è così, ma ve le passo. Non si sa mai che riflettendoci sopra non servano davvero a migliorare qualcosa.

L'intelligenza ottica.

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C'è un aspetto per me fondamentale nella pratica della fotografia che continua ad essere insostituibile, anche in quest'epoca di intelligenza artificiale applicata alle immagini. Si tratta di un esercizio basilare nella procedura fotografica: l'interposizione di una fotocamera tra il fotografante e ciò che ha identificato come soggetto della sua azione. Se il gesto va a buon fine, ne risulta sempre e invariabilmente un'immagine bidimensionale depositata su una superficie chimica o elettronica per via ottica. Proprio l'azione dell'ottica organizza e compone l'immagine secondo regole fisiche indipendenti dalla volontà umana, tanto che il fenomeno potrebbe esistere, come un arcobaleno per esempio, anche se gli umani non fossero mai comparsi sul pianeta che chiamano Terra. Il trattenimento del fenomeno per renderlo durevole consente poi molti interventi e modifiche, campo nel quale si esercitano le fantasie umane, ma alla base c'è sempre e solo una traccia o

Barbie, Oppenheimer, Asteroid City: allarme a Hollywood!

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Li ho visti in in sequenza nell'arco di un mesetto e mezzo, grazie ad un fantastico reperto archeologico incredibilmente ancora operante oggi. Una sala cinematografica nel cuore del Parasio, il centro seicentesco di Porto Maurizio (IM), che si chiama  Cinema Centrale , proprio come il cinema di Torino, ancora esistente, dove da ragazzo degli anni Settanta andavo a tuffarmi nei film d'essai, persino al mattino, tagliando da scuola. Ricordo ancora l' Andrej Rublëv di Tarkovsky (1966), ben tre ore e mezza che all'epoca erano una rarità assoluta, oppure La montagna sacra di Jodorowsky (1973), una allucinazione non da poco. Nonostante gli anni siano passati, conservo ancora il gusto per un cinema anche complesso e non proprio digeribile senza sussulti e grida . In questo senso, questi tre film mi hanno ben accontentato, ciascuno a modo suo. Mentre Barbie mi ha suscitato diverse perplessità che ho espresso quattro post fa , Oppenheimer mi ha invece travolto con la forza di

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