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Visualizzazione dei post con l'etichetta fotografia di moda

Le pere di Newton.

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Da non mettere insieme alle mele, sia chiaro. La GAM di Torino ospita, è proprio il caso di dirlo, Helmut Newton. Works . Una retrospettiva di 68 stampe fotografiche di qualità mediamente professionale in bianco e nero e a colori, di medie e medio-grandi dimensioni, selezionate dal curatore Matthias Harder della Helmut Newton Foundation di Berlino. Il curatore, assente giustificato per malattia alla conferenza stampa, è stato sostituito dal suo amico Denis Curti il quale, durante la presentazione dell'opera di Newton, ha dichiarato che mostre come questa ne aveva già portate in giro in Italia in altre sedi e che comunque quest'anno Milano dedicherà allo stesso Newton una grande mostra di circa 200 opere nell'occasione del centenario della nascita. Ricorrenza che invece il direttore della GAM Riccardo Passoni aveva poco prima detto di non essere stata il motivo della mostra torinese. Qual è stato allora il motivo per portare a Torino ancora una volta l'opera di...

Frank Horvat a Torino.

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24 febbraio 2018, Sale Chiablese. Intervista a Bruna Biamino sulla mostra di Frank Horvat . La notizia è che martedì 27 febbraio 2018 si inaugura nelle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino la prima mostra antologica di Frank Horvat (Abbazia, 1928) all’interno di un’istituzione museale italiana. L’evento accade a ridosso del compimento del suo novantesimo anno d’età. Durante le ultime fasi dell’allestimento, Bruna Biamino , assistente alla curatela della mostra, accetta gentilmente di incontrarmi per una visita in anteprima e di rispondere alle mie domande. Bruna Biamino . Ti faccio subito vedere questa fotografia qui. Il matrimonio musulmano a Lahore in Pakistan. La foto che è stata inserita nella mostra The Family of Man di Steichen del ‘55. Fulvio Bortolozzo . Epocale . B . Sapevo che ti sarebbe piaciuta. F . Sì, ho guardato un po’ la biografia di Horvat. In realtà, lo conoscevo poco. Me lo immaginavo come un fotografo di moda. Invece è affascinante come lui percor...

Non solo fashion.

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Finalmente approda alla Reggia di Venaria Reale una mostra fotografica davvero degna di questo nome. Ci volevano la figura e le opere di uno dei più importanti artefici dell’immaginario editoriale del Novecento: Peter Lindbergh . Difficile trovare nella moda e nelle riviste di settore valori iconici elevati. I nomi dei pochi fotografi capaci di smarcarsi da un’iconografia banale e ripetitiva sono davvero pochi: Richard Avedon su tutti in assoluto, poi Irving Penn, a suo modo anche Helmut Newton e pure Steven Meisel, tra i più recenti. Sì, qualcuno c’è anche in Italia, ma bisogna ben isolare le pagliacciate “da guru” che tanto van di moda qui, pur di far parlare di sè a tutti i costi, dal lavoro vero e proprio. Allora si vede bene la differenza tra il professionismo del bravo artigiano, anche virtuoso, da quel qualcosa in più che solo le personalità migliori riescono a tirare fuori. Lindbergh appartiene ai pochissimi che pur facendo del lavoro commerciale e soddisfacendo l...

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